Artiglio del Diavolo

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Artiglio del Diavolo: ingrediente naturale di E > Micra

Costituenti principali

I principali costituenti dell’artiglio del diavolo sono: glucosidi iridoidi (arpagoside, procumbide, arpagide), polifenoli e triterpeni, steroli ed acido cinnamico.

Caratteristiche essenziali

Antiflogistico, analgesico, antinfiammatorio, antireumatico, stomachico, amaro-tonico, coleretico e colagogo.

Utilizzo medicamentoso

Affezioni dei legamenti e delle giunture erticolari, periartriti, tendiniti e fibromiositi, mali di schiena, malattie degenerative dell’apparato osteoarticolare, dispepsie e disappetenza.

Proprietà farmacologica

La denominazione comune del medicamento popolare è “artiglio del diavolo”, trasposto alla lettera nella lingua anglosassone in “Devil’s claw” e conferitogli per i singolari prolungamenti ad “uncino” del suo frutto legnaceo che non è adoperato a fini terapeutici. Nella medicina tradizionale era utilizzato per i suoi effetti antidolorifici ed antifebbrili.

Gli studi preliminari hanno rilevato che le qualità dell’Arpagofito, denominato “cortisone vegetale”, sono principalmente analgesiche e antinfiammatorie con peculiare reazione di orientamento per l’apparato osteoarticolare. Sono stati individuati anche esiti evidenti sulla digestione grazie alle essenze amare vigenti nella pianta. Molteplici sono state fino ad ora le ipotesi stilate sul meccanismo d’azione per gli esiti antinfiammatorio che restano tuttora oscuri.

L’Arpagofito è stato equiparato ai cortisonici, senza mostrarne le controindicazioni ma è controversa la supposizione di un coinvolgimento della cascata dell’acido arachidonico. La validità è stata ammessa da recenti ricerche farmacologiche e cliniche per la maggior parte verificate con placebo e volte ad affermare che l’assunzione di Arpagofito attenuerebbe il dolore negli sviluppi infiammatori persistenti a carico delle articolazioni.

Come capita sovente in fitoterapia, le ricerche farmacologiche sull’attività dell’Arpagofito hanno fornito prove che il “fitocomplesso” complessivamente è dotato di un’attività più valida e particolareggiata dei singoli principi attivi detti iridosidi arpagoside e arpagide (amaroidi).

L’artiglio del diavolo, o Harpagophytum Procumbens, può essere indicato come “toccasana” delle articolazioni poiché trova indicazioni nella cura dei reumatismi, dell’artrosi e di diverse manifestazioni articolari dolorose.

La sue qualità antiinfiammatorie ed analgesica sono state confermate da ricerche scientifiche qualificate. Studi eseguiti su soggetti artrosici hanno dato prova che l’utilizzo dell’artiglio del diavolo attenua significativamente i dolori, rendendo decisamente migliore la possibilità di spostamento e la scioltezza articolare.

L’artiglio del diavolo è attualmente unanimemente conosciuto, tanto che può essere un efficace supplente delle terapie antiinfiammatorie classiche. La pianta dà esiti eccellenti anche nelle terapie dei disturbi degli atleti come le tendiniti. Un’ulteriore rilevante caratteristica posseduta dall’artiglio del diavolo è quella di facilitare la rimozione dell’acido urico, risultando valido nella cura della gotta.

Costituenti farmacologici

Il componente prevalente è l’arpagoside, seguito dal procumbide e dal procumboside. Questi iridoidi sono dei glucosidi che vengono idrolizzati nel tratto gastrointestinale per idrolisi acida e/o enzimatica. È una droga ricca di zuccheri, sia semplici sia complessi e comprende anche triterpeni, esteri eterosidici fenilpropanici, acidi fenolici, fitosteroli liberi ed esterificati, flavonoidi, grassi e cere.

Indicazioni principali

Patologie artroreumatiche e piccola traumatologia sportiva.

Azione prevalente

Antinfiammatoria ed analgesica.

Controindicazioni

Non è raccomandabile nel bambino al di sotto dei 12 anni, in gravidanza e durante l’allattamento.

Interazioni farmacologiche

La nocività dell’Arpagofito è giudicata molto bassa ma se ne sconsiglia l’utilizzo in caso di ulcere, aritmie e si ipotizza una possibile interazione con medicinali anticoagulanti.