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Poterium Spinosum: come agisce

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Come agisce il prodotto Poterium Spinosum


L’integratore per la cura del diabete mellito di tipo II

L’azione antidiabetica del Poterium era già nota agli abitanti delle steppe che riuscivano, bevendone il decotto per alcuni mesi, a far regredire le manifestazioni ed i sintomi del diabete mellito, pur continuando nell’assimilazione dannosa di carboidrati.

Uno dei primi ricercatori che ha tentato di dare un senso a siffatta peculiarità della pianta è stato il dottor Aiman Kuzbari di Damasco, medico e farmacologo, che riteneva che l’esito ipoglicemizzante del Poterium spinosum fosse dovuto a una o più sostanze presenti nella corteccia della radice principale della pianta e capaci di favorire la formazione endogena di insulina da parte delle isole di Langerhans del pancreas, contrariamente agli antidiabetici farmacologici orali (sulfonilurati), che inducono il miglioramento senza guarire la patologia.

In Italia, la tintura di radici di Poterium spinosum fu utilizzata per la prima volta per la cura del diabete mellito dal dott. Luigi Oreste Speciani, che adoperò una tintura estratta da piante Libanesi di Poterium, che, con l’inizio della guerra, non furono più ottenibili. La pianta è impiegata anche contro la gastrite, il mal di denti, le infiammazioni gengivali e come sedativo. Secondariamente, il Poterium serve anche come vasodilatatore periferico e coronarico, contro l’ipertensione, le aritmie e come antisudorifero.

Azione principale

Ipoglicemizzante di tipo ILA: Insulin-like-activity. Steinmetz afferma che i Beduini di ogni fascia di età e indubbiamente affetti da diabete clinicamente diagnosticato, bevendo l’estratto della pianta, sono “guariti” della loro malattia e che “tutti i sintomi della patologia sono scomparsi”. L’autore afferma che il principio attivo della pianta stimola nelle isole di Langerhans la funzione ormonale. Si presuppone in realtà che la pianta, similmente agli antidiabetici orali (sulfonilurati), regoli la produzione endogena di insulina da parte delle isole di Langherans del pancreas.
Un importante studio di J. Shani, B. Joseph e F.G. Sulman ha evidenzato le seguenti caratteristiche del Poterium spinosum:

  • 1) - Stabilità del principio attivo: Il principio attivo ipoglicemizzante è instabile in soluzioni molto acide, mentre è stabile al calore e alla cottura. L’attività medicamentosa della radice della pianta permane anche dopo cottura prolungata.
    Sono state sperimentate l’intera radice con corteccia e fusto, i frutti e le spine. Solo la corteccia della radice ha comprovato di possedere una importante azione ipoglicemizzante
  • 2) - Struttura chimica: la sostanza attiva dispone di una struttura chimica molto semplice, plausibilmente una piccola molecola o un peptide
  • 3) - Efficacia solo nel diabetico e non nel sano. Il principio attivo non riduce in modo significativo il tasso ematico del glucosio nei sani, mentre si è dimostrato valido nei diabetici. Solo i diabetici reagiscono infatti al Poterium spinosum, mentre altri non mostrano alcuna reazione ipoglicemica
  • 4) - Effetti degli estratti attivi sulla secrezione del glucosio a livello renale. Risultati preliminari dimostrano che il trattamento con Poterium spinosum non determina modificazioni della secrezione del glucosio a livello renale, né si sono osservate variazioni nel livello di glucosio nelle urine durante le 24 ore susseguenti alla somministrazione dell’estratto, ma il glucosio del sangue è diminuito in maniera significativa.

Azioni secondarie

  • a) - Vasodilatatrice periferica (da eptaidrossiflavani)
  • b) - Vasodilatatore coronarico(da flavonoidi polimerizzati)
  • c) - Antiipertensiva (da eptaidrossiflavani)
  • d) - Antiaritmica (da eptaidrossiflavani polimerizzati)
  • e) - Antidròtica, antisudorale (adiaforètico)
  • f) - Astringente (da tannini)
  • g) - Antineuritica.

Il Poterium spinosum (L.) è un valevole ed efficace presidio terapeutico nella cura del diabete di tipo II in quanto capace di moderare significativamente i livelli glicemici. Tale comportamento era già stato evidenziato in letteratura ed in etnomedicina. L’azione del Poterium spinosum ha permesso inoltre la sospensione degli ipoglicemizzanti orali. Nei pazienti affetti da diabete insulinodipendente, il rimedio fitoterapico non pare risultare valido in toto, benché abbia permesso una notevole diminuzione delle unità di insulina nei pazienti che la utilizzavano da anni.

Il Poterium spinosum può essere prescritto da solo o integrato con quelle terapie che sono le cure classiche, prima fra tutte l’insulina che resta il caposaldo basilare e spesso insostituibile nelle forme di diabete grave. Va però detto che nei casi ove è presente una microangiopatia (alterazione del fondo oculare, dei reni o del sistema nervoso) la cura con Poterium spinosum rappresenta un efficace e prezioso presidio terapeutico.

La prescrizione di sulfaniluree è infatti controindicata nel diabetico con complicazioni vascolari perché sembra far aumentare il rischio cardiovascolare e nessuno studio sinora condotto ha permesso di dimostrare un miglioramento della prognosi per effetto delle sulfaniluree. È inoltre difficile acquisire un controllo sicuro della glicemia con sulfaniluree in soggetti obesi e anche in questi casi il rischio cardiovascolare sembra essere maggiore che con la sola dieta.

Poterium spinosum (L.) è sicuramente una pianta officinale molto promettente per un suo impiego nella pratica clinica. Il suo ruolo nella terapia del diabete mellito di tipo II è indubbiamente efficace e privo di effetti collaterali.
La mancanza di tossicità rende la pianta particolarmente adatta ad una prescrizione per lunghi periodi di tempo in pazienti in cui sia necessaria e possibile una prolungata stimolazione della componente endocrina del pancreas.

Possiamo asserire che la pianta è dotata sicuramente di un ’azione antidiabetica riconosciuta, già nota da tempo e confermata da diversi autori.
La sua prescrizione è senza dubbio essenziale in tutti i casi di diabete florido insulino-indipendente e diventa di prima scelta specialmente quando la somministrazione di antidiabetici orali è sconsigliata per la presenza di complicazioni vascolari, microangiopatiche o neuropatiche.

La sua efficacia e soprattutto le potenzialità di azione nel coadiuvare una patologia così complessa, fanno del Poterium spinosum un rilevante ed interessante antidiabetico orale.
Al contrario degli antidiabetici orali, il Poterium spinosum, grazie al contenuto in eptaidrossiflavani e flavonoidi polimerizzati, sarebbe in grado di contrastare e prevenire alcune delle complicazioni microangiopatiche grazie all’azione antiipertensivante, vasodilatatoria coronarica e antiaritmica che queste sostanze possiedono.

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