Carnitina

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Carnitina: ingrediente di Reductup Uomo

(L-Carnitina cloridrato in Reductup Uomo (81,55% di Carnitina))

La carnitina è una molecola fondamentale per il metabolismo degli acidi grassi. All’interno del corpo umano viene sintetizzata nel fegato; non è un aminoacido essenziale e viene generata dalla rapida trasformazione della Lisina e della Metionina.

La carnitina bada al passaggio degli acidi grassi attraverso le membrane dei mitocondri (sedi di generazione di energia in tutte le unità biologiche dell’organismo), dove vengono impiegati come fonti di energia. La Carnitina è presente in maggior misura nel cuore e nel muscolo scheletrico.

La carnitina viene sintetizzata dall’uomo e da altri vertebrati a partire dalla lisina nel fegato e nei reni. La quantità complessiva in carnitina viene assimilata dall’uomo nella misura del 25% per sintesi epatica e renale e nella misura del 75% introitata con la dieta.

La carnitina è un “trasportatore” degli acidi grassi a catena lunga. Nell’uomo, la carnitina interviene specialmente nelle fibrocellule muscolari, nei neuroni, negli epatociti ma anche negli adipociti ed in ulteriori tipi di tessuti.
La L-carnitina, conosciuta anche soltanto come Carnitina, è un integratore nutrizionale, certe volte definito vitamina BT, che porta gli acidi grassi nei mitocondri, favorendo in tal modo l’utilizzo e l’eliminazione dei grassi nel corpo.

Originata dagli amminoacidi, la carnitina si può riscontare in pressoché tutte le cellule dell’organismo ed è generata specialmente nel fegato e reni. È una sostanza nutriente ed il suo intervento ha due attività principali: una è lo spostamento degli acidi grassi a lunga catena nei mitocondri, il metabolismo dei quali crea energia naturale specialmente nei muscoli cardiaci e scheletrici. L’altra attività è quella di eliminare gli acidi grassi a catena corta e media dai mitocondri, dato che ostacolerebbero il regolare funzionamento delle cellule.

La carnitina sostiene l’alimentazione calorica alle cellule, in particolare a quelle dei tessuti muscolari. Le cellule che patiscono per una insufficienza di ossigeno o che sono deteriorate in altro modo, possono essere nella condizione di non generare da sole una quantità soddisfacente di carnitina. Un contributo supplementare di carnitina sostiene in modo particolare le parti del corpo soggette a danneggiamenti cronici.

Quello che avviene in tutto il corpo, in caso di patologie permanenti, può accadere nelle singole unità biologiche o nei tessuti sottoposti a stimoli dannosi o alla carenza di ossigeno. Ne consegue in questo modo una mancanza di carnitina transitoria e limitata localmente che rende le cellule quasi del tutto incapaci di difendersi e può condurle in un circolo vizioso provocato da una diminuita fornitura di energia e da una ridotta formazione di carnitina.

Una soddisfacente fornitura di energia ha un’influenza fondamentale non solo per le cellule dei muscoli, perché esiti consistenti della carnitina sono riscontrabili anche sui nuclei nervosi cerebrali, sulle cellule del fegato e negli spermatozoi. Un adeguato bilanciamento energetico permette alle cellule di rimuovere e distruggere i corpi estranei, di bruciare i grassi e di compiere tutte le attività fisiologiche.

Indicazioni

La carnitina facilita la conversione dei lipidi in energia. Questa attività permette di ottimizzare le condizioni generali ed il benessere corporeo, grazie ad una più rilevante quantità di “combustibile” utilizzabile. Oltre a ciò, la carnitina è dotata di caratteristiche antiossidative e assiste il fisico nel distruggere i radicali liberi che recano danno alle cellule e che sono imputabili di numerose patologie e presumibilmente del processo di invecchiamento. Un ulteriore interessante effetto collaterale assicurato dalla carnitina è la perdita di peso, dato che converte i grassi situati nel corpo in energia.

Malattie cardiovascolari

Le patologie cardiache sono il primo campo di utilizzo della carnitina. In tali affezioni fanno parte i disturbi circolatori del muscolo cardiaco come l’Angina pectoris, le condizioni post-infarto e la insufficienza cardiaca di qualsivoglia origine ed i disturbi del ritmo.
La carnitina ottimizza i valori dei lipidi nel sangue riducendo il tasso di colesterolo ed i trigliceridi e accrescendo la quota di colesterolo HDL detto anche colesterolo buono). Questa attività assicura un effetto di salvaguardia contro le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, dato che viene diminuito il pericolo di sedimenti calcarei nei vasi sanguigni.

Favorendo l’apporto di ossigeno alle cellule, la carnitina mette in atto un’azione di salvaguardia diretta sul muscolo cardiaco. L’ottimizzazione della fornitura di ossigeno è di vitale importanza per il cuore perché, essendo un muscolo vincolato a ricorrenti stimoli, ha bisogno di una dose particolarmente elevata di ossigeno.

Malattie neurologiche

Si ritiene che la carnitina influisca direttamente sull’acetilcolina, un neurotrasmettitore essenziale per molteplici attività del cervello; questa attività è ipotizzabile data la struttura chimica simile. È perciò appropriato somministrare carnitina ai pazienti affetti dal Morbo di Alzheimer, una infermità la cui causa va ricercata nell’insufficienza di acetilcolina. I risultati ottenuti dopo la somministrazione della sostanza sono molto promettenti. La carnitina ha fornito risultati evidenti sia nei pazienti allo stadio primario della malattia che negli individui afflitti da tempo dal morbo di Alzheimer.

Grazie alla sua condotta antiossidante, rinforza le cellule cerebrali, aumenta la funzionalità energetica e può praticare pressoché del tutto le mansioni dell’acetilcolina. La somministrazione di carnitina ha riscosso buoni risultati nelle persone anziane, anche nei casi di depressione originata parzialmente da modificazione delle attività biochimiche all’interno del cervello.

La carnitina può svolgere un’azione di sostegno per ulteriori contromisure nelle infermità persistenti di diversi organi, come per la cirrosi epatica. Le malattie permanenti del ricambio degli zuccheri e dei grassi rappresentano altri gruppi terapeutici.

La carnitina viene anche utilizzata nell’ambito della medicina dello sport come integratore a livello agonistico. La L-Carnitina è un componente naturale delle cellule nelle quali pratica un ruolo basilare nell’utilizzo dei substrati lipidici.
È in realtà il solo mezzo usufruibile dagli acidi grassi a lunga catena per oltrepassare la membrana interna mitocondriale al fine di essere indirizzati verso la beta-ossidazione.

In modo indiretto, la carnitina influenza altresì il metabolismo glucidico e protidico: l’ossidazione degli acidi grassi limita l’impiego periferico del glucosio mentre consente il passaggio degli acetili (rimanenze della beta ossidazione) nel ciclo di Krebs, accrescendo conseguentemente la possibilità di utilizzo energetico della cellula.

Decisivo si è dimostrato l’utilizzo curativo della carnitina in miopatie da insufficienza della sostanza e recentemente si è riscontrato particolarmente vantaggioso l’impiego nelle disfunzioni cardiache. La carnitina svolge un compito fondamentale nel metabolismo cardiaco perché l’ossidazione degli acidi grassi è subalterno alla presenza di quantità bilanciate della sostanza.

Recenti ricerche hanno comprovato che in molteplici condizioni di stress, di ischemia acuta, di miocardite difterica è verificabile un calo dei livelli tissutali miocardici di carnitina.
L-carnitina viene assimilata a livello enterico e raggiunge il picco ematico alla terza ora; buoni livelli ematici si conservano per circa 9 ore. L’eliminazione ha luogo per via renale in forma immodificata, per oltre l’80% nelle 24 ore. Si riparte in tutti i tessuti sia muscolari che parenchimali. Non sono note incompatibilità della carnitina con altri farmaci.

Effetti collaterali, controindicazioni

Nelle concentrazioni indicate, non sono noti effetti collaterali.

Istruzioni

Prima dell’assunzione di integratori alimentari è generalmente consigliabile consultare uno specialista, in particolare in presenza di malattie croniche e di assunzione regolare di farmaci. In caso di insorgenza di disturbi, consultarlo informandolo della somministrazione.