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Stimolo dell’eiaculazione femminile

“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”.

“L’ignoranza è la materia con cui la cella invisibile è stata costruita lentamente nel tempo e la conoscenza invece la chiave che ci porta alla libertà”.

Vi invitiamo a scoprire le informazioni che troverete in queste pagine con la speranza sincera di poter essere in grado di aiutare ad eliminare il problema della mancanza di desiderio sessuale, mettendo le condizioni per sperimentare ciò che poche donne sanno: l’eiaculazione femminile e riconquistare il piacere e l’intimità di una vita sessuale soddisfacente.

Prova credibile tra le diverse culture che la prostata femminile e eiaculazione femminile sono state scoperte, descritte e poi dimenticati nel corso degli ultimi 2.000 anni. Dato che tutte le donne hanno una ghiandola della prostata, tutte probabilmente sono nelle condizioni di produrre liquido seminale, anche se non sono a conoscenza di esso. L’uso di Lastevolution promuove una miglior risposta dalla prostata femminile alla stimolazione e quindi migliora la capacità di raggiungere l’eiaculazione. La femmina può produrre liquido prostatico (quando una donna è sessualmente eccitata) da 10 ml. a 60 ml. di liquido.

Con “G-Crest” definisce la “condizione” delle donne ingrossamento della prostata durante l’eccitazione sessuale. Tutte le donne possono raggiungere questo compito ed è probabile che hanno tutti almeno una piccola quantità di liquido che fuoriesce prostata, miscelazione con altri fluidi che sono presenti in quantità elevate.

Lastevolution ha un effetto sul sistema cardiovascolare, sistema nervoso centrale e la respirazione. Processi biologici e chimici che conducono all’eccitazione sono favoriti dall’ossido di azoto che ha la funzione di segnale di impulso nervoso che facilita e rilassa i muscoli e quindi l’apporto di sangue.
I principi attivi contenuti in Lastevolution promuovuono il rilascio del protossido di azoto ed è per questo motivo che favoriscono le applicazioni per il trattamento dei problemi sessuali. Nessun esito avverso è stato riscontrato e non note le controindicazioni.

Il contributo supplementare di componenti Lastevolution fornisce una quantità di condrociti atti al bilanciamento della differenza tra degradazione e la ristrutturazione del tessuto, dando sostegno ad un rapido recupero.
Molteplici studi sono stati eseguiti circa la sicurezza dei componenti di Lastevolution e sulla base dei risultati ottenuti possono essere valutati come materie prime innovative e in grado di sostenere l’attività strettamente legata alla sfera sessuale. Questi principi attivi potrebbero svolgere un ruolo chiave in un supplemento come Lastevolution.

L’utilizzo di Lastevolution aiuta le ghiandole sessuali che, con il passare degli anni, necessitano di una quantità più significativa di vitamine e che se li procurano da altri tessuti e quindi potrebbero essere esposti a malattie, aumentando l’utilizzo di zinco, magnesio, rame e potassio, che sono ingredienti essenziali per il corretto funzionamento del liquido seminale.

L’aminoacido L-Istidina contenuto in Lastevolution gioca un ruolo chiave nell’attività sessuale durante l’eiaculazione e l’orgasmo. L’organismo utilizza l’istidina per produrre istamina, che è responsabile per l’eiaculazione. Uomini e donne che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo possono essere avvantaggiati dalla supplementazione di istidina, che è anche un vasodilatatore che provoca il flusso di sangue verso gli organi sessuali.

Questo amminoacido è responsabile, insieme alla vitamina B3 (niacina) e B6 (piridossina), della sintesi di istamina, che migliora l’attività sessuale ed il piacere.
L’Eiaculazione femminile ha origine dalle ghiandole periuretrali. Queste ghiandole si saturano con il fluido durante il rapporto ed il rigonfiamento del tessuto può essere ascoltato dalla parete vaginale. Il liquido che emerge è composto anche da glucosio (uno zucchero) e fruttosio come quello presente nella formula di Lastevolution.

Cenni sull’eiaculazione femminile

Una delle più grandi meraviglie sessuali del mondo è sicuramente l’eiaculazione femminile. Definita a volte nettare di Afrodite o cascata della femminilità, lo squirtinq (zampillo) ha una valenza non solo sessuale ma anche politica dal momento che è la prova concreta del potere sessuale femminile.
Sovente, l’eiaculazione femminile è anche più forte e prolungata di quella degli uomini. Alcune donne eiaculano istintivamente mentre altre non l’hanno mai provato ed altre attualmente stanno imparando a farlo anche grazie a questo innovativo prodotto naturale che risponde al nome di Lastevolution. L’interesse, sia di uomini che di donne, è notevolissimo.

