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Evergreen: Olio di Pesce

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Olio di Pesce: contro i dolori articolari

L’integrazione con olio di pesce è adeguata per la giusta tutela dell’attività articolare e la cura dei problemi attinenti a questi apparati ossei.

Indagini di tipo epidemiologico hanno convalidato il merito dell’attività dell’olio di pesce in opposizione a problemi articolari. Sono stati eseguiti studi su popolazioni aventi una nutrizione ricca di pesce e sono state individuate mutazioni meno ripetute e non caratterizzate da evidenze da irritazioni consolidate.

La funzione mediante la quale l’ EPA (acido eicosapentaenoico) ed il DHA (Omega-3) sono in grado di disciplinare con efficacia le infiammazioni, consiste nella loro specifica funzione di anticipatori di mediatori sostanziali dell’irritazione come le prostaglandine, i leucotrieni ed altre sostanze che regolano i sistemi ormonali.
L’acido arachidonico (Omega-6), L’EPA ed il DHA (Omega-3) sono operanti nella membrana fosfolipidica dei linfociti, nuclei che danno un efficiente apporto alla risposta immunitaria del corpo umano.
Con il verificarsi di un’evento esterno, i linfociti possono reagire liberando acido arachidonico oppure EPA e DHA che vengono modificati, in un altro momento, nelle equivalenti sequenze di eicosanoidi.

Gli eicosanoidi che si originano dagli acidi grassi della serie Omega-3, sono solitamente meno rilevanti se comparati a quelli generati dagli acidi grassi della serie Omega-6. Gli eicosanoidi della serie 2 e 4, originati dagli Omega-6, portano ad una produzione notevole di citochine che sono le responsabili della messa in funzione delle diverse fasi della risposta immunitaria.
L’intervento di citochine in sovrabbondanza, può causare risposte sproporzionate da parte del nostro corpo, che si esprimono nella conclamazione dell’infiammazione mentre, se si instaura una dieta bilanciata, sussiste un’adeguato impiego di acido eicosapentaenoico e Omega-3 nelle membrane cellulari e si rileva una produzione di citochine irrilevante e quindi anche una replica adeguata da parte degli altri nuclei del sistema immunitario. Ne deriva una risposta antinfiammatoria appropriata ed una diminuzione dei segnali dolorosi ad essa correlati.

Oltre a limitare la possibilità d’intervento di principi attivi che ricoprono l’incarico di trasmettitori chimici, gli acidi grassi Omega-3 regolano un’altro artefice di notevole interesse nella riduzione dell’infiammazione: la predisposizione delle unità biologiche ad aggregarsi tra di loro.

È noto che le dolenze delle articolazioni e le patologie ad esse connesse, manifestano una sintomatica componente flogistica. Tale forma è in grado di usufruire ampiamente dell’alimentazione suppletiva con acidi grassi Omega-3.

Sono state esaminate numerose ricerche cliniche per appurare l’autenticità scientifica degli studi primari. L’artrite reumatoide è una delle malattie più importanti per la stima dei risultati effettivi degli acidi grassi Omega-3 sulle giunture poichè, in qualità di patologia autoimmune, è caratterizzata da una rilevante attività della risposta immunitaria che si indirizza anche contro i tessuti stessi dell’organismo.
Essa denota un considerevole stadio di eccitabilità immuno-mediata e rappresenta un valido test per l’azione degli acidi grassi Omega-3 in questo settore.

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