Biancospino

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Biancospino: ingrediente naturale di WonderOver

L’attività essenziale del Biancospino (Crataegus oxyacantha) è a livello del sistema cardiocircolatorio con un provato miglioramento della sopportazione all’affaticamento. Esplica un’azione sui recettori beta-andrenergici (come agonista parziale). Essi sono “interruttori” posti sulla membrana cellulare.

A questo recettore si legano due neurotrasmettitori, l’adrenalina e la noradrenalina, mediante inibizione della fosfodiesterasi (sostanza che accelera una particolare reazione chimica), alla quale segue un aumento del tasso intracellulare di AMP ciclico (l’AMP ciclico (adenosina monofosfato ciclico), o cAMP è un metabolita delle cellule prodotto grazie all’enzima adenilato ciclasi a partire dall’ATP).

È un importante “secondo messaggero” coinvolto nei meccanismi di trasduzione del segnale all’interno delle cellule viventi in risposta a vari stimoli, come quelli indotti dagli ormoni glucagone o adrenalina, che non sono in grado di attraversare la membrana cellulare.
La sua principale funzione consiste nell’attivazione della protein-chinasi per regolare il passaggio transmembrana di calcio attraverso i canali ionici, legato, a sua volta, ad un aumento degli ioni calcio liberi). È stata pure dimostrata una azione sedativa sul sistema nervoso centrale.

L’azione ansiolitica e miorilassante del biancospino (Crataegus oxycantha L.) si riscontra con un comportamento determinato sull’eccitabilità del sistema nervoso. I principi attivi contenuti nella pianta attenuano l’insonnia, il senso di angoscia e le vertigini.
Il biancospino è ben accettato dall’organismo e non mostra nessun esito secondario. È ricco in flavonoidi, che sono il 2% circa del peso del vegetale secco e di proantocianidoli, 3% del peso della pianta secca. Questo arbusto è dotato di una notevole affinità nei riguardi del cuore, dovuta specialmente ai flavonoidi e ai proantocianidoli.

Questo riscontro sembra dover essere attribuito specialmente ai tannini e ai flavonoidi vigenti in questa pianta, dato che è stato comprovato che questi procurano sedazione e accrescono il sonno.
Decisamente importante è la possibilità che il biancospino possiede di bloccare i radicali liberi. Grazie alla sua azione, l’ossidazione delle LDL, che sono le particelle di colesterolo che sono solite collocarsi nella parete dei vasi sanguigni in seguito alla loro ossidazione, viene notevolmente diminuita.

Il biancospino appartiene alla famiglia delle rosacee, delle quali si utilizzano le sommità fiorite e le foglie. I principi attivi contenuti sono soprattutto flavonoidi (iperoside, vitexina-2”-ramnoside), glicosilflavoni, procianidine, triterpeni pentaciclici (acido ursolico, acido crategolico, acido oleanolico, acido acantolico, acido neo-tegolico). Il titolo in flavonoidi della droga dovrebbe percentualmente essere di almeno lo 0,7%.

Impieghi clinici

Una delle proprietà più utilizzate del biancospino è quella di moderato sedativo, come documentato anche da diversi studi. Una ricerca condotta utilizzando anche del placebo ha dato prova della validità del biancospino nei disturbi di forma ansiosa (associato a Valeriana e Passiflora). È utile sapere che il biancospino possiede anche ulteriori apprezzabili proprietà che sono quelle cardiotoniche e anti ipertensive.

Questa droga dimostra difatti di essere un apprezzabile vasodilatatore ed è provvista di attività inotropa positiva e batmotropa negativa. Test clinici ne hanno documentato l’effetto in pazienti con conformazioni lievi di insufficienza cardiaca (classe I-II NYHA) specialmente in quelli con deboli disturbi del ritmo. La sue proprietà si esplicano mediante un effetto inotropo positivo sui cardiomiociti, accrescendo l’estensione della contrazione, con un consumo di energia inferiore.

L’azione batmotropa negativa è stata analizzata mediante il riscontro che l’assunzione di preparati di biancospino accrescono il periodo refrattario assoluto, cosa che difende il miocardio dalla comparsa di aritmie, come può verificarsi con diversi farmaci.
Molteplici ricerche, (tra le quali talune con placebo) hanno accertato l’efficacia del biancospino nel miglioramento dei presupposti emodinamici nei pazienti con alterazione lieve, modesti sintomi di ipertensione arteriosa e coronaropatia.

L’esito sedativo può essere utilizzato in sinergia con altri prodotti. È stata evidenziata anche una proprietà ipolipemizzante ed antiaterosclerotica del biancospino. Questo comportamento è stato poi esaminato sulla possibilità dei principi attivi di impedire la nascita di placche atero-sclerotiche in uno schema sperimentale.