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Kalospeed: Tarassaco

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Tarassaco: ingrediente naturale Kalospeed

Il Tarassaco o dente di leone è una pianta amara molto diffusa in tutta Europa. Viene usata dai gastronomi per l’ottima insalata che si ottiene con le sue foglie.
Dal punto di vista farmacologico, le sue proprietà sono da attribuirsi essenzialmente ad una sostanza amara detta tarassicina ed all’inulina. Nella pianta si possono isolare: colina, acido p-ossifenilacetico, acido 3-4 diossicinamico, acidi grassi liberi ed esterificati, aminoacidi levulina, ecc.

L’impiego officinale del tarassaco sfrutta le sue proprietà amaro-toniche, diuretiche ed ipocolesterolizzanti. L’azione colagoga (la capacità di aumentare la secrezione di bile) e l’effetto sulle membrane cellulari degli epatociti, rendono il prodotto particolarmente adatto per la terapia dei dismetabolismi epatici.

La somministrazione del tarassaco tende a normalizzare anche l’alterazione delle transaminasi sieriche. È una pianta coleretica, diuretica, blandamente lassativa, essenzialmente impiegata nella cura del fegato pigro, nella stitichezza nella insufficienza epatica e biliare, nella intossicazione alimentare, nell’ipercolesterolemia.

E una pianta con importante attività depurativa e di drenaggio; stimola l’eliminazione delle tossine nell’organismo attraverso gli emuntori naturali come il fegato, i reni, l’intestino e la pelle. Regola la secrezione sebacea ed aumenta il transito intestinale. Si usa con successo nel trattamento dell’obesità, ipoacidità, turbe digestive e flatulenza, inappetenza, reumatismi, gotta.

Il Tarassaco previene la colecistopatia ed aumenta la secrezione biliare. I principi amari della pianta attivano la contrazione della cistifellea. Il tarassaco possiede proprietà preventive, anche se non dissolve i calcoli già presenti. È indicato per chi soffre di artrosi, nelle diete dimagranti e nella ipertrofia prostatica (insieme all’uva ursìna).

Principi attivi del Tarassaco

Alcoli triterpenici betamirina, tarasserolo, tarassasterolo, beta-tarassasterolo, steroli, beta-sitosterina, stigmasterina, cluitianolo, vitamine A, C, D, tiamina, acido nicotinico, inulina, acido palmitico, oleico, linoleico, levulosio, acido caffeico, flavonoidi, principi amari, tarassicina, triterpeni, pentaciclici, steroli, stigmasterolo, caroteni, xantofille, aspigenina, 7-glucoside, zucchero, fruttosio

Le foglie di tarassaco costituiscono una popolare insalata primaverile. Hanno un gradevolissimo sapore amaro aromatico e si mangiano sia da sole che insieme con crescione e altre erbe primaverili da tempi immemorabili.
Fino a tempi recentissimi non si sapeva su che cosa si basasse il loro effetto e perciò si consideravano ormai obsolete. In seguito, con l’introduzione della ricerca sulle vitamine, si sono trovate in queste piante primaverili abbondanti vitamine, in particolare vitamina C e si è quindi ritenuta più fondata la loro azione terapeutica.

Ultimamente si è scoperto che queste vitamine forniscono solo una parte degli effetti positivi. Proprio il tarassaco è un esempio tipico di come una pianta officinale non possa essere caratterizzata solo da un principio attivo ma solo la somma di un grande numero di principi diversi determina la vera e propria azione specifica.
Così nel Tarassaco si sono trovate, accanto alle già note sostanze amare e vitaminiche, anche delle sostanze ad azione enzimatica che stimolano l’attività delle grandi ghiandole, soprattutto fegato e reni. La loro azione va ancora oltre; sono considerate capaci di stimolare il metabolismo cellulare complessivo.

Questa azione è osservabile con particolare intensità nelle grandi ghiandole corporee. Tuttavia questo effetto è presente anche in altri distretti dell’organismo. Attualmente possiamo attribuire al tarassaco anche un tropismo connettivale e su questo si fonda l’azione del tarassaco nelle artrosi. Il Tarassaco favorisce la secrezione renale agendo anche come diuretico, incrementando anche la secrezione epatica esplicando la sua funzionalità di colagogo. Viene così confermata l’esperienza del passato, che considerava il tarassaco un buon rimedio per i disturbi biliari.

Ma c'è anche un altro campo di impiego specifico che alla luce degli studi odierni si presenta come sufficientemente fondato. Il Tarassaco non è in grado di influire sul calcolo già formato, bensì sulla predisposizione alla formazione di calcoli, quindi sulla diatesi.

Di ciò è probabilmente responsabile in primo luogo la succitata azione sul metabolismo e sulla cellula. La difficoltà di riuscire a obiettivare l’azione di un simile trattamento è nella natura di queste patologie ma rimane il fatto che i malati, dopo una cura di tarassaco, si sentono più leggeri. I disturbi alla regione superiore destra dell’addome spariscono e la tendenza alle ricadute scompare o almeno diviene chiaramente più rara.

Sembra dunque possibile arrivare in questo modo, meglio e più rapidamente, a una fase di latenza della patologia. Poiché finora si è riconosciuto nell’acido chenodesossicolico un medicamento attivo solo nella disgregazione dei calcoli di colesterolo ma non di calcoli di altra natura, si dovrebbe fare uso delle potenzialità del tarassaco in questo campo. E ciò tanto più in quanto il tarassaco è del tutto atossico, anche se somministrato a lungo ed inoltre presenta un’azione positiva sui sintomi soggettivi e tonificante generale.

I fitoterapeuti prediligono le radici del Tarassaco le quali, in autunno, contengono una maggiore concentrazione di inulina, di fitosteroli, vitamine del gruppo B e un alcool triterpenico del gruppo della beta-amirina, il taraxasterolo (che pare sia il responsabile degli effetti benefici sul fegato).

La medicina moderna ha approfondito gli studi sul tarassaco dopo gli esperimenti di Rutherford e Vignal (1875) i quali, attraverso prove di laboratorio, osservarono che l’estratto di tarassaco agiva provocando la contrazione della cistifellea. Successivamente Chabrol e collaboratori (1931) confermarono una sua azione colagoga e coleretica (facilita la produzione di bile ed il suo passaggio dalla cistifellea al duodeno, favorendo una buona funzione epatica ed una migliore digestione). Recenti studi hanno inoltre dimostrato che il Tarassaco possiede una blanda azione cardiocinetica e ciò sarebbe avvalorato da esperimenti effettuati su cuore isolato di rana. Altri studi hanno fatto ipotizzare anche una sua azione antidiabetica.

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