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Kalospeed: Mirtillo Nero

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Mirtillo Nero: ingrediente naturale Kalospeed

I frutti del Mirtillo contengono molti acidi organici (malico, citrico ecc.) tonificanti dell’apparato digerente, zuccheri, tannini, pectina, mirtillina (glucoside colorante), antocianine, le vitamine A e C ed in quantità minore la vitamina B. Oltre alle loro proprietà alimentari e rinfrescanti, i mirtilli sono astringenti, antidiarroici, antisettici e vermifughi e sono consigliati nei seguenti casi:

  • Alterazioni circolatorie del sistema venoso, come pesantezza delle gambe, varici, flebiti, ulcere varicose ed emorroidi. Le antocianine del mirtillo agiscono proteggendo e rinforzando la parete dei vasi capillari e venosi: impediscono così la fuoriuscita di proteine e di liquido nei tessuti e favoriscono la riduzione di edema e di congestione. Inoltre i mirtilli agiscono sul cuore aumentando la resistenza del muscolo cardiaco (miocardio)
  • Le antocianine del Mirtillo agiscono sui capillari della retina migliorando l’irrorazione delle cellule sensibili alla luce e sono molto utili per migliorare l’adattamento all’oscurità. L’uso del mirtillo è particolarmente indicato nei casi di retinopatia diabetica, di miopia e nei casi di degenerazione della retina dovuti a ipertensione, ad arteriosclerosi o ad altre cause come, per esempio, la retinite pigmentaria
  • Il Mirtillo decongestiona e normalizza il funzionamento dell’intestino, soprattutto del colon. Si è verificato sperimentalmente che sia le bacche sia le foglie del mirtillo rallentano lo sviluppo eccessivo dei colibacilli, responsabili delle flora intestinale e di altre infezioni urinarie. Il mirtillo esercita un’azione antisettica sugli organismi urinari come la vescica e l’uretra. Alle donne che soffrono di cistite recidiva si consiglia l’assunzione continuativa di mirtilli per un tempo che va da uno a tre mesi al fine di prevenire la ricaduta
  • Le foglie del Mirtillo meritano una menzione speciale; contengono tannino, glucosidi flavonoidi e glucochina, sostanza che abbassa il contenuto di glucosio (zuccheri) nel sangue. Esse possiedono gli effetti astringenti e antidiarroici dei frutti ma sono anche ipoglicemizzanti; vengono quindi consigliate ai diabetici in quanto consentono di ridurre le dosi di farmaci per via orale o quelle di insulina. I pigmenti antocianici del mirtillo (antocianosidi) svolgono le seguenti attività farmacologiche: rigenerazione della porpora visiva, protezione della tunica vasale arteriosa e venosa, aumento della resistenza capillare, protezione della permeabilità capillare; antinfiammatoria, antiulcera, antiaggregante piastrinica ed antiaterosclerotica
  • L’azione vasoprotettiva ritenuta vitamino P-simile, si esplica specialmente a livello della microcircolazione ed è per diversi aspetti, confrontabile con quella dei bioflavonoidi (che costituiscono appunto il compleso vitaminico P).

L’insieme delle azioni sopraelencate è difficilmente imputabile ad un unico meccanismo d’azione: senz’altro il mirtillo è capace di influenzare le strutture e le funzioni delle membrane cellulari mediante interazione con enzimi, con le pompe ioniche; di stimolare le sintesi dei mucopolisaccaridi; di controllare la sintesi endoteliale di sostanze prostaciclinosimili.

Recentemente sono stati indagati altri specifici meccanismi d’azione, spesso in comune con altri derivati polifenolici quali i tannini, dei quali è ricco il mirtillo e tra questi vanno sottolineati lo ione superossido, ritenuto responsabile di diversi processi patologici (in particolare danni da ischemia, diabete e cataratta).
Tale attività viene espletata dai derivati flavonici antocianici e tannici. L’attività inibitrice dell’aldoso reduttasi, che catalizza principalmente la riduzione da glucosio a sorbitolo causando nei soggetti iperglicemici un accumulo di sorbitolo nel cristallino, nei nervi, nella retina e nei reni e che è responsabile di una serie di complicazioni in tali distretti.

Gli antocianosidi del Mirtillo hanno dimostrato una notevole capacità di inibire tale enzima e la notevole sicurezza d’uso ne permette l’impiego a tempo indeterminato.
Il mirtillo, oggi utilizzato nella moderna fitoterapia come estratto secco, è utile come antiossidante aiutando a prevenire patologie dovute all’invecchiamento.

Il frutto del mirtillo contiene dei pigmenti coloranti blu di tipo antociano, noti come mirtillina. Il potere dei coloranti antocianosidi è assodato; essi penetrano le cellule fino ai batteri riducendone o danneggiandone la vitalità.

Per la presenza dei pigmenti anticianosidi , il mirtillo è utile per la protezione dei vasi sanguigni. Questi indurrebbero una riduzione dell’aggregazione piastrinica da ADP (adenosina di-fosfato), PAF (Platelet Activating Factor) e acido arachidonico.

Secondo uno studio effettato in Sud Africa al dipartimento di Medicina dell’Università di Città del Capo, gli estratti mirtillo sembrerebbero prevenire i calcoli. In questo studio randomizzato in doppio cieco, sono stati coinvolti uomini con nessun precedente di calcoli renali.
Nelle settimane del trattamento l’alimentazione degli intervenuti è stata tenuta sotto controllo per valutare gli “apporti di cibo e liquidi”. Le urine raccolte agli intervenuti sono state poi utilizzate per verificare il grado di “saturazione urinaria relativa a ossalato di calcio”.

Da quesi studi si è potuto stimare che l’estratto di mirtillo ’ in grado di alterare l’escrezione dell’ossalato di calcio e di aumentare l’escrezione di citrato. Inoltre è stata registrata una diminuzione della saturazione di ossalato di calcio. Mediante questi risultati i ricercatori hanno suggerito che l’utilizzo di estratti di mirtillo può essere una valida alternativa naturale per il trattamento dell’urolitiasi da ossalato di calcio.

L’assunzione quotidiana di mirtillo aiuterebbe ad aumentare il livello di colesterolo buono nel sangue. È quanto è risultato da una ricerca effettuata dai ricercatori dell’ Università di Laval, in canada. La ricerca è stata effettuata su 30 uomini con elevato tasso di colesterolo cattivo.
Un’ altro studio sembrerebbe dimostrare la stessa proprietà di controllo del colesterolo. Lo studio effettuato al Department of Agricolture, diretto da Agnes Rimando, dimostrerebbe che gli antiossidanti contenuti nel mirtillo sarebbero in grado di ridurre i livelli di colesterolo cattivo senza effetti collaterali.

Il mirtillo potrebbe aiutare a ridurre il colesterolo e senza effetti collaterali. È quanto dimostrato su cellule di topo da Agnes Rimando, del dipartimento dell’Agricoltura statunitense, in collaborazione con esperti della Scuola di Farmacologia dell’Università del Mississippi.
Il segreto di questo frutto di bosco sarebbe in un antiossidante, il pterostilbene che attiva una molecola brucia grassi, ha spiegato l’esperta nel congresso della Società americana di Chimica. La Rimando l’ha trovata nei mirtilli per la prima volta in questo studio, avvalorando con prove scientifiche le conoscenze aneddotiche circa gli effetti benefici dei mirtilli.

Il pterostilbene è una molecola scoperta per la prima volta nell’uva ed indicata in precedenti studi, dallo stesso gruppo della Rimando come un possibile anticancerogeno. Dal punto di vista chimico, somiglia ad un altro prodotto nutri-farmaceutico, come sono stati battezzati i composti con azione curativa derivanti da cibi.

Il pterostilbene ha un’azione simile a quella del ciprofibrato, un principio attivo di sintesi presente nei farmaci anti-colesterolo che abbassa la concentrazione di LDL, il colesterolo cattivo. Ma il ciprofibrato non è efficace su tutti i pazienti e dal momento che ha un meccanismo d’azione poco mirato, produce effetti collaterali quali nausea e dolore muscolare.

Dopo averne scoperto la presenza nel mirtillo, i ricercatori hanno testato il pterostilbene su cellule di fegato di topolini, insieme ad altri tre composti presenti nel frutto. Tra tutti, il pterostilbene è quello più efficace nel diminuire i tassi di LDL. Inoltre, poichè lo fa in maniera miratabersagliando e attivando il recettore cellulare per la proteina brucia-grassi PPAR-alpha, è meno tossico del ciprofibrato.

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