Humor - Fame Nervosa

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Contro la fame nervosa

È un integratore che attiva un’intensa azione specifica sul complesso Serotoninergico, controllando la fame nervosa ed il peso corporeo. I principi attivi in esso contenuti stimolano selettivamente i recettori 5-HT2C e 5-HT1A. L’Azione sul Sistema Serotoninergico risulta in questa maniera molto più efficace e selettiva.

Il nostro Paese è afflitto da una vera e propria epidemia di sovrappeso e obesità: 67 uomini e 50 donne su 100 hanno un problema di peso eccedente. Questa notizia è stata divulgata ultimamente dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica.
Il problema dell’aumento di peso è in aumento perfino tra i bambini. In certe nazioni è in deciso aumento persino l’impiego dei farmaci antiobesità da parte dei minori: una inchiesta eseguita in Inghilterra ha riferito che dal 1999 ad ora, il numero di bambini e ragazzi che utilizzano farmaci per dimagrire si è ingrandito di 15 volte.

Probabilmente c’è qualche cosa che non va. Forse abbiamo smarrito il corretto rapporto con gli alimenti, l’attenzione verso i ritmi fisiologici, la capacità di recepire le nostre effettive necessità nutrizionali, l’esperienza naturale di individuare e sottrarsi agli alimenti artefatti e privi di principi attivi validi.
Forse dovremmo ritornare in contatto con la parte più vera ed equilibrata di noi, quell’impulso naturale che conosce perfettamente di cosa abbiamo bisogno per stare bene e di cosa no, piuttosto che cedere davanti alle tentazioni delle strategie di vendita alimentare.

L’ orientamento che propone la naturopatia per riconoscere naturalmente il peso giusto e l’equilibrio smarrito prevede una sequenza di azioni necessarie alla salute ed al benessere:

  • Sana nutrizione
  • Verifica delle intolleranze alimentari
  • Regolare efficienza degli organi emuntori (fegato, intestino, reni ecc.)
  • Stabilità psico-emotiva e gestione degli stati d’animo
  • Contenuta ma ricorrente attività fisica
  • Utilizzo integrativo di piante e altre terapie naturali.

Di solito le diete agiscono fino a quando si fanno ed i farmaci per dimagrire non sono immuni da effetti collaterali anche rilevanti. Un piano naturale che coinvolga un vero e proprio mutamento di stile del modo di vivere e delle consuetudini, come sopra descritto, è invece qualcosa di molto differente, perché può intervenire sugli scompensi reali alla genesi del problema del peso ed a rettificarli veramente.

La ricompensa sarà non solo una linea invidiabile e duratura ma una salute complessiva quanto più ampia possibile.
Nella maggior parte delle situazioni, la fame sproporzionata è causata da un’ alimentazione errata o perché troppo ricca di cibi particolari come lo zucchero, i dolciumi, le farine raffinate o per erronee associazioni di generi alimentari diversi ed anche una ripartizione non fisiologica dei pasti durante la giornata con insufficiente assunzione di fibre.

Rispondere con il cibo a insoddisfazioni e spossatezza

Lo stress è correlato anche alla variabilità dei nostri dispositivi regolatori interni che interessano la nostra sensazione di fame, di soddisfazione o di sconforto.
È successo a tutti e più d’una volta che, rientrando a casa dopo una giornata difficoltosa o tesi per qualche ragione che nulla ha a che fare con il cibo, veniamo spinti a ingerire alimenti con una insaziabilità incredibile.

Ormai abbiamo capito le origini di un siffatto modo di agire collegato alla trama emotiva tra cibo, necessità affettive e gratificazioni psicologiche che abbiamo imparato a comprendere sin dai primi giorni di vita.
Così facciamo coincidere la gratificazione ricevuta una o più volte in passato dal cibo alla nostra difficoltà attuale ed i nostri neurotrasmettitori, ormai suggestionati, reagiscono alla proposta alimentare con un conforto che raramente altre cose sono in grado di donare in egual misura.

Quello che è meno opportuno è che lo sfogo alle insoddisfazioni accade pressoché sempre alla sera, ottenendo pertanto una duplice conseguenza inopportuna; quella collegata all’assunzione di parecchie calorie supplementari e quella inerente le funzionalità ormonali che vengono sconvenientemente attivate alla sera, conducendoci più speditamente ad immagazzinare grassi anziché bruciarli.
Se questi momenti sono fortuiti non è il caso di impensierirsi ma se vengono replicati fuor di misura, può essere apprezzabile ricercarne le cause al fine di bloccare sul nascere questo tipo di sfogo. Cercare di reprimere il problema potrebbe non sortire nessun effetto ma potrebbe essere rilevante scoprire degli sfoghi meno deleteri mettendo in atto delle tecniche alternative.

Reagire senza eccezione con il cibo a qualsiasi forma di pressione snervante è uno schema di replica fortemente improprio contro cui dovremo chiamare a raccolta tutte le nostre qualità mentali e non unicamente con l’ intenzione di non aumentare di peso ma anche con il fine di ritrovare la nostra stabilità interiore.

Ricerca di “calmanti” naturali

Ognuno di noi avvicina, a livello mentale, una buona tazzina di caffè alla spinta eccitante che la sostanza può donarci grazie all’alcaloide in essa contenuto ma non è sempre senza eccezione la connessione tra il principio attivo presente in un alimento ed il comportamento biologico dello stesso e neppure così immediato.

Chi tra noi, a causa di un’influenza o di sintomi da raffreddamento, non è ricorso naturalmente alla antica prescrizione della nonna che consisteva in latte caldo con miele e cognac? Probabilmente non ne conosciamo sino in fondo la ragione del processo biochimico di queste sostanze ma il latte ci tranquillizza con il suo contenuto in triptofano, il brandy ci espande i vasi sanguigni facendo fluire il sangue più rapidamente, il miele ci dona il vigore che ci è venuto meno, addolcito con un pò di confortante serotonina e la fluidità dell’insieme agevola una più celere depurazione.

Nella medesima condizione, un piatto di wurstel con patate ci farebbe venire i brividi. Disponiamo quindi di una struttura di valutazione e controllo automatico e connaturato che ci permette di rifocillarci sempre ed unicamente di ciò che volontariamente desideriamo?
Sfortunatamente, come abbiamo già potuto notare, in parecchie circostanze nelle quali nostri stati d’animo sono drogati non è sempre in questo modo poiché vi sono molte situazioni nelle quali si verifica l’esatto opposto. Ciò nonostante, la richiesta istintiva di serotonina è uno dei prodotti della nostra mente più frequenti ed è utile considerarlo.

La serotonina viene sintetizzata al 90% nell’intestino in rapporto all’assorbimento di un aminoacido suo anticipatore detto triptofano. Solamente un 3% della serotonina generata agisce a livello cerebrale con la funzione di neurotrasmettitore.
Gli effetti della serotonina sul cervello sono rilevanti poichè ha la capacità di indurre il senso di sazietà, facilitare il sonno, stabilizzare l’umore agendo come antidepressivo naturale.

Essendo un aminoacido, il triptofano è contenuto in tutti gli alimenti proteici ma la possibilità che riesca a superare la barriera ematoencefalica (è simile ad un filtro che ha fondamentalmente un’attività di salvaguardia del tessuto cerebrale da sostanze nocive (p. es. chimiche) presenti nel sangue, permettendo comunque il transito di parti utili alle attività metaboliche) è connessa al fatto che sia assunto con piccole o nulle dosi di altre proteine, poichè ha accesso al cervello tramite un recettore comune e non riesce ad andare oltre se quello specifico recettore è già utilizzato.

Mangiando dei carboidrati con poche proteine come potrebbe essere un bel piatto di pasta, che racchiude le proteine del glutine o una scodella di latte con limitate quantità di caseina, il triptofano è capace di superare la barriera e riesce a conseguire i risultati richiesti convertendosi in serotonina.

Non ci dobbiamo quindi meravigliare se un piatto di pastasciutta ci cambia l’umore tranquillizzandoci più di un’insalata perché con l’assimilazione si innesca un’attività biochimica precisa della quale necessita tener conto. Non scordiamoci che, a causa della esistente coesione tra mente e corpo, è pensabile che la distensione raggiunta con l’assunzione di pane, focaccia, pasta ... rimanga salda nella nostra funzione mnemonica in maniera più profonda, tanto da muoverci a ricercare ancora a posteriori questa sollievo serotoninico.