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I
componenti naturali di KALOSPEED
La
pervinca
(Poterium spinosum)
Numerose sono le piante officinali che possono essere
utilizzate nel trattamento delle forme lievi e medio-gravi
del diabete mellito di tipo 2. Alcune di esse possiedono
una specifica azione ipoglicernizzante, altre stimolano
la produzione di insulina, alcune inibiscono reversibilmente
il recettore per il glucosio a livello intestinale,
alcune provocano una desaccarificazione del glucosio
per la presenza di elevate concentrazioni di tannini;
altre ancora inibiscono il valdoso-reduttasi, enzima
che catalizza la riduzione del glucosio a sorbitolo,
principale responsabile delle complicazioni neurologiche
del diabete. Oggetto del presente lavoro è la
valutazione clinica dell'attività del Poterium
spinosum, pianta ricca di principi attivi utili nel
trattamento del diabete mellito con un'azione ipoglicemizzante
nota da tempo, ma raramente utilizzata a questo scopo.
Profilo botanico, fitochimico
e farmacologico del Poterium Spinosum
POTERIUM SPINOSUM(L.)
Divisione: Spermatophyta
Sottodivisione: Angiospermae
Classe: Magnoliopsida (Dicotyledones)
Sottoclasse: Rosidae (Choripetalae)
Gruppo di Ordini: Dialypetalae
Ordini: Rosales
Famiglia: Rosaceae
Sottofamiglia: Rosoideae
Genere: Poteriuni
Specie: Poterium spinosum (L.)
Sinonimi: Sarcopoterium spinosum (L.) Spach (1846)
Nome volgare: Spinaporci (Toscana)
Francese: Pimprenelle Epineuse
Descrizione botanica
del Poterium Spinosum
Arbusto perenne, compatto a forma di cespuglietto globoso,
molto ramificato e spinoso, intrecciato con aspetto
frutescente, alto da 30 a 60 cm. Giovani rami densamente
tormentosi, grigio-feltrati e con getti laterali senza
foglie, angolosi, ramificati e biforcato-spinosi, con
spine doppie e chiare di 5-10 mm. che gradualmente si
induriscono e diventano scure. Foglie piccole, pelose,
imparipennate a 9-15 segmenti ovali (4 - 6 mm) a foglioline
piccole, sottili, quasi lisce e finemente seghettate,
ovate od angoloso-seghettate fittamente pelose sulla
pagina inferiore, che cadono in estate. Fiori senza
petali, disposti in capolini rotondi od oblunghi, brevi
(1-3 cm), compatti e verdastri, poveri, con fiori unisessuati:
quelli superiori di sesso esclusivamente femminile con
stili piumosi e vistosi, di colore purpureo, mentre
quelli inseriti più in basso totalmente staminiferi
(maschili), provvisti di 10-30 lunghi stami gialli.
Calice verdastro, tubuloso-urceolato, a quattro lacinie
quasi tonde, partenti a stella, caduche. Calice fruttifero
a tubo liscio all'esterno, polposo, in forma di bacca
globosa e di colore aranciato. Fioritura tra marzo e
maggio. Il frutto quando è sviluppato, è
ingrossato e spugnoso, di colore rosso smagliante, simile
ad una bacca.
Habitat: Europa australe,
Grecia, Cipro, Creta, Dalmazia, Siria, Libia, Tunisia.
In Grecia e nell'isola di Creta (Candia) vive associato
col lhymus capitatus. Rappresenta una delle più
caratteristiche piante che domina vaste aree di gariga
del Mediterraneo orientale, distribuendosi sino ad un
altezza di 700 metri sul livello del mare. In Italia
cresce sui colli aridi della zona centromeridionale,
garighe e luoghi incolti da 0 - 300 m sul livello marino:
Lazio, Sicilia orientale e Sardegna, Calabria; stazioni
isolate presso Tivoli, Bari e Crotone. A Tivoli fu raccolto
per l'ultima volta nel 1930 dal Cacciato, in seguito
non fu possibile ritrovarlo perché verosimilmente
distrutto a causa dell'espansione edilizia. Vegeta in
zone a clima Mediterraneo ad est della macchia Mediterranea
ed in Oriente. Il suo areale si estende al bacino orientale
del Mediterraneo, all'Italia, Sicilia, Sardegna e fino
alla Palestina. Predilige colline asciutte con terreni
magri, secchi, sabbiosi o calcarei.; particolarmente
dove le foreste e le macchie sono state distrutte. Diffuso
anche nelle coltivazioni abbandonate, è una tra
le prime piante che invadono i terreni aridi e incolti,
formando spesso grandi popolamenti.
Storia naturale del Poterium
Spinosum
Pianta poco conosciuta e raramente citata in letteratura
botanica. Ippocrate la menziona nel suo libro "La
natura della donna" (capitolo 34), come "pianta
da imbottitura". Dioscoride descrive il Poterium
come "spinoso, con rami che assomigliano all'astragalus"
(Libro III, cap. 15). Galeno ricorda che le foglie di
questa pianta erano utilizzate per chiudere le aperture
delle anfore per l'olio e per imbottire guanciali e
cuscini. Sotto una nitida xilografia che illustra I'Herbario
novo" di Castore Durante, troviamo scritto: "Poterium
siccat, tum vulnera glutinat, adque affectus nervorum
omnes valet; illita nervis praecisis planta haec solida
compagine iungi". Per il Durante la decozione delle
radici di Poterium è da prescrivere a coloro
che soffrono di nervi. Per uso esterno, le sue radici,
pestate ed applicate mediante impiastro, consolidano
i nervi tagliati; lo stesso effetto avrebbe la resina
che sgorga dalla radice tagliata. Il Durante conclude
scrivendo: "L'acqua stillata alla fin di Giugno
consolida le ferite astergendole benissimo e incarnandole,
applicatavi con pezzette di lino sottili, giova nei
difetti dei nervi ancora grandemente" (Venezia
1567). In un antico Lexicon il Poterium è descritto
come arbusto spinoso indigeno della Dalmazia e della
Grecia, presente nel Mediterraneo orientale e nel Levante.
Presso l'antica Grecia, i medici usavano la pianta come
astringente. Nell'opera "Hortus Kewensis",
(Vol. III, Londra, 1789) si legge. "Poterium spinosurn
= Poterium spinis ramosis = Prickly shrubby Bumet, originario
del Levante che fiorisce per la maggior parte dell'estate".
Usi popolari del Poterium Spinosum
In alcune regioni la pianta viene tagliata in estate
e utilizzata come combustibile per i forni e le fornaci
da calce, in altre regioni l'arbusto è utilizzato
come pianta foraggifera. Nei villaggi arabi, i rami
secchi vengono spesso usati per rivestire la parte superiore
dei muri di cinta.
Viene anche utilizzata dagli agricoltori per farne siepi
a protezione dei campi e giardini,come barriera naturale
contro l'invasione di capre e ovini, con i suoi cespugli
essiccati si riempiono le brecce dei muri di cinta.
In Israele l'arbusto è coltivato e protetto perché
viene utilizzato per consolidare terreni franosi e per
prevenire l'erosione del suolo. Al contrario di quanto
comunemente si crede, probabilmente non si tratta della
pianta usata per fare la "corona di spine"
di Gesù Cristo.
Etnomedicina e Poterium
Spinosum
Il decotto della radice è molto noto tra i beduini
come antidiabetico. Le popolazioni beduine della Siria
sono raramente affette da diabete mellito, pur avendo
una dieta particolarmente ricca di carboidrati. Il motivo
di questa refrattarietà a contrarre il diabete
è dovuta all'usanza di bere un decotto di radici
di un arbusto che cresce nelle località desertiche.
Gli arabi chiamano questa pianta "Schic" o
"Shoch elhagial", i turchi: "Abdest bozan
otu", mentre in ebraico la pianta si chiama "Sira
kotzani". Le prime indicazioni dell'attività
antidiabetica del Poterium spinosum compaiono in una
comunicazione apparsa sul periodico "Selecta"
N' 1, 1962 (SelectaVerlag, Planegg bei Munchen) dove
è riportato che un gruppo di ricercatori che
lavorava nel deserto a nord-est della Siria, aveva individuato
una pianta ricca di principi attivi che poteva essere
vantaggiosamente utilizzata nella cura del diabete mellito.
Il gruppo, formato da chimici e farmacologi sotto la
direzione del dott. Aiman Kuzbari di Damasco, aveva
infatti constatato che presso le popolazioni beduine,
gli individui di ogni età, ai quali era stato
clinicamente diagnosticato con certezza il diabete,
utilizzavano un decotto preparato con le radici di un
arbusto che cresceva nelle località desertiche.
La somministrazione del decotto, protratta per più
mesi, eliminava tutti i sintomi della malattia, nonostante
che i malati, durante la cura, non osservassero un rigoroso
regime dietetico, essendo la loro alimentazione ricca
di carboidrati. I controlli clinici, effettuati dopo
il trattamento, per un periodo di regolare osservazione
della durata di un anno, non mostrarono alcuna riacutizzazione
della malattia. Il chimico tedesco del gruppo che era
riuscito a individuare alcuni principi attivi della
pianta, morì a seguito di un incidente vicino
alla frontiera turco-sinana e poiché aveva scritto
gran parte dei suoi appunti in codice ciftato, questi
furono di conseguenza inutilizzabili. Il dott. Kuzbari
riteneva che l'effetto ipoglicemizzante del Poterium
spinosum fosse probabilmente dovuto a una o più
sostanze capaci di stimolare le isole pancreatiche del
Langerhans a riprendere la loro normale funzione; contