Ledum Palustre

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Ledum Palustre: ingrediente naturale di Zetastop

Indicazione clinica principale

Tra i vari impieghi, ledum palustre è valido per la protezione dalle punture delle zanzare. La sua assunzione rende l’odore della traspirazione sgradito agli insetti (senza comunque far emettere odori sgradevoli o identificabili) e determina perciò un deterrente alla puntura degli stessi. Può essere utilizzato nella prevenzione anti-malarica.

L’assunzione orale di ledum palustre rende l’odore della propria traspirazione sgradito ai sensibili recettori delle zanzare rendendolo un repellente naturale. La modificazione è avvertita esclusivamente dagli insetti e non vi è nessuna evidenza olfattiva tra i nostri simili.
Il ledum palustre deve essere assunto con continuità e i primi risultati si ravvisano a distanza di qualche giorno. È importante proseguire nell’assunzione per tutto il periodo in cui si desidera essere al riparo dalle zanzare.

Ledum Palustre è un rosmarino selvatico che cresce spontaneamente nelle paludi dell’Europa Centro-Settentrionale (habitat nel quale si riproducono le zanzare con più rilevante predisposizione). Da più di duecento anni viene utilizzato in omeopatia sia per uso esterno che interno.
La sua utilità ed efficacia è comprovata dall’esperienza. Nel caso del Ledum Palustre, la tintura madre di questa pianta rende la pelle repellente alle zanzare dando origine ad una sorta di “stato acido” che si ritiene essere il motivo per il quale alcuni individui che possiedono spontaneamente il derma con siffatto requisito, non vengano attaccate dalle zanzare, contrariamente da chi ne è quasi sempre perseguitato.

Ledum Palustre è un rosmarino spontaneo della famiglia delle Ericacee. La pianta, che ha un aroma di disinfettante, vagamente canforato, veniva già adoperata nel XIII secolo in Finlandia per liberarsi dagli insetti nocivi e ne venivano essiccate le foglie preparando in questo modo la polvere insetticida.
La medicina, sia quella popolare che quella ufficiale, si è interessata molto a questa erba ed al suo impiego. I fusti ed i fiori erano ritenuti bechici, espettoranti e febbrifughi.

Linneo (Carl Von Linnè 1707-1778), stimato botanico svedese, fu il primo ad utilizzare scientificamente il Ledum Palustre per curare infezioni e tosse. Agisce in modo primario sull’apparato digerente, l’apparato locomotorio, l’apparato circolatorio e la cute.
Ledum palustre si rivela come apprezzabile cura dell’artritico uricemico (attacchi di gotta o gotta cronica). È utile in ogni lesione da oggetto appuntito e anche nelle lesioni oculari ed in tutti i dolori degli arti superiori e inferiori.

Dati biochimici

Nel ledum palustre sono presenti oli essenziali contenenti gli alcoli sesquiterpenici palustrolo e ledolo, steroli, flavonoidi (hyperoside, quercetina) e cumarine, fra le quali esculetina, umbelliferone, scopoletina e fraxetina, oltre a monoterpeni alifatici responsabili dell’odore canforato.
Altri composti ritrovati nell’olio essenziale della pianta: mircene, alloaromadendrene, lepalolo, lepalene ,mirtenale, isopinocamfone, germacrono. Le parti aeree contengono anche i glucosidi cumarinici palustroside, fraxina ed esculina.

Usi nella medicina popolare

Ledum Palustre è utilizzato nell’allopatia e nell’omeopatia per la cura di reumatismi, artrosi e punture di insetti. Viene utilizzato anche come espettorante, galattogogo, diuretico, contro la pertosse, come antiparassitario, cicatrizzante, emmenagogo ed antidiabetico. In Alaska, il tè prodotto con foglie e rami della subsp. groenlandicum viene impiegato nei raffreddori e nei postumi delle sbornie.