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Mate: ingrediente di Reductup Uomo

Mate o Ilex paraguariensis: foglie E.S. in Reductup Uomo titolato al 4% in caffeina
Caratteristiche principali
  • Famiglia: Aquifoliaceae
  • Genere: Ilex
  • Specie: Paraguaiensis
  • Nomi comuni: Yerba Mate, Mate, Erva Mate, Paraguay Cayi, Paraguay Tea, South American Holly
  • Proprietà/Azioni: sul Sistema Nervoso centrale, analettiche, antiossidanti, aperitive, astringenti, depurative, diuretiche, glicogenolitiche, immunostimolanti, lipolitiche, purgative, stimolanti, stomachiche, diaforetiche, toniche
  • Fitochimica: 2,5-xilenolo, 4-acidooxolaurico, 5-o-acidocaffeolquinico, alfa-amirina, ceneri, beta-amirina, acido butirrico, caffeina, caffetannini, acido clorogenico, clorofilla, colina, fibre, inositolo, acido isobutirrico, acido isocapronico, acido isovalerianico, acido neoclorogenico, acido nicotinico, azoto, acido pantotenico, proteine, piridossina, resine, acido resinico, riboflavina, rutina, acido stearico, tannini, teobromina, teofillina, trigonellina, acido ursolico, vaniglina.

Il mate è il soggetto di uno studio specifico tedesco che elenca tutti i suoi impieghi, contro lo sforzo fisico e mentale e gli esiti analettici, diuretici, inotropi e cronotropi positivi, glicogeno e lipolitici. È stato utilizzato in medicina come diuretico, ricostituente e neurotonico per il sistema nervoso centrale. Un ulteriore impiego tipico è quello come disintossicante per stimolare l’escrezione di tossine di scarto.

Il mate può essere considerato un tonificante completo e tende a bilanciare molti apparati del corpo senza sovrastimolarne nessuno. L’effetto corroborante del mate sul corpo umano asseconda il sonno e riduce la fatica. È utilizzato per moderare l’appetito, tonificare il corpo e fortificare i tessuti muscolari.
In Europa il mate è utilizzato per ridurre il peso corporeo, essendo un rimedio ideale che fa diminuire il peso in modo naturale e senza lo stress della fame e della sete.

Il mate viene anche consigliato contro l’artrite, la cefalea, le emorroidi, la ritenzione di liquidi, l’obesità, l’affaticamento, lo stress, la stipsi, le allergie e la rinite allergica poiché pulisce il sangue, fortifica il sistema nervoso, stimola la mente, rallenta l’invecchiamento, controlla l’appetito, stimola la formazione di cortisone e sembra che abbia la capacità di rafforzare le virtù curative di altre erbe.

La miscela chimica primaria del mate è costituita dallo 0,3 - 2 % di caffeina, teobromina, teofillina, saponine ed il 10% di acido clorogenico. Sono stati scoperti nel mate anche steroli, che sono simili all’ergosterolo ed al colesterolo. Esso è, oltre a ciò, anche una notevole fonte di minerali dei quali ne sono stati rinventui nelle foglie ben 15 aminoacidi.
Il mate è potenzialmente un mediatore antidiabetico, moderando l’iperfagia e la polidipsia. Le qualità antiossidanti, comprovate esplicitamente da due studi clinici, indicano un’altro requisito di queste foglie.

L’interesse clinico attuale, concerne gli studi su un insieme ben conosciuto di saponine, isolate dagli studiosi sempre nelle foglie di mate. Le saponine sono un gruppo fitochimico dotate di importanti proprietà farmacologiche, incluse quelle di neurotoniche del sistema immunitario.
In aggiunta ai comuni agenti nutrienti, nel mate è presente anche una sostanza che fa parte di un gruppo molto qualificato detta xantina. Sebbene solo modiche quantità di xantine siano vigenti nel mate, queste hanno attratto fortemente l’interesse degli studiosi. La principale xantina presente nel mate è stata chiamata mateina.

Sebbene la struttura chimica delle xantine sia similare, ognuna ha elementi distintivi specifici. Ricercatori del Free Hygienic Institute di Amburgo stabilirono che sebbene nel mate vi sia caffeina, la quantità è così limitata che servirebbero 100 bustine di tè di mate in una tazza d’acqua da circa 100 gr. per essere rapportate all’effetto della caffeina contenuta in una sola tazza da 100 gr. di caffè. È per questo motivo semplice il desumere che il principio attivo del mate non è nella caffeina.

Vi è un unico requisito che sembra essere in comune a tutte le xantine e cioè il rilassamento della muscolatura liscia. È a causa di questa condotta che, con l’esclusione del caffè, dove gli esiti distensivi vengono ridotti a causa di altre conseguenze collaterali, le xantine possono essere considerate dei broncodilatatori di notevole validità clinica e quindi valide nella terapia dell’asma.

La mateina pare possa essere dotata delle migliori qualità presenti nella categoria delle xantine poichè, come in altre xantine, ha i mezzi per stimolare il sistema nervoso centrale ma al contrario di tutte le altre non presenta dipendenza costringendo ad un utilizzo giornaliero.
Oltre a ciò, a differenza della caffeina, favorisce e non rende difficile il sonno. È un blando diuretico come molte xantine e rilascia i vasi sanguigni periferici equilibrando la pressione arteriosa. Potenzia le attività psicomotorie senza rilasciare il caratteristico effetto secondario di tipo depressivo appartenente alle xantine.
Studi clinici sembrano documentare che anche soggetti con indubbia intolleranza alla caffeina possano assumere il mate senza reazioni avverse.

Attività gastrointestinali

L’intestino è probabilmente la principale parte dell’organismo ad ottenere beneficio dalla possibilità di usare del mate. I risultati riportati in letteratura variano da un rapido miglioramento della digestione alla capacità di riparare tessuti gastrointestinali deteriorati o sofferenti.

Esiti sul sistema nervoso

Più di altri alcaloidi xantinici, il mate ha la capacità di potenziare la lucidità intellettiva e l’acutezza conoscitiva senza dare nessun conseguenza secondaria come irritabilità o inquietudine. Sembrerebbe operare come tonico, stimolando il sistema nervoso se depresso o sedandolo se toppo eccitato.
È stato osservato miglioramento dell’umore dopo l’assunzione di mate ma presumibilmente questo è un effetto mediato causato dallo stimolo energetico. Uno degli aspetti decisamente positivi del mate è che non disturba la sequenza sonno - veglia poiché ha la propensione ad equilibrarli, favorendo una maggior disponibilità di sonno REM dove necessario o prolungando la durata dello stato di sonno delta e quindi il sonno profondo.

Attività cardiovascolare

Il mate ha dato prova di accrescere l’apporto di ossigeno al cuore ed in modo particolare in momenti di affaticamento o di attività fisica. I suoi esiti metabolici paiono implicare la sua capacità di fare durare la glicolisi aerobica (abbattimento dei carboidrati) durante l’attività fisica per lassi di tempo più lunghi del solito. A questo consegue un ampliamento della quantità di calorie bruciate, un aumento dell’efficienza del muscolo cardiaco ed un rallentamento nella glicolisi anaerobica, inducendo ad una minor formazione di acido lattico durante l’esercizio. Degne di nota sono anche le notizie che frequentemente presentano il mate come ipotensivo.

Risultati sul sistema immunitario

Si reputa che il mate possa stimolare la resistenza naturale alle malattie. Questa azione può mostrarsi mediante un esito nutrizionale e tonificante dell’individuo ammalato. Talvolta la assunzione di mate è capace di rendere più veloce i tempi di risanamento, anche se gli esatti procedimenti di tale attività sono attualmente oggetto di studi.

La ricerca scientifica

Studi eseguiti da importanti istituzioni come l’Istituto Pasteur di Parigi, documentano che il mate racchiude in se praticamente tutte le vitamine essenziali per una corretta alimentazione oltre che ad essere anche un disintossicante metabolico ed un energico antiossidante. Grazie all’operosità di ben 11 polifenoli, impedisce il logoramento delle cellule, svolge attività antidepressiva, energizzante e ricostituente naturale.
Grazie ad una sostanza somigliante alla caffeina, detta mateina, facilita la concentrazione e l’attività cerebrale e può essere un’alternativa al caffè ma senza rilasciarne le conseguenze negative.

Tra i principali principi attivi presenti nel mate troviamo le xantine (caffeina, teobromina e teofillina), le saponine ed il 10% di acido clorogenico. Sono altresì presenti steroli analoghi all’ergosterolo ed al colesterolo e diverse nuove saponine individuate nella foglia chiamate metasaponine.
Le saponine sono costituenti chimici con valenze farmacologiche come l’attività neurotonica del sistema immunitario di recente dimostrata dalla ricerca. Inoltre la foglia di mate è una notevole fonte di vitamine, minerali e di amminoacidi.

La Caffeina

La caffeina (detta anche 1,3,7-trimetilxantina), è un alcaloide del gruppo della purina. Si ritrova nel tè (fino al 4-5%), nel caffè (circa il 3%) nelle foglie di mate, nelle noci di cola, nei semi di guaranà e in piccole quantità, nel cacao.
È una polvere bianca cristallina priva di odore e di sapore amaro che sublima facilmente ed è molto diluibile in acqua bollente. Una tazzina di caffè contiene circa 100 mg. di caffeina.

Si ottiene principalmente estraendola dalla polvere di tè e caffè, per ebollizione in acqua con la partecipazione di ossido di magnesio che determina la precipitazione dei tannini e di alcune sostanze coloranti.
La caffeina grezza si scompone in seguito per ricristallizzazione dall’acqua calda, dopo filtrazione e lavorazione con carbone decolorante. Per via semi-sintetica si ottiene per metilazione della teobromina estratta dal cacao.

L’utilizzo della caffeina nel trattamento del problema dell’adipe è il risultato di studi più ampi compiuti sui sistemi di modulazione dell’accumulo di grassi a livello degli adipociti nel tessuto adiposo.
Si è notato che la lipolisi, vale a dire la distruzione del grasso che comincia con la degradazione dei trigliceridi a glicerolo e acidi grassi, è in parte regolata dal sistema nervoso mediante un’azione sui recettori β e α2 adrenergici presenti sulla superficie della cellula adiposa.

Trigliceridi glicerolo acidi grassi liberi

Studi in vitro confermano che un mediatore che attiva i recettori β-adrenergici favorisce la lipolisi e la riduzione delle cellule adipose, mentre un agente che attiva i recettori α2-adrenergici impedisce la lipolisi.
Aumentare la concentrazione di agonisti (stimolatori) β-adrenergici o di antagonisti (inibitori) α2-adrenergici sull’area della cellula adiposa è un metodo per favorire la lipolisi e diminuire il pannicolo adiposo.

Gli stimolatori β-adrenergici più noti sono: caffeina, teobromina, teofillina, acido teofillinacetico, aminofillina ed epinefrina.
Questi limitano l’attività dell’enzima fosfodiesterasi, che degrada l’AMPc a 5’ AMP inattivo, stabilizzando l’AMPc (l’AMPc è il secondo messaggero nelle vie di trasduzione del segnale iniziate dai recettori associati).
Si raggiunge così una concentrazione di AMPc adeguato nell’attivare l’enzima trigliceride lipasi, che accelera la formazione di acidi grassi liberi a partire dai trigliceridi.

Stimolazione della lipolisi

La mobilizzazione dei trigliceridi da parte delle xantine agevola la trasformazione locale dell’eccesso di riserve lipidiche in acidi grassi liberi, che vengono poi eliminati dal sistema linfatico.

Nel 1999 alcuni ricercatori svizzeri hanno condotto uno studio che ha dimostrato come il mate fosse in grado essere di sostegno nella perdita di peso dato che hanno riscontrato un esito termogenico su soggetti sani, sintomatico di un accrescimento proporzionato dei grassi bruciati come energia.
Altri studi clinici hanno stabilito che la foglia di mate è in grado di bloccare la lipoossigenasi, attività enzimatica coinvolta nelle infezioni e nei disturbi infiammatori.

Oltre a ciò, alcuni estratti di mate hanno manifestato attività rilassante sui tessuti muscolari molli e di aumento del flusso di bile e di limitare la vasocostrizione.
Un recente brevetto statunitense (2002), evidenzia come la mate abbia la capacità di bloccare, in vitro, il monoaminoosidasi (MAO) del 40-50% e si sostiene che la mate potrebbe essere utile per alleviare diversi disturbi come depressione, disturbi dell’attenzione e della concentrazione, disordini dell’umore ed emozionali, morbo di Parkinson, disturbi extrapiramidali, ipertensione, uso smodato di sostanze, disordini alimentari, sindrome da astinenza e cessazione da fumo.

Molteplici ricerche hanno esibito prove di una notevole attività antiossidante del mate. Le sue elevate capacità antiossidanti sono state messe in relazione alla sollecita assimilazione degli elementi antiossidanti vigenti nelle sue foglie. La foglia di mate possiede, di fatto, una verificata attività inibitoria della periossidazione dei lipidi ed in particolare dell’ossidazione delle LDL (lipoproteine a bassa densità) che si ritiene siano l’ artefice introduttivo alla patogenesi dell’arteriosclerosi.

Un ulteriore studio in vitro ha mostrato come il mate limiti la formazione degli AGE (acidi grassi essenziali) implicati nello sviluppo delle complicazioni del diabete, con un esito paragonabile a quello di due farmaci inibitori degli AGE stessi.
Ma il mate ha una notevole tradizione d’impiego nel mondo. In Europa viene assunto per il calo ponderale, contro la stanchezza fisica e psichica, contro la depressione nervosa, per i dolori nervosi, per le emicranie psicogenetiche e da logoramento.

L’utilizzo del mate è diventato molto popolare in Germania come coadiuvante nella perdita di peso, oltre che essere stato oggetto di una studio specifico dove venivano descritti gli usi approvati contro l’affaticamento fisico e mentale.
In Francia, l’utilizzo del mate è stato approvato come terapia per l’astenia dovuta a spossatezza o scarsità di energia ed anche come sostegno nei programmi per la perdita di peso e come diuretico.

Indicazioni sull’utilizzo del mate compaiono anche anche nella British Herbal Pharmacopoeia dove viene indicata per il cura della fatica dovuta a logoramento, per la perdita di peso e per il mal di testa.

Negli Stati Uniti, il dott. James Balch consiglia il mate contro le artriti, il mal di testa, ritenzione di liquidi, obesità, affaticamento, stress, stipsi, allergie e febbre da fieno asserendo inoltre che la pianta purifica il sangue, rafforza il sistema nervoso, rallenta l’invecchiamento, stimola la mente, controlla l’appetito, stimola la formazione di cortisone e si pensa che sia in grado di aumentare le qualità curative di altre erbe.
Oggi la mate viene coltivata anche in India e la Indian Ayurvedic Pharmacopoeia la indica per il trattamento di mal di testa psicogenetici, depressione nervosa, affaticamento e dolori reumatici.