L’eiaculazione femminile conosciuta anche come squirting o gushing, allo stesso modo di quella maschile, è il risultato della risposta orgasmica e consiste nella fuoriuscita di un considerevole quantitativo di fluido dall’uretra durante l’eccitazione sessuale, in particolare del punto G, durante o in prossimità dell’orgasmo.

Il punto G è invero un’area della vagina più che un punto delimitato ed è composto da residui di tessuto prostatico maschile che generano un liquido assolutamente differente dall’urina e decisamente simile al fluido seminale maschile (naturalmente non include gli spermatozoi).
L’esistenza del tessuto prostatico maschile nella donna non deve sorprendere perché è solamente alla sesta settimana dal concepimento che cominciano a delinearsi le distinzioni sessuali. Precedentemente a questa periodo, gli embrioni umani sono tutti uguali e sia le ovaie che le gonadi maschili si sviluppano da una struttura comune.

Il liquido prodotto dalla stimolazione del punto G può essere espulso a piccoli getti a seguito delle contrazioni muscolari che si generano negli organi sessuali durante l’orgasmo. L’emanazione di tale secrezione ha luogo mediante l’uretra, ultimo tratto delle vie urinarie e proprio questo fa sì che possa essere scambiato per urina.

Una risposta orgasmica femminile non dichiarata

Benché ne abbia già scritto Aristotele nel I secolo a.C. mettendo in evidenza che la donna, durante l’orgasmo, era in grado di emettere un getto, ancor oggi non sussistono informazioni esplicite su questa risposta fisiologica sui manuali di educazione sessuale.
Si pensa che Galeno (anatomista e medico del II secolo d.C) ne sia stato a conoscenza giacché fu uno dei primi a descrivere la prostata femminile, mentre l’anatomista Rinaldo Colombo descrisse l’eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride.

Nel XVII secolo, l’anatomista tedesco Regnier de Graaf stilò un libro sull’anatomia femminile e scrisse di fluidi “che correvano fuori” e “che scaturivano” durante l’eccitamento sessuale.
Theodor H. van De Velde, nel 1926, diede alle stampe un manuale per coppie coniugate nel quale riferiva che alcune donne, durante l’orgasmo, liberano del liquido ... ma ben pochi lo presero seriamente in considerazione.

Da cosa è composto il fluido emesso

Soltanto nel 1981 la Dalhousie di Hlifax, Nuova Scozia, esaminò questo fluido. Gli analisti, che annoveravano tra loro Edwin Belzer Jr., Perry e Whipple, pubblicarono gli esiti delle analisi dei liquidi prelevati da alcune volontarie sul “Journal of sex research”. Mediante le analisi chimiche è stato rilevato che il liquido espulso comprende: glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un ulteriore zucchero naturale, riscontrato anche nel fluido seminale prostatico).

Antigene prostatico specifico

Composto proteico prodotto negli uomini dalla prostata e alla base dell’eiaculato maschile. Nelle donne si presume sia originato dalle ghiandole periuretali.

Meccanismo d’azione

Sebbene nella comunità medica e scientifica attualmente sia stata riconosciuta l’esistenza dell’eiaculazione femminile, permane un notevole vuoto quando si cerca di illustrare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso. Fu nel 2002 che Emanuele Jannini, endocrinologo e docente di sessuologia medica, con la sua equipe di ricerca dell’Università dell’Aquila fornì una spiegazione per questo fenomeno.

Le aperture delle ghiandole periuretali sono solitamente paragonabili nelle dimensioni ai pinoli, variando nella dimensione da donna a donna, sino a quasi scomparire in alcune donne. Le ghiandole si riempiono con il liquido durante il rapporto sessuale e posso essere individuate attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto contiguo l’uretere, può essere un insieme di ghiandole che si riempiono col fluido e del tessuto erettile delle donne che si solleva.

È l’armonico contrarsi dei muscoli pelvici durante l’orgasmo che permette l’espulsione del fluido accumulato come ultima componente dell’eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido liberato può essere consistente, grazie al ripetersi del riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l’orgasmo.

Anche la donna può eiaculare

Alcune donne giungono all’eiaculazione durante la stimolazione del clitoride, altre durante la sollecitazione vaginale del Punto G. Molte la sperimentano durante un rapporto particolarmente intimo e fiducioso con un uomo che amano profondamente e solo con lui. Altre la vivono con più facilità mediante l’autoerotismo.

Un motivo che facilita l’eiaculazione sembra essere la possibilità di raggiungere un’alta eccitazione ed in seguito di contenere la condizione di eccitamento mentre ci si abbandona in questo. In questi casi viene delineato come un abbandonarsi al piacere nell attimo in cui sembra inarrestabile.

Molte donne affermano di aver conosciuto l’eiaculazione solamente dopo essersi interessate per molto tempo attivamente del proprio piacere ma ce ne sono diverse con un comportamento sessuale intenso e appagato che non hanno mai eiaculato e non ne nutrono il bisogno. Coloro che riescono a sperimentarla la descrivono come un qualche cosa di molto appagante sessualmente.

Lasciarsi andare fa bene

Non tutte le donne giungono all’eiaculazione; evitate quindi l’ansia di doverla raggiungere per forza ... però provate perchè potreste avere una bella sorpresa. Uno dei motivi per i quali è così importante che le donne siano a conoscenza della possibilità di eiaculare sta nel fatto che se una donna ne sente lo stimolo e si trattiene rischia di procurarsi notevoli infiammazioni. Molti sostengono, ad esempio, che buona parte delle uretriti sarebbe causata da una contrazione, spesso involontaria, durante l’orgasmo. Insomma, lasciarsi andare fa bene.

La sessualità femminile è attualmente in fase di studio in numerosi laboratori di ricerca di tutto il mondo, in modo particolare da quando la morfologia anatomica della donna si è svelata nei dieci centimetri di estensione del clitoride che racchiude, parzialmente, anche l’uretra e la vagina anteriore.

Ma le donne sono differenti l’una dall’altra, anche dal punto di vista anatomico. I corpi cavernosi del clitoride e delle piccole labbra, chiamati tessuto erettile, è difformemente suddiviso e questo implica che soltanto la metà delle donne è nella condizione di giungere all’orgasmo con la penetrazione, mentre un ulteriore 25% deve valersi della contemporanea eccitazione del clitoride.
Il 15-20% delle donne è multi-orgasmica ed una percentuale tuttora incerta di donne che è dotata delle ghiandole di Skene (residuo embriologico della prostata maschile) in prossimità dell’uretra nelle condizioni di produrre l’eiaculazione femminile uretrale per mezzo della stimolazione del Punto di Grafenberg.

Asserire che l’orgasmo sia di un solo tipo e abbia avvio dal clitoride è vero solo in parte. Le ricerche più recenti lasciano capire che non è esatto dire che esistano nelle donne metodi per pervenire all’orgasmo che siano più valevoli di altri poiché, in molti casi, questa distinzione non è verosimile e perché si è altresì provato che i modi con i quali si giunge all’orgasmo sono influenzati decisamente da motivi di tipo sociale, culturale, educativo, religioso, di conseguenza individuali e collettivi.

Reattività orgasmiche e sessuali in genere, possono parere omogenee o affini ma essere provate e avvertite in modo dissimile da ogni individuo. È più di tutto la personalità, più che le tecniche sessuali, che determina la capacità orgasmica e le emozioni associate. Il tratto di personalità che stabilisce una maggiore influenza è quello di sentirsi sicuri, innamorati, psicologicamente ed emotivamente coinvolti, totalmente complici con il partner.

Ricerche

Sono stati eseguiti molteplici studi sui flussi emessi durante l’eiaculazione femminile al fine di definirne la composizione chimica. Mediante analisi si è appurato che il liquido di tipo lattescente emesso durante l’orgasmo comprende:

  • Glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, riscontrato anche nel liquido seminale prostatico)
  • Antigene prostatico specifico (PSA), un composto proteico prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA conserva semiliquido dopo l’eiaculazione. Si ipotizza che nella donna l’antigene venga prodotto dalle ghiandole parauretrali di Skene
  • Un quantitativo molto contenuto di creatinina e urea, i due principali marcatori chimici dell’urina, riscontrati ad alte concentrazioni nelle analisi dell’urina, antecedenti e successive all’eiaculazione.

Eiaculazione femminile e urine contengono le equivalenti sostanze che si riscontrano nel liquido seminale maschile. Queste sostanze comuni, PSA, PAP & PSAP, sono in una maggior concentrazione nel liquido seminale di quanto si presentino nelle urine. Questo dimostra che essi non sono esattamente la medesima cosa. Quello che non sappiamo per certo è se della ghiandola prostatica femminile contribuisce unicamente al contenuto dell’eiaculazione.

Nel 1988, Milan Zaviačič, che guida l’istituto di patologia dell’Università Comenio di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate per problemi di fertilità, presso l’unità di ginecologia e ostetricia. Tutti i campioni relativi ad una delle pazienti ed un campione su quattro di un’altra donna del gruppo, furono prelevati direttamente in laboratorio ed i rimanenti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono esaminati entro tre ore dal prelievo, mentre il campione rimanente fu controllato tre mesi dopo. In tutti e cinque i casi i risultati rivelarono una presenza di fruttosio maggiore nel campione dell’eiaculato se confrontato con quello delle urine.

Nel 1997, Cabello Santamaria esaminò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) e scoprì che il 75% del campione presentava una notevole concentrazione di PSA nelle urine post-orgasmiche che non era presente nel campione pre-orgasmico. Il fluido prelevato al momento dell’orgasmo (distinto dal campione delle urine) rivelò la presenza del PSA nel 100% dei campioni.

Nel 2002, Emmanuele Jannini, dell’Università dell’Aquila, fornì una spiegazione per siffatta manifestazione, così come per le consuete sconfessioni della sua esistenza. Le aperture delle ghiandole periuretrali sono solitamente della dimensione dei pinoli e si diversificano da donna a donna nella loro dimensione, sino a pressochè scomparire e/o essere atrofiche in alcune donne. Se le ghiandole periuretrali sono in grado di originare l’eiaculazione femminile, questo potrebbe allora rendere comprensibile la mancanza dell’ evento in molte donne.

In talune condizioni patologiche di derivazione somatica, l’eiaculazione retrograda, consistente nello trasferimento del fluido sino alla vescica attraverso l’uretra, potrebbe rappresentare un’ulteriore spiegazione della privazione riscontrata.

Approfondimento: le ghiandole periuretrali e l’eiaculazione femminile

Le donne sono dotate di organi secretori che si sono sviluppati dal medesimo tessuto embrionale (analogamente alla relazione tratesticolieovaie) che sono denominati ghiandole periuretrali o di Skene.

La dimensione e la forma di tali ghiandole sembrano diversificare, in maniera anche significativa, da donna a donna. Il fluido che generano è rassomigliante a quello prodotto dalla prostata maschile e così come negli uomini, passa nell’uretra e in qualche circostanza sarebbe in grado di defluire anche nella vagina.
Le ghiandole si colmano con il fluido durante il rapporto sessuale ed i preliminari e possono essere sentite con l’esplorazione digitale attraverso la parete vaginale. Il turgore del tessuto attiguo all’uretra, può essere una combinazione di ghiandole che si colmano con il fluido e del tessuto erettile circostante che si solleva, come il corpo spugnoso che negli uomini consente l’erezione. In siffatta circostanza potrà anche risultare manifesto al tatto, il sollevamento / inturgidimento della frammento non visibile del clitoride.

Le contrazioni regolari dei muscoli pelvici, durante l’orgasmo genereranno l’espulsione del fluido accumulato, come ultima componente dell’eiaculazione femminile. La quantità di fluido liberato può essere consistente, mediante il ripetersi di riempimento ed evacuazione delle ghiandole durante l’orgasmo.

Nella società
Diagnosi differenziale

La disinformazione concernente l’eiaculazione femminile può condurre alla valutazione di un errato quadro clinico di fondo oppure ad individuare malattie inesistenti.
Nuovi studi hanno ormai chiarito che il fluido non lattiginoso ma simile all’eiaculato viene espulso mediante l’uretra, anche se perdura la credenza, erronea, che il fluido sia liberato attraverso la vagina. Una donna che non sia al corrente sulle possibilità di eiaculazione femminile, potrebbe considerare di soffrire di incontinenza urinaria e ricercare un intervento specialistico.

La cura per l’incontinenza urinaria (da stress o da differenti disfunzioni) richiede sovente l’uso di farmaci o un intervento chirurgico, ambedue non dovuti ed eventualmente iatrogeni, se l’origine del fluido è da attribuirsi unicamente al manifestarsi dell’eiaculazione femminile.

Questioni sociali

Temi di grande interesse dovrebbero essere esaminati su tutto ciò che riguarda la natura della sessualità femminile e l’orgasmo e come le informazioni scientifiche di entrambi siano stato influenzate dalla società.
Se ci dovesse essere un nuovo paradigma scientifico per quanto concerne l’eiaculatio femminile, quale impatto sociale avrebbe se fosse introdotto come scienza pura al fine di renderlo utile alla vita delle donne e non accompagnato da un nuovo costrutto sociale negativo?

L’affermare che l’eiaculazione della donna è unicamente il risultato di incontinenza urinaria può condurre probabilmente ad una notevole mistificazione. Il processo può condividere gli attributi comuni fisiologici, ma quello che può essere diverso è l’intenzione e la prospettiva individuale della donna.

Possono essere coinvolti gli stessi muscoli, nervi e riflessi tuttavia, se le espulsioni sono viste come naturali e piacevoli ed una donna si sente bene con il suo corpo così come con tutti i liquidi che fuoriescono da esso, potrà sperimentare l’eiaculazione più positivamente rispetto ad una situazione dove questa fisiologicità viene considerata “sporca” o dovuta ad un malfunzionamento della vescica, del sistema urogenitale o qualsiasi suo componente.

A sostegno di questo concetto, Mark Winton, nel suo editoriale sul The Journal of Sex Education and therapy, “Il concetto sociale del punto G e l’eiaculazione femminile”, ha scritto che “storicamente, abbiamo scoperto, ignorato e riscoperto le capacità biologiche inerenti le donne e che si riferiscono alla loro sessualità”. Egli continua a sottolineare che il punto G e “l’eiaculazione femminile” rappresentano un aspetto biologico con ramificazioni sociali significative, soprattutto se questi fenomeni vengono negati.

Winton scrive: “Se le donne possono eiaculare in contrapposizione all’urinare, le implicazioni sessuali potenzialmente piacevoli per una donna potrebbero essere fuorviate con lo scopo di far apparire l’evento come imbarazzante e patologico. Questo concetto potrebbe influenzare la sua capacità di raggiungere l’orgasmo ed il piacere, se tenta di sopprimere questa pseudourinazione”.

Va notato che sia Kinsey, Masters e Johnson hanno dichiarato fermamente e ripetutamente che le donne hanno solo orgasmo clitorideo; inoltre, Masters e Johnson hanno ottenuto una notevole credibilità professionale e riconoscimenti pubblici dovuti alla loro descrizione del ciclo e della risposta sessuale.

Gli uomini potrebbero riscontrare anche qualche apprensione all’idea di tale potenziale evoluzione sessuale per le donne. Essi potrebbe pensare di poter divenire meno necessari come partner sessuali e interpretando male il segnale, potrebbero pensare che l’espulsione di liquido dalla donna possa essere il segnale della fine di una sessione d’amore prima che siano sono pronti essi stessi a farlo finire.

Infine Winton ipotizza che “un cambiamento nella definizione di orgasmo può essere visto come possibilità di complessi, confusione e spavento ma vede anche la possibilità degli effetti positivi del fenomeno della eiaculazione femminile se fosse sottoposto ad esame più approfonditi.
Molte donne potrebbero essere più libere da un eventuale senso di colpa colpa o di vergogna di eiaculare durante il rapporto sessuale se avessero la conoscenza e consapevolezza che le espulsioni uretrale sono naturali funzioni corporee del loro apparato sessuale
”.

Un’altro vantaggio di un cambiamento di paradigma che riconoscerebbe l’espulsione uretrale femminile come una naturale funzione corporea sessuale, potrebbe essere la creazione di un’ulteriore attività sessuale che non sia necessariamente un preludio al rapporto sessuale. Nostri soggetti ed i loro partner hanno riferito che il processo di creazione di un orgasmo vaginale e/o un’espulsione uretrale separata dal rapporto sessuale, è piacevole sia per la donna che per un partner che assiste nella stimolazione. Inoltre, queste pratiche sessuali sono a basso rischio per l’AIDS e malattie sessualmente trasmissibili e di nessun rischio per le gravidanze indesiderate.