Trifoglio Rosso

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Trifoglio Rosso: ingrediente naturale Triko Ok Donna

Il suo utilizzo per il riequilibrio delle funzionalità ormonali è piuttosto recente. È da poco infatti che grazie alle ricerche condotte, si è scoperta la sua azione estrogenica. Ne sono responsabili alcuni suoi componenti principali e in particolare i flavonoidi glicosidici quali biocianina A, daidzeina e genisteina.

Il trifoglio rosso o pratense è normalmente conosciuto con il vocabolo inglese di “Red Clover” ed ha attualmente la reputazione di essere un importante fitormone. A questa attuale indicazione si uniscono le caratteristiche tradizionali.
In Cina ed in Asia era molto diffuso l’uso come espettorante e negli attacchi d’asma ed era anche utilizzato come antinfiammatorio, sedativo, diuretico e bechico. Si sono riscontrate inoltre applicazioni su ferite del derma ed applicazioni nelle affezioni dell’occhio.

Preparati con Trifoglio sono tutt’oggi medicamenti apprezzabili nella terapia esterna di eczemi e di diverse affezioni dermiche ed oltre a questo come espettorante contro tosse e bronchiti. Le iniziali supposizioni sulle possibilità fitoestrogeniche della pianta si ebbero dall’osservazione di “effetti contraccettivi” sul bestiame. Da qui, l’approfondimento dello studio del suo fitocomplesso ribadì che il trifoglio rosso è una concentrato di composti fitoestrogenici.
Il fitocomplesso del vegetale è invero rappresentato essenzialmente da essenze di natura isoflavonica, ritenute significative per la forma farmacologica della pianta. Sono partecipi significanti quantità di formononetina e biocianina, genisteina e daidzeina.

È risaputo che la biocianina A viene modificata nell’organismo in genisteina che è uno dei fitoestrogeni più noti e la formononetina in daidzeina. Nel fitocomplesso sono state rinvenute anche significative quantità di vitamina E.

Il trifoglio rosso è inoltre valutato come una delle soluzioni efficaci per attenuare i disturbi connessi con la menopausa e come efficace alternativa naturale alla terapia ormonale sostitutiva.
Ricerche farmacologiche e cliniche segnalano che gli isoflavoni del trifoglio pratense sono attivi sui sintomi vasomotori della sindrome della menopausa e influiscono, bilanciandoli, le concentrazioni degli ormoni sessuali nelle donne nel ciclo perimenopausale.

Considerazioni positive si sono ottenute anche sul mutamento della densità ossea, con diminuzione della perdita di massa ossea in seguito alla somministrazione a tempo prolungato di estratti standardizzati di Trifoglio rosso. Infine, non meno importante, è l’influenza sul quadro lipidico e cardiovascolare concomitante alla menopausa: il trattamento con estratti di trifoglio contribuisce alla prevenzione del rischio cardiovascolare associato allo sbilancio estrogenico.

L’efficacia del Trifoglio è quindi evidente e ampiamente sostenuta da studi clinici controllati e contro placebo. Sono noti anche dati di farmacocinetica che confermano il profilo di assorbimento e biodisponibilità sia nell’acuto che per trattamenti prolungati. Gli effetti vascolari sono manifesti anche sulla popolazione maschile: l’evidenza della capacità di attivazione della sintesi di ossido nitrico in nuclei endoteliali umani, è stata ribadita da studi clinici nei quali si è rinvenuta la diminuzione della rigidità delle arterie ed i risultati protettivi da fattori di pericolo di malattie cardiovascolari.

Recentemente ulteriori ricerche sulla pianta hanno rilevato caratteristiche antivirali e antifungine riferibili alla produzione di fitoalexine in risposta all’infezione. Gli studi farmacologici e clinici mostrano il trifoglio come una pianta priva di pericoli; non si riconoscono tossicità ed effetti secondari significativi, pure per terapie a lungo termine.