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Humor - Ansia e depressione - Valeriana

Valeriana: ingrediente naturale di Humor

Alla valeriana vengono attribuite caratteristiche calmanti sul sistema nervoso centrale, spasmolitiche e ipnoinducenti (che facilitano il sonno).
Queste proprietà sarebbero la conseguenza del rafforzamento di specifici dispositivi atti alla comunicazione nervosa, attraverso l’aumento della disponibilità di un neurotrasmettitore, l’acido gamma-amino-butirrico (GABA), che ha effetto deprimente sul sistema nervoso centrale, anche se alcuni studi hanno indicato che il meccanismo d’azione potrebbe essere molto più complesso e coinvolgere altri sistemi neuronali.

Valeriana officinalis (radici e rizoma) è impiegata per le sue caratteristiche calmanti e ipnoinducenti, nonché come anti-spastico enterico.
I principi attivi più rilevanti sono rappresentati dai sesquiterpeni vigenti nell’olio essenziale, particolarmente gli acidi valerenico, valerianone, valerianale, acetato di bornile, isovalerianato dibornile, acido ossivalerenico, l’acido acetossivalerenico. Sono riscontrabili tracce di valepotriati (monoterpeni biciclici) ed alcaloidi.

Gli impieghi classici della Valeriana sono diversificati (menopausa, vertigini, emicrania, ansia, problemi mestruali) ma il peculiare utilizzo accettato attualmente è nella cura di lievi ansie nervose e nell’ insonnia non organica.

I principi attivi solitamente rilevati nelle radici e nel rizoma sono: olio essenziale (acido valerenico e borneolo fra i monoterpeni e valeranone tra i sesquiterpeni), iridoidi (valepotriati), tannini, lignani (idrossipinoresinolo), alcaloidi (actinidina), aminoacidi liberi (acido gamma-aminobutirrico o GABA, tiroxina, arginina, glutamina).

La standardizzazione degli integratori commerciali (qualora presente) viene regolata valutando la presenza dell’acido valerenico, il più delle volte allo 0,8% e tuttavia non minore dello 0,17% (in Humor allo 0,42%). L’efficacia della Valeriana non può però essere attribuita con certezza ad un’unica sostanza in particolare ma sembra piuttosto dovuta alla radice nella sua totalità (fitocomplesso).

Valeriana officinalis è ritenuta un’ efficace alternativa alle benzodiazepine per la cura temporanea dei disturbi del sonno e comunque non associati a gravi disturbi mentali. Ci si avvale sovente della Valeriana nelle terapie degli stati di ansia ma gli elementi in possesso al momento non sono ancora sufficienti per assicurarne la superiorità nei confronti al placebo e la minor risposta nei confronti dello diazepam.

Altre proprietà assegnate alla Valeriana officinalis sono: diuretiche, spasmolitiche, anticonvulsivante, antiacne, antiangina, emmenagoga. Alcune di queste qualità sono state esaminate a livello preclinico ma è risultato che estratti acquosi di Valeriana officinalis sono dotati di incoraggianti effetti antiflogistici, grazie soprattutto all’acido valerenico e di caratteristiche anti-ipertensive, anti-broncospastiche ed anti-coronarospastiche.

Studi recenti hanno sottolineato molteplici possibili meccanismi d’azione della Valeriana e dei suoi principi attivi e tra i più importanti citiamo: interazione a livello dei recettori GABA(A) da parte dell’acido valerenico che ricopre il ruolo di particolare modulatore allosterico.
Modulazione del potenziale postsinaptico neuronale corticale, per attivazione dei recettori GABA(A) e dei recettori A dell’adenosina; inibizione della ricaptazione e della degradazione del GABA; affinità di legame per i recettori della serotonina.

Effetti collaterali

Gli studi preclinici hanno mostrato una bassa tossicità degli estratti di radice di Valeriana officinalis, sia in acuto sia in dosi ripetute, per un periodo di 4-8 settimane. Nell’uomo gli esiti indesiderati provocati da Valeriana officinalis sembrano davvero rari e la U.S. Food and Drug Administration la considera “GRAS” (generally recognized as safe), quindi generalmente sicura.

Interazioni

Prendendo in considerazione risultati sperimentali, parrebbe che Valeriana officinalis possa dare esiti potenzialmente aggiuntivi alle benzodiazepine. Anche se non esistono riprove stabilite dirette, la Valeriana può interagire con alcool, antidepressivi e codeina (aumentando il torpore).
Valeriana officinalis prolunga e aumenta il sonno suscitato dai sedativi e non dovrebbe quindi essere impiegata specialmente nei giorni che precedono operazioni chirurgiche che prevedono il loro uso. Allo stesso modo di tutte le erbe includenti tannini, l’assunzione di Valeriana in unione ad integrazione di ferro, può limitare l’ assimilazione di quest’ultimo; si suggerisce perciò di separare le due assunzioni di almeno una o due ore.

Impieghi clinici

Numerose ricerche hanno convalidato gli esiti calmanti e spasmolitici dei principi attivi della pianta, attribuiti soprattutto agli acidi valerenici. Sono state esaminate, oltre a ciò, delle influenze reciproche tra GABA (Un neurotrasmettitore inibitore indispensabile contro lo stress) e acidi valerenici, nonostante questi principi attivi non possano, da soli, confondere le benzodiazepine nel SNC (Sistema Nervoso Centrale) e per questo motivo il loro meccanismo d’azione rimane in parte sconosciuto, se si tralascia una loro conformità per i recettori dell’adenosina, la quale è provvista di valenze inibitorie sul SNC.

Studi effettuati su molteplici campioni di pazienti, molti dei quali in doppio cieco, hanno evidenziato una notevole validità delle essenze di valeriana, evidenziando una significante diminuzione della latenza del sonno senza ingerenze sulla qualità del medesimo (attività onirica regolare, priva di modificazioni dell’attività cerebrale registrabile con EEG).

La valeriana, d’altra parte, non pare influenzi l’attività visiva o l’attenzione dovuta nella guida di autoveicoli o l’uso di macchinari, né crei attività sinergica all’alcol in quanto sviluppatore di conseguenze depressive. La tossicità è decisamente bassa e la sicurezza d’utilizzo notevole.

Controindicazioni ed avvertenze

Valeriana officinalis è sconsigliata in bambini di età inferiore ai 12 anni.
Valeriana officinalis è inadatta in stato interessante, dato che i risultati di laboratorio a tutt’ oggi utilizzabili sono insufficienti e non tutti hanno fornito risposte univoche. In via cautelativa, data la mancanza di studi clinici esplicativi, Valeriana officinalis è altresì sconsigliata durante l’allattamento.

Per eventuali conseguenze negative a livello epatico, la Valeriana è inadatta nei pazienti con problematiche epatiche pregresse o in atto, ed in pazienti con complicazioni renali. Valeriana officinalis è inadatta in individui con allergia conclamata a piante facenti parte alla famiglia della Valeranaceae.
Il proprio medico dovrebbe sempre essere interpellato prima di assumere la Valeriana se è vigente una delle condizioni seguenti:

  • Assunzione di altre sostanze sedativo-ipnotiche
  • Assunzione di medicinali antiepilettici
  • Precedentemente ad un intervento chirurgico che presume l’uso di anestesia con barbiturici
  • Stato interessante vero o presunto (anche se si sta programmando di concepire)
  • Allattamento.