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Can Can: Miele

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Il miele in Can Can

La composizione del miele è molto complessa: sono presenti zuccheri, acqua, sali minerali, acidi organici ed enzimi anche se, probabilmente, compaiono sostanze (quantitativamente minori) non ancora note.

Zuccheri

Gli zuccheri principali, il glucosio ed il fruttosio, sono monosaccaridi; insieme costituiscono più del 90% degli zuccheri totali, il 10% rimanente è dato da zuccheri di complessità variabile, alcuni dei quali ottenuti dalla secrezione ghiandolare delle api e dall’azione dei suoi enzimi.

Acidi organici

Tutti i tipi di miele possiedono una razione acida, infatti i valori del ph sono sempre compresi tra 3,5 e 4,5.
L’acidità del miele è dovuta agli acidi organici; questi, oltre a dare un apporto all’aroma del miele, concorrono ad un’azione di controllo contro i microrganismi.

Sostanze minerali

La quantità di sali minerali nel miele è all’ordine dello 0,1-0,2%; la parte costitutiva più rappresentativa è il potassio (Le donne sono particolarmente soggette alla carenza di potassio. Il fabbisogno giornaliero di potassio nella donna é di 3 grammi. Se non si riesce ad adempiere a questa carenza con gli alimenti, diviene necessario il ricorso ad integratori alimentari; la sua funzione essenziale è quella di regolamentare, insieme con il sodio, la quantità di liquidi presente nel nostro organismo. Il potassio è coinvolto nella contrazione muscolare (di quello cardiaco in particolare) e nella propagazione degli impulsi nervosi; è rilevante per la generazione di energia); seguono cloro, ferro, rame silicio, manganese ecc.

Proteine

Il miele è assai carente di sostanze azotate (tra lo 0.1 e l’1%); in questo minimo quantitativo sono rappresentate proteine ed aminoacidi d’ogni genere, tra le quali si distingue la prolina, ottenuta dalle secrezioni delle api. La Prolina è un’aminoacido che, in unione alla idrossiprolina ed alla glicina, forma la struttura base del collagene, una proteina basilare per conferire tono ed elasticità alla cute.

Enzimi

Gli enzimi sono sostanze proteiche che svolgono l’importante azione di catalizzatori biologici.
Il miele contiene diversi tipi d’enzimi tra i quali i principali sono: l’invertasi, la diastasi, la catalasi e la fosfatasi.

Vitamine

Le vitamine sono contenute nel miele in percentuali molto basse; la quantità è dovuta indubbiamente alla presenza di granuli pollinici nel miele.

Costituenti di varia natura

In questa categoria rientrano tutti i costituenti minori come, ad esempio, i lipidi, che derivano verosimilmente dalla presenza di frammenti di cera.

Microbiologia Clinica

È stato ribadito che la soluzione acquosa di miele ferma lo sviluppo dei batteri: “Salmonella - Staphylococus aureus - Micrococcus flavus - Sorcina lutea - Bacillus cereus - Bacillus subtilis” (Crane, White et al.).
Già il galattosio, il lattosio, il mannosio,il glucosio ed il saccarosio in soluzione acquosa hanno proprietà batteriostatiche. Il miele ha proprietà molto più forti che gli zuccheri sopra descritti. Si possono notare inoltre le proprietà inibiniche del miele che affiorano durante la formazione di HO che si forma durante l’ossidazione del glucosio.

Nella storia ed in letteratura si è parlato spesso del valore farmacologico del miele e del suo ampio utilizzo sia come medicamento vero e proprio che come coadiuvante delle cure.
Il suo utilizzo più comune è quello di conservante per alimenti per le sue particolarità antibatteriche ed antifunginiche. Le abrasioni ed alcune patologie dermatologiche vengono sanate con il miele. Oltre l’uso topico, assimilato in soluzione acquosa, cura l’indigestione e le malattie infettive gastroenteriche. In passato veniva impiegato nel trattamento delle gastriti e delle ulcere gastroduodenali. Alcune interessanti ricerche sono state condotte nella Clinica Pediatrica dell’Università di Varsavia su bambini affetti da gastroenteriti batteriche facendo assumere antibiotici in unione con il miele: è stata esaminata che tale associazione riduceva di circa due giorni la guarigione. (Bornus, Josko et. al.).

Un aspetto importante dal punto di vista clinico è senz’altro l’utilizzo come alimento ipotensivo per la presenza della rutìna che è una sostanza che interferisce con i recettori della pressione del sangue; difatti tutti i mieli comprendono anche la colina e l’aceticolina sostanze ipotensive.
Il Miele è anche un anticoagulante in quanto contiene la cumarina, la quale viene metabolizzata nell’organismo formando cumarolo, sostanza con attività anticoagulante.

Miele contro i batteri

Uno studio condotto da Rose Cooper, microbiologa dell’Università del Galles, scopre che il miele è un ottimo medicinale per rimarginare ferite che non si vogliono chiudere. Inoltre sembra essere in grado di distruggere molti ceppi batterici, compresi alcuni di quelli resistenti agli antibiotici. La notizia, pubblicata sulla rivista “Journal of Applied Microbiology”, non è nuovissima, dato che anche la scienza medica dell’antico Egitto utilizzava il miele come medicamento.

Sino ad oggi si pensava che gli zuccheri del miele servissero solo a rendere più lenta la crescita dei batteri. Lo studio della Cooper palesa invece che all’interno del miele c’è qualche altra sostanza (non ancora identificata) che sopprime i batteri. La Cooper è giunta a questa conclusione confrontando il miele naturale con una soluzione sintetica dalla stessa concentrazione zuccherina ed ha così ha scoperto che quello naturale era tre volte più efficace. Alcune qualità di miele, quando sono diluite, formano acqua ossigenata, che uccide i batteri e quindi può essere utilizzata per medicare le ferite. Ma il gruppo di ricerca di Cooper pensa che ci sia qualche altro fattore in gioco oltre al perossido.

I ricercatori hanno utilizzato ceppi dei batteri Staphlyococcus e Enterococcus che oppongono resistenza ad antibiotici considerati “ultima risorsa”, come la meticillina e la vancomicina. I batteri erano stati raccolti dalle ferite delle persone e dalle superfici ambientali dei reparti ospedalieri. Il miele contenuto nella formulazione di Can Can gel potrebbe esercitare quest’azione anti-microbica grazie agli enzimi secreti dalle api oppure a causa della sua acidità o anche per qualche sostanza chimica presente nel nettare della pianta utilizzata dall’ape.

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