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Triko Ok Donna - Equiseto

Equiseto: ingrediente naturale Triko Ok Donna

L’Equiseto è una pianta senza fiori che cresce nei luoghi umidi. Il nome “Coda di Cavallo” le è stato attribuito in seguito al suo aspetto tipico. È una pianta estremamente ricca di minerali come il potassio e la silice che la rendono un eccellente rimineralizzante negli stati di stanchezza ed in caso di fratture.

Essendo altresì una pianta diuretica, viene impiegata nella sollecitazione delle attività renali. La silice ed altri minerali, stimolano il tessuto connettivo e sono particolarmente indicati per facilitare la ricomposizione della cartilagine nel corso di malanni articolari.
L’equiseto svolge anche un’azione sull’elasticità dei tendini e delle pareti vascolari divenendo, in tal modo, una sostanza importante per gli sportivi come i ciclisti, i tennisti, i marciatori ed i calciatori.

Proprietà dell’Equiseto

All’equiseto vengono attribuite proprietà diuretiche, emostatiche ed emopoietiche. Tra i principali costituenti di questa pianta vi sono il Silicio, l’Equisetonina, alcuni acidi organici, resine, Cloruro di Alluminio e di Potassio. All’Acido Silicico vengono attribuite le proprietà rimineralizzanti che la pianta possiede e che sono riscontrabili soprattutto durante cure estetiche e dermatologiche. Gli esiti sulla coagulazione sono più dibattuti mentre è sicura la stimolazione della emopoiesi (formazione dei globuli rossi).
L’equiseto è usato nei protocolli di cura per l’artrosi sia per i benefici che esso può esercitare sulla cartilagine articolare, sia sul tessuto osseo.

È dotato di proprietà astringenti, cicatrizzanti, diuretiche, emostatiche, rimineralizzanti, queste ultime apprezzabili per ossa, cartilagini, unghie e capelli. Lo si utilizza come diuretico nelle affezioni virali ed infiammatorie delle vie urinarie poiché aumenta l’irrigazione delle vie urinarie escretive.
La droga determina una particolare diuresi d’acqua senza mutarne l’equilibrio elettrolitico. Lo si impiega anche in caso di edemi post-traumatici e statici. Esternamente lo si utilizza come coadiuvante contro le ferite a rimarginazione difficoltosa, eczemi, lesioni infette di gambe e piedi, eseguendo degli impacchi o abluzioni.

La sua attività rimineralizzante è dovuta al suo notevole contenuto in silicio, che avrebbe una funzione essenziale nell’agevolare la calcificazione delle ossa specialmente nelle prime fasi della loro formazione e faciliterebbe la composizione del callo osseo in seguito a fratture. Si ritiene che l’Equiseto possegga una condotta preventiva nei confronti dell’aterosclerosi, dato che il silicio è un elemento di conservazione dell’ integrità delle arterie.

Il silicio ed altri minerali stimolano il tessuto connettivo e sono particolarmente appropriati nel favorire la riparazione delle cartilagini nel corso di infermità delle articolazioni. L’Equiseto svolge anche un’azione sull’ elasticità dei tendini e delle pareti vascolari, diventando un’eccellente prodotto per coloro che praticano attività sportive.

L’Equiseto arvense contiene flavonoidi, saponosidi (equisetonina), alcaloidi (nicotina) ed in misura più importante dei silicati (silicio, contenuto sotto forma di silice). È quest’ultimo principio attivo che conferisce alla pianta l’opportunità di dare un apporto nel processo di calcificazione delle ossa, in quanto il silicio ha un compito essenziale nell’agevolare il deposito di calcio.

La pianta possiede anche un’azione diuretica dovuta ai flavonoidi (isoquercitina, kaemferolo) in essa contenuti, assistita dagli ioni minerali. L’Equiseto ha anche un’azione emostatica che è data dalla possibilità che la stessa ha nell’attivare l’apparato di coagulazione fibrino-plastica. L’effetto astringente sull’apparato genito-urinario ne avvalora l’efficacia in caso di sanguinamento da cistite, uretrite e prostatite.
L’Equiseto arvense è molto ricco in silicio, presente specialmente in conformazione di opalina. Esso rappresenta circa il 10% dell’insieme della pianta secca ed è essenzialmente di tipo solubile, quindi assorbibile dall’intestino. Questa pianta è anche ricca di ulteriori minerali.

Proprietà terapeutiche

L’Equiseto arvense è conosciuto specialmente per la sua condotta rimineralizzante. L’indagine biologica ha fornito prove che il silicio è fondamentale nell’agevolare il deposito del calcio nelle ossa, particolarmente nelle prime fasi della loro formazione. Questo costituente dà un apporto, unitamente a calcio, fosforo, fluoro, magnesio e boro nel processo di calcificazione delle ossa.

Si è anche notato che animali nutriti con un’alimentazione particolarmente povera di silicio presentavano una minor composizione di callo osseo dopo una frattura ed il loro osso mostrava una concentrazione minerale minore di quella degli animali di controllo. Si ritiene altresì che i flavonoidi presenti in questa pianta, in sinergia col silicio, determinino un aumento della quantità degli osteoblasti (cellule che compongono l’osso nuovo) ed una loro più evidenziata attività e sarebbero anche capaci di limitare sia il numero che l’attività degli osteoclasti (le cellule che distruggono l’osso). Tali azioni sono state documentate su colture di tessuto osseo in animali da esperimento ed anche nell’uomo.

Riepilogo
  • Indicazioni principali: demineralizzazione ossea, in particolare nella donna in menopausa, deficit di silicio di qualsiasi origine
  • Azione prevalente: rimineralizzante
  • Altre azioni: diuretica
  • Effetti collaterali: nessuno rilevante
  • Controindicazioni: nessuna conosciuta
  • Interazioni con farmaci: nessuna conosciuta
  • Dati tossicologici: non ci sono dati sul suo uso in gravidanza e durante l’allattamento.