Questa piccola bacca
blu cresce su un arbusto dalle foglie cariacee facendo
la gioia dei passeggiatori dei sottoboschi. E' considerata
da tantissimo tempo un grande medicinale della fitoterapia
per la sua ricchezza in antociani. Viene utilizzata con
grande efficacia nella cura della diarrea e in dosi minori
in casi di colite (colon irritabile) e per tutti i dolori
di origine intestinale. I suoi costituenti aiutano a migliorare
la circolazione e la visione notturna. Questo permette di
recuperare facilmente dopo una giornata di sumenage e contribuisce
alla sicurezza dei soggetti che guidano di notte. Gli antocianosidi
agiscono anche sulla microcircolazione diminuendo la permeabilità
capillare. Cresce nei nostri boschi montani; è un arbusto ramosissimo, alto sino a 50-70 cm; il frutto è raccolto in grandi quantità ed è utilizzato per preparare conserve, marmellate o gelatine o, mescolato allo zucchero, come frutta fresca. Il succo è usato in medicina (tintura, infuso, estratto fluido, sciroppo).
Controindicazioni:
nessuna.
Proprietà:
antidiarroiche, antisettiche e astringenti, anche in usi esterni per clisteri ed irrigazioni.
Considerato, per queste sue proprietà da moltissimo tempo un grande medicinale della fitoterapia per la sua ricchezza in antociani. Viene anche utilizzata in dosi minori, in casi di colite e per tutti i dolori di origine intestinale. I suoi costituenti aiutano a migliorare la circolazione e la visione notturna.
La foglia del mirtillo è un tonico delle vene e dei capillari in quanto è ricca di fattori vitaminici P.
La pianta del mirtillo contiene, infatti, betamirtillina, una sostanza praticamente identica all'insulina, quindi è utile nel diabete.
Contiene vitamina C, P, moderata azione ipoglicomizzante; utile nelle malattie della vista e degli occhi, acutizza la vista notturna. Battericida, astringente, dissolvente urico, anti sclerotico, protegge le pareti vascolari.
Utile in:
Enteriti, diarree anche infantili, dissenterie, stipsi, putrefazioni intestinali, emorragie, arteriosclerosi, disturbi circolatori e vascolari, ulcere alle gambe, epatismo, insufficienza biliare, azotemia, emorroidi, abbassa lo zucchero nel sangue.
Uso esterno: eczemi, stomatiti, mughetto, afte, faringiti, utilizzabile oltre che fresco, anche in decotti.
ROMA - Il mirtillo potrebbe aiutare a ridurre
il colesterolo in modo più efficace rispetto ai farmaci
tradizionali e senza effetti collaterali.
E’ quanto dimostrato su cellule di topo da Agnes Rimando,
del dipartimento dell’Agricoltura statunitense, in
collaborazione con esperti della Scuola di Farmacologia
dell’Università del Mississippi.
Il segreto di questo frutto di bosco sarebbe in un antiossidante,
il pterostilbene, che attiva una molecola brucia grassi,
ha spiegato l’esperta nel congresso della Società
americana di Chimica. La Rimando l’ha trovata nei
mirtilli per la prima volta in questo studio, avvalorando
con prove scientifiche le conoscenze aneddotiche circa gli
effetti benefici dei mirtilli.
Il pterostilbene è una molecola scoperta per la prima
volta nell’uva e, in precedenti studi, indicata dallo
stesso gruppo della Rimando come un possibile anticancerogeno.
Dal punto di vista chimico, somiglia ad un altro prodotto
nutri-farmaceutico, come sono stati battezzati i composti
con azione curativa derivanti da cibi.
Il pterostilbene ha un’azione
simile a quella del ciprofibrato, un principio attivo di
sintesi presente nei farmaci anti-colesterolo che abbassa
la concentrazione di LDL, il colesterolo cattivo. Ma il
ciprofibrato non è efficace su tutti i pazienti e,
poichè ha un meccanismo d’azione poco mirato,
produce effetti collaterali quali nausea e dolore muscolare.
Dopo averne scoperto la presenza nel mirtillo, i ricercatori
hanno testato il pterostilbene su cellule di fegato di topolini,
insieme ad altri tre composti presenti nel frutto. Tra tutti,
il pterostilbene è quello più efficace nel
diminuire i tassi di LDL. Inoltre, poichè lo fa in
maniera mirata, bersagliando e attivando il recettore cellulare
per la proteina brucia-grassi PPAR-alpha, è meno
tossico del ciprofibrato.
Ma c’è bisogno di nuovi studi, avverte la Rimando,
per stabilire che i suoi effetti siano rilevanti anche sull’uomo
e, poi, per scoprire quanti mirtilli sarebbe necessario
mangiare per assumere una quantità efficace di pterostilbene.