Biancospino

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Biancospino: ingrediente naturale di Humor

L’azione ansiolitica e miorilassante del biancospino (Crataegus oxycantha L.) si riscontra con un comportamento determinato sull’eccitabilità del sistema nervoso. I principi attivi contenuti nella pianta attenuano l’insonnia, il senso di angoscia e le vertigini.
Il biancospino è ben accettato dall’organismo e non mostra nessun esito secondario. È ricco in flavonoidi, che sono il 2% circa del peso del vegetale secco e di proantocianidoli, 3% del peso della pianta secca. Questo arbusto è dotato di una notevole affinità nei riguardi del cuore, dovuta specialmente ai flavonoidi e ai proantocianidoli.

È utilizzato sovente per moderare i sintomi tachicardici desunti da condizioni di stress elevati. Possiede altresì un’apprezzabile condotta ansiolitica in ambito centrale, valida particolarmente nelle persone molto eccitabili, nelle quali limita l’ipersensibilità, la condizione di nervosismo e rende migliore il sonno.
Questo riscontro sembra dover essere attribuito specialmente ai tannini e ai flavonoidi vigenti in questa pianta, dato che è stato comprovato che questi procurano sedazione e accrescono il sonno.

Decisamente importante è la possibilità che il biancospino possiede di bloccare i radicali liberi. Grazie alla sua azione, l’ossidazione delle LDL, che sono le particelle di colesterolo che sono solite collocarsi nella parete dei vasi sanguigni in seguito alla loro ossidazione, viene notevolmente diminuita.

Il biancospino appartiene alla famiglia delle rosacee, delle quali si utilizzano le sommità fiorite e le foglie. I principi attivi contenuti sono soprattutto flavonoidi (iperoside, vitexina-2“-ramnoside), glicosilflavoni, procianidine, triterpeni pentaciclici (acido ursolico, acido crategolico, acido oleanolico, acido acantolico, acido neo-tegolico). Il titolo in flavonoidi della droga dovrebbe percentualmente essere di almeno lo 0,7% (in Humor è dell’1%).

Impieghi clinici

Una delle proprietà più utilizzate del biancospino è quella di moderato sedativo, come documentato anche da diversi studi. Una ricerca condotta utilizzando anche del placebo ha dato prova della validità del biancospino nei disturbi di forma ansiosa (associato a Valeriana e Passiflora). È utile sapere che il biancospino possiede anche ulteriori apprezzabili proprietà che sono quelle cardiotoniche e anti ipertensive.

Questa droga dimostra difatti di essere un apprezzabile vasodilatatore ed è provvista di attività inotropa positiva e batmotropa negativa. Test clinici ne hanno documentato l’effetto in pazienti con conformazioni lievi di insufficienza cardiaca (classe I-II NYHA) specialmente in quelli con deboli disturbi del ritmo. La sue proprietà si esplicano mediante un effetto inotropo positivo sui cardiomiociti, accrescendo l’estensione della contrazione, con un consumo di energia inferiore.

L’azione batmotropa negativa è stata analizzata mediante il riscontro che l’assunzione di preparati di biancospino accrescono il periodo refrattario assoluto, cosa che difende il miocardio dalla comparsa di aritmie, come può verificarsi con diversi farmaci.

Molteplici ricerche, (tra le quali talune con placebo) hanno accertato l’efficacia del biancospino nel miglioramento dei presupposti emodinamici nei pazienti con alterazione lieve, modesti sintomi di ipertensione arteriosa e coronaropatia.

L’esito sedativo può essere utilizzato in sinergia con altri prodotti. È stata evidenziata anche una proprietà ipolipemizzante ed antiaterosclerotica del biancospino. Questo comportamento è stato poi esaminato sulla possibilità dei principi attivi di impedire la nascita di placche atero-sclerotiche in uno schema sperimentale.

Composizione chimica

È una pianta ricca in flavonoidi che possono rappresentare circa il 2% del peso della vegetale secco. Copiosi sono ugualmente i proantocianidoli, che sono capaci di rappresentare fino al 3% del peso della pianta essiccata. I principali sono l’iperoside, lo spireoside, il rutoside e la quercetina. Sono presenti anche mono-C-eterosidi di flavoni, in particolare vitexina, orientina e 2-ramnosil vitexina. Sono vigenti anche acidi triterpenici penta ciclici ed in particolare acidi ursolico, oleanolico e crategolico, aminoacidi aromatici e amine cardiotoniche.

Il biancospino è un vegetale che si utilizza da molto tempo come medicamento per le sue provate azioni cardioattive e calmanti. Invero, il comportamento sul sistema nervoso non deriva da eventi diretti ma come conseguenza dell’opera normalizzante del ritmo del cuore, dato che la pianta favorirebbe il superamento dei segnali cardiovascolari dell’ ansia, anziché possedere una propria condotta sedativa sui circuiti neuronali.

Per quanto ha attinenza agli eventi di carattere cardiovascolare dopo l’assunzione di biancospino, essi paiono convalidati da tutte le ricerche volte in questa direzione con riscontri nell’aumento del flusso coronarico per vasodilatazione coronarica, azione dromotropa positiva, inotropa positiva e batmotropa negativa. Si riscontra altresì una discreta azione antiaterosclerotica e ipolipemizzante ed anche un’azione “scavenger” antiossidante.

Le funzioni medicamentose si ritengono doversi conferire ai flavonoidi (iperoside, vitexina) e agli oligomeri procianidinici presenti nei frutti e nelle foglie che, tuttavia, non sono il principio attivo del biancospino. Il procedimento d’ intervento è controverso e si è fatta un’ipotesi di blocco della c-AMP-fosfodiesterasi (Rossi M, 1992; Schussler M et al, 1995a) anche se osservazioni più attuali non paiono attestarlo (Muller A et al, 1999). Un procedimento funzionale attendibile potrebbe essere l’inibizione dell’enzima convertente l’Angiotensina (ACE) o un’interruzione dei canali del potassio.

Proprietà terapeutiche del Biancospino in Humor

Funzione cardiovascolare - Il biancospino è dotato di una notevole attinenza nei riguardi del cuore, collegata particolarmente ai flavonoidi e ai proantocianidoli. Determina una vasodilatazione dei vasi sanguigni addominali e specialmente di quelli coronarici che trasportano il sangue al muscolo cardiaco; essa è causata dal rilascio delle fibrocellule dei muscoli della parete dei vasi sanguigni, con accrescimento della corrente sanguigna in tali zone del corpo. Diminuisce il ritmo cardiaco in maniera sensibile e accresce l’azione della digitale sul muscolo cardiaco.

Oltre a ciò i flavonoidi determinano un’espansione dei vasi sanguigni, che determina una abbassamento della pressione arteriosa. Il biancospino è perciò molto utile per contrastare l’angina pectoris, nelle nevrosi del cuore, nelle condizioni di ipereccitabilità con scompensi e nella ipertensione arteriosa, soprattutto se di derivazione nervosa.

Di recente sono state eseguite diverse ricerche testate clinicamente su pazienti con insufficienza cardiaca moderata, che hanno comprovato che l’estratto secco titolato di biancospino come quello contenuto in Humor può moderare efficacemente la frequenza cardiaca, il rigonfiamento alle caviglie e la pressione arteriosa, manifestando altresì un’azione di rafforzamento della capacità contrattile del cuore ed una considerevole diminuzione dei sintomi che affliggono queste persone, senza la manifestazione di nessuna conseguenza collaterale negativa.

Azione sedativa - Il biancospino possiede anche un’apprezzabile azione calmante a livello centrale, particolarmente valida nei pazienti molto nervosi, nei quali diminuisce l’ emotività, lo stato di agitazione e rende migliore il sonno. Queste capacità ansiolitiche sono evidenziate specialmente dai tannini e dai flavonoidi vigenti in questa pianta, poiché è stato dimostrato che essi inducono un’azione sedativa e accrescono il sonno indotto dai barbiturici, anche se non è stato del tutto spiegato il modello d’azione che favorirebbe tali effetti benefici nei confronti del sistema nervoso centrale.

Il Biancospino possiede una discreta azione sedativa a livello centrale, utile soprattutto nei pazienti eretistici, nei quali riduce l’emotività, lo stato ipertensivo e ne migliora il sonno. Essa sembra dovuta soprattutto ai tannini presenti in questa droga; è stato dimostrato che essi riducono l’attività locomotoria, potenziano il sonno indotto dai barbiturici, diminuiscono le contrazioni addominali indotte dall’acido acetico e riducono la reazione da calore applicato sulla cute, anche se non è chiaro il meccanismo d’azione responsabile di questi effetti a livello del sistema nervoso centrale.

Un ruolo in questo senso potrebbero avere anche i flavonoidi, in particolare i glucosidi dell’apigenolo, poichè si è recentemente potuto dimostrare che alcuni di loro, quali apigenolo e crisina, potrebbero esplicare attività benzodiazepinica con effetti anticonvulsivanti, ansiolitici e moderatamente ipnogeni, dal momento che sarebbero in grado di legarsi ai recettori delle benzodiazepine sia centrali sia periferici.

Azione anti-radicali - Decisamente importante è la capacità dei principi attivi del Biancospino di permetter al corpo di catturare i radicali liberi e di limitare l’ossidazione delle particelle di colesterolo che cercano di attaccarsi alla parete dei vasi sanguigni dopo aver subito l’ ossidazione. Con questo procedimento impediscono uno degli episodi necessari alla creazione delle placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni.

Indicazioni principali - Aumento della frequenza dei battiti cardiaci oltre il normale valore, scompenso cardiaco lieve o contenuto, ipertensione arteriosa lieve, coadiuvante nelle patologie ischemiche del cuore.

Effetti collaterali - In casi particolari può procurare disturbi di stomaco ed in particolare in pazienti affetti da gastrite e/o ulcera peptica, reversibili con l’interruzione della terapia.

Controindicazioni - Va utilizzato con attenzione in pazienti affetti da bradicardia conclamata (battito cardiaco al di sotto dei 60 pulsazioni al minuto) o di disturbi della propagazione dell’impulso elettrico nel cuore.

Interazioni con farmaci - Accresce l’ effetto della digitale sul muscolo cardiaco ed aumenta l’azione ipotensiva dei beta bloccanti e di altri medicinali provvisti di questa attività.

Dati Tossicoligici - Nessuna conseguenza nociva è stata rilevata in seguito alla somministrazione per bocca di quantità pari a 30, 90 o 300 mg. per kg. di peso al giorno per 26 giorni.