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Genesis: Bacillus Subtilis

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Bacillus Subtilis: ingrediente naturale di genesis


Nozioni generali

Bacillus subtilis si presenta sotto forma di bastoncello, in alcune fasi vitali fortiente flagellato ed ha la capacità di formare un corpo di protezione duro, una endospora di protezione, consentendo all’organismo di sopportare condizioni ambientali disagiate. A differenza di numerose altre specie note, B. subtilis è stato storicamente riconosciuto come aerobio obbligato (bisognosi di ossigeno), anche se recenti studi hanno documentato che questo non è propriamente corretto, presentando fasi vitali attive e passive in forte o completa anaerobiosi.

Il Bacillus subtilis produce l’enzima proteolitico subtilisina. Si ritiene che, per questo, contribuisca invece alla elaborazione delle fermentazioni tradizionali dei cibi a base di cereali, mais e fagioli, in America, (Pozol ed altre); miglio e sorgo in Africa, riso, fagioli e pesce in Asia. Tali cibi sono modificati dalla fermentazione, sia nella consistenza che nelle proprietà organolettiche sia anche nel contenuto (protidi pregiati). Simili proprietà consentono un miglioramento ed un arricchimento sostanziale dei cibi.

Il Bacillus subtilis è un ospite abituale dell’intestino, sprovvisto di potere patogeno che somministrato per via orale, grazie alla notevole resistenza nei confronti di agenti fisici e chimici oltrepassa la barriera acida gastrica e perviene intatto nell’intestino dove viene attivato. È una terapia di sostituzione microbica intestinale di indiscussa efficacia terapeutica, che non solo contribuisce alla riattivazione della flora batterica intestinale ma essendo in grado di produrre diverse vitamine in particolare del gruppo B, corregge anomalie delle vitamine causate dagli antibiotici o ad errori dietetici.

Nel 1835, il batterio è stato inizialmente denominato Vibrio subtilis da Christian Gottfried Ehrenberg e ribattezzato da Ferdinando Cohn Bacillus subtilis nel 1872. Colture di B. subtilis sono state utilizzate fino a tutto il 1950 come un medicinale alternativo a causa degli effetti immunostimolanti della sua parete cellulare; attività preziosa in mancanza di antibiotici.

Si è osservato che la risposta immunitaria di digestione di frammenti della sua parete cellulare generava un significativo aumento di attività immunitaria ad ampio spettro, compresa l’attivazione di specifici anticorpi IgM, IgG e IgA, ed il rilascio di dinucleotidi CpG. È inoltre importante la sua capacità di indurre attività di produzione di leucociti e citochine, importanti per lo sviluppo di citotossicità verso le cellule tumorali.

È stato utilizzato in tutta l’America e l’Europa dal 1946 come aiuto immunostimolante nella terapia delle malattie dell’intestino e del tratto urinario, quali Rotavirus e Shigella ma ha visto una drastica diminuzione di popolarità dopo l’introduzione degli antibiotici a basso prezzo, sebbene generi un basso livello di reazione allergica e con livelli di tossicità decisamente inferiori agli antibiotici per la flora intestinale normale.

Bacillus subtilis è considerato un probiotico ideale dato che è in grado di sopravvivere in modo sicuro anche in bassa acidità e prosperare una volta che perviene l’intestino.
A differenza di alcuni probiotici che hanno dato prova di essere un po’ deboli nell’ambiente estrio in cui sono immessi come il corpo umano, B. subtilis è valutato un probiotico molto resistente perché può realizzare un endospora protettiva per mantenersi in vita quasi indefinitamente.

Bacillus subtilis stimola il sistia immunitario a tal punto da indurlo a produrre un ampio spettro di anticorpi, compresi quelli che combattono a livello intestinale e delle vie urinarie, Rotavirus e Shigella.
Bacillus subtilis è un ceppo specifico di batteri probiotici testato clinicamente per migliorare le difese naturali e per aiutare a combattere le infezioni e le aggressioni esterne.

Gli studi preclinici e clinici hanno mostrato che l’assunzione di Bacillus subtilis permette di fortificare in modo significativo il sistia immunitario delle persone anziane, ma anche di proteggerle, in particolare dalle infezioni invernali.
Questo ceppo possiede la capacità di formare delle spore, ovvero delle cellule particolarmente termoresistenti, che gli concedono molteplici vantaggi come una resistenza molto elevata durante il passaggio del tratto gastrointestinale, da cui una maggiore efficacia a livello intestinale, dove ha sede esattamente la microflora ed una sopravvivenza considerevole durante il passaggio a livello gastrointestinale e la capacità di attivare le cellule produttrici di IgA (Immunoglobulina A, un anticorpo che svolge un ruolo essenziale nell’immunità) sono state messe in evidenza durante dei test preclinici e uno studio clinico realizzati in vivo e in vitro in Francia.

Condotto in doppio cieco su 44 persone anziane di età superiore ai 60 anni, che avevano assunto 20 mg di Bacillus subtilis 10 giorni al mese per 4 mesi durante la stagione invernale, i risultati di in studio clinico hanno dimostrato un significativo aumento nei confronti di placebo della concentrazione degli IgA a livello delle mucose respiratorie e intestinali (saliva e feci) ed una riduzione significativa (-38%) del numero di giorni con eventi infettivi e una riduzione del rischio di manifestare degli episodi infettivi.

L’insiie di questi elienti permette di raccomandare l’utilizzo di Bacillus subtilis senza restrizioni nell’adulto e soprattutto nelle persone anziane il cui sistia immunitario è sottoposto a prove dure e si trova talvolta indebolito all’avvicinarsi del periodo invernale.

Questo compliento potrà essere assunto in combinazione con la vitamina D3, con la vitamina C e con lo zinco dalle proprietà immunostimolanti riconosciute.

Relaxina

Nel Bacillus subtilis è stata scoperta anche la relaxina. La relaxina è un ormone poco conosciuto dal grande pubblico e purtroppo anche da molti endocrinologi che non ne hanno ancora colto le grandi potenzialità terapeutiche. La relaxina è un ormone peptidico prodotto nella donna dalle ovaie, dalla mammella e in gravidanza dalla decidua basale e dalla placenta in maniera pulsatile. Nell’uomo è prodotta dalla prostata ed è presente nello sperma favorendo la motilità degli spermatozoi. Eppure nuove ricerche scientifiche evidenziano come la Relaxina sia preziosa nella cura dell’arteriosclerosi, degli ictus ed in generale nelle malattie cardiache e non solo. Sibra essere coinvolta in numerose altre patologie e nel regolare il funzionamento di tanti meccanismi biologici tanto da incidere significativamente sulla longevità delle persone a partire dalle donne.

È un ormone effettivamente poco conosciuto o compreso. Fu scoperto nel 1926 e per diverso tipo considerato solamente come un ormone della gravidanza. Questo perché abbondantiente prodotto dal corpo luteo nelle fimine di tutti i mammiferi in modo particolare durante la gravidanza ed anche dalla decidua (in questa fase la sua concentrazione diventa 10 volte maggiore rispetto al normale). L’ormone sulla donna incinta esercita una funzione rilevante: è antagonista di attivatori delle contrazioni uterine come l’ossitocina e perciò sostiene gli adattamenti e la distensione dell’utero al momento del parto e rilassa le formazioni pelviche (muscoli e sinfisi pubica) favorendo il passaggio del feto. Sviluppa la ghiandola mammaria e la predispone all’allattamento; rilassa in generale tutto l’apparato muscolo scheletrico rendendo le articolazioni e la curvatura della colonna più flessibili per sostenere il peso del bambino; soprattutto dilata le arterie che devono accogliere una maggiore quantità di sangue senza determinare ipertensione.

È su quest’ultimo aspetto che si sono concentrati i risultati scientifici riguardo le malattie cardiovascolari. La Relaxina favorisce il rilascio d’ossido nitrico ed antagonizza gli effetti dell’endotelina favorendo la vasodilatazione periferica, migliorando la portata cardiaca e della funzione renale. Possiede anche un’azione antiaggregante ed antifibrotica favorevole sull’attività cardiovascolare.

Oltre ad essere un potente vasodilatatore, migliora l’angiogenesi. I suoi recettori sono specialmente nel cuore, nel tessuto connettivo e nel sistia nervoso centrale. Da qui tutte le recenti riprove scientifiche riguardo le patologie cardiovascolari e quelle di nuovo orientamento sulla fibromialgia e la sclerodermia.

Alcuni studi hanno rilevato come la Relaxina sia in grado di favorire la comparsa di neoformazioni arteriose:non solo protegge i vasi sanguigni ma aiuta a crearne di nuovi in caso di insufficiente circolazione. Possiamo affermare che la Relaxina sia presumibilmente il più importante degli ormoni vascolari. Ha piena efficacia nella prevenzione primaria: essendo vasodilatatrice allontana il rischio di ipertensione e placche; è un valido strumento di prevenzione secondaria, come si è dimostrato negli ictus o in altri studi sull’arteriosclerosi; è una valida terapia in fase acuta, come nel caso di infarto e insufficienza cardiaca".

L’azione di questo ormone induce una vasodilatazione, soprattutto dei microvasi che favorisce la circolazione annullando di fatto tutte le conseguenze di una mancanza di afflusso sanguigno al cervello, al cuore e nell’organismo in generale. La relaxina favorisce il rilascio d’ossido nitrico e antagonizza gli effetti dell’endotelina determinando vasodilatazione periferica, miglioramento della portata cardiaca e della funzione renale. Ha anche un’azione antifibrotica potenzialmente favorevole a lungo termine sulla funzione cardiaca. Il trattamento con relaxina migliora la funzionalità globale dei pazienti con arteriopatia periferica grave (Peripheral Arterial Disease PAD).

Lo Health Science Center della Texas University certifica invece che l’ormone accelera anche negli anziani il recupero funzionale del muscolo scheletrico danneggiato. E dal Giappone, l’Università di Shizuoka illustra come riduca anche gravi danni ai reni causati da Rabdomiolisi, ossia da traumi estesi del tipo assai abituali nelle vittime di sismi o bombardamenti. L’Università del Vermont assicura che la Relaxina ha effetti rigeneranti sulla struttura cellulare (parenchima) delle piccole arterie del cerebrali, operando perciò su patologie vascolari dovute a età o pressione alta, che possono determinare ictus, lesioni della materia bianca, dienza. Prevenendo e curando le affezioni del sistia circolatorio, prima causa di mortalità, possiamo anche asserire che allunghi la vita. La Relaxina può essere veramente una innovativa terapia per le malattie cardiovascolari, poiché induce dilatazione dei microvasi, accresce il flusso sanguigno, inibisce la composizione di trombociti e neoplasie.

Ruolo della relaxina nel sistema cardiovascolare

La relaxina è stata storicamente identificata come un ormone attinente alla sola sfera riproduttiva, ciò nonostante negli ultimi trent’anni si è invece dimostrato che svolge un’azione pleiotropica, esercitando un notevole compito anche a livello del sistia cardiovascolare (SCV). La relaxina agisce infatti su cuore, vasi sanguigni (arteriosi, capillari e venosi ed elienti figurati del sangue come le piastrine ed i leucociti.

Vasi sanguigni

La somministrazione locale o sistiica di relaxina genera un’immediata vasodilatazione dei costituenti il microcircolo, associata ad una maggiore irrorazione degli organi. Questo effetto vasodilatatore è stato studiato per la prima volta negli anni ottanta nella ghiandola mammaria di topo al quale era stata somministrata relaxina porcina (Bani e Bigazzi, 1984); nel medesimo modello sperimentale è stato provato che l’effetto interessa anche i capillari, anche se privi nella loro parete di una tunica muscolare (Bani et al., 1988).

L’effetto vasodilatatorio dell’ormone è stato esaminato non soltanto a livello dell’apparato riproduttivo ma anche nel mesoceco (Bigazzi et al., 1986), nelle arterie coronarie di ratto e cavia (Bani-Sacchi et al., 1995), nel microcircolo polmonare di ratto (Bani et al., 1997), nell’ingluvia di piccione (Bigazzi et al., 1998), nel circolo renale (Novak et al., 2001) e nei sinusoidi epatici di ratto (Bani et al., 2001).

La vasodilatazione prodotta dalla relaxina sulle arterie coronarie si traduce in un aumento importante del flusso sanguigno che nei modelli di cavia e ratto risulta essere 100 volte più intenso rispetto a quello prodotto dall’acetilcolina e 1000 volte più intenso rispetto a quello prodotto dal nitroprussiato di sodio (Bani-Sacchi et al., 1995; Bani et al., 1998). Quest’azione vaso-attiva è determinata da una aumentata produzione endogena di NO da parte delle cellule della parete dei vasi sanguigni.

Ulteriori ricerche condotte su ratto hanno messo in evidenza l’aumento dei livelli di NO nelle cellule endoteliali dei vasi coronarici. Sperimentazioni in vitro su cellule muscolari lisce di aorta bovina hanno inoltre provato che la relaxina determina il rilasciamento dell’apparato contrattile. Le proprietà vasodilatatorie che la relaxina esplica in numerosi organi bersaglio ed i suoi esiti diretti sulle cellule della parete vasale suggeriscono un coinvolgimento di questo ormone nella regolazione della pressione arteriosa e nelle patologie connesse.

A questo riguardo, studi effettuati su ratti naturalmente ipertesi hanno dimostrato che l’infusione intravenosa di relaxina stabilisce un’importante diminuzione della pressione arteriosa, mentre alle stesse dosi non ha effetti degni di nota in ratti di controllo normotesi (St.Louis e Massiccote, 1985). È stato inoltre dimostrato che il trattamento con relaxina modera la pressione nel ventricolo destro ed il contenuto di collagene nella parete delle arterie polmonari in un modello di ipertensione polmonare ottenuto nel ratto (Tozzi et al., 2005). La relaxina influisce anche indirettamente sulla regolazione della pressione arteriosa, mutando l’assunzione di acqua nel ratto, attraverso i neuroni dell’organo subfornicale (Sunn et al., 2002).

È stato anche dimostrato che, oltre a svolgere un ruolo nell’omeostasi sanguigna, la relaxina è in grado di promuovere l’angiogenesi. Studi in vitro su cellule endometriali umane hanno infatti dimostrato che quest’ormone stimola la produzione di potenti agenti pro-angiogenetici, quali il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) ed il fattore di crescita dei fibroblasti (FGF) (Uniori et al., 1999). Effetti analoghi si sono osservati in macrofagi coinvolti nel processo di guarigione delle ferite in modelli sperimentali ottenuti nei roditori (Uniori et al., 2000)

Cuore

È stato dimostrato che la relaxina è dotata di recettori specifici nel cuore e che viene prodotta e secreta dai cardiomiociti, in modo particolare da quelli residenti nell’atrio destro, in condizioni fisiologiche (Osheroff et al., 1992). Inoltre, Dschietzig e collaboratori hanno osservato come in condizioni patologiche, ad esipio in pazienti con scompenso cardiaco, l’ormone venga prodotto in quantità più rilevante in proporzione all’entità della disfunzione contrattile (Dschietzig et al., 2001). Essendo generata dal cuore e legandosi a recettori specifici su di esso, la relaxina può essere a buon diritto valutata come una molecola cardiotropica ad azione autocrina-paracrina.

Numerosi studi ex vivo hanno dimostrato che la relaxina esercita un effetto cronotropo positivo (aumento della frequenza di contrazione) sia nel cuore intero perfuso, che nell’atrio destro e sinistro isolati ed anche nella porzione ventricolare (Ward et al., 1992; Kakouris et al., 1992; Han et al., 1994; Tan et al., 1998; Conrad et al., 2004).

L’effetto cronotropo positivo conferito alla relaxina risulta confermato anche da esperimenti in vivo condotti sul ratto (Ward et al., 1992; Kakouris et al., 1992; Han et a.,l 1994; Tan et a.,l 1998; Conrad et al., 2004). La relaxina è capace di influenzare la frequenza cardiaca attraverso un aumento nei cardiomiociti di cAMP intracellulare, che attiva a sua volta una proteina chinasi cAMP-dipendente; quest’ultimo mediatore determina una incriento della concentrazione di calcio intracellulare, con un consequenziale aumento di intensità della corrente di tipo L mediata dai canali del calcio (Han et al., 1994).

Esperimenti condotti sull’atrio isolato di ratto hanno messo in luce che l’effetto cronotropo positivo prodotto dalla relaxina appare maggiormente efficace rispetto a quello prodotto da sostanze come l’endotelina-1, l’angiotensina-II, l’isoproterenolo, l’adrenalina, l’istamina e la serotonina, accreditate come acceleratori della frequenza cardiaca (Kakouris et al., 1992).

Mediante esperimenti in vitro condotti su cardiomiociti atriali di ratto è stato dimostrato che la relaxina, oltre ad avere un effetto cronotropo positivo, esercita anche un effetto inotropo positivo (aumento della contrattilità), incrientando la durata del potenziale d’azione e dell’influsso del calcio nelle cellule (Piedras-Renterira et al., 1997). Esperimenti condotti su cuore perfuso di ratto, hanno mostrato che la relaxina induce la secrezione di peptide natriuretico-atriale (ANP), attraverso cui potrebbe controllare l’omeostasi sanguigna (Toth et al., 1996).

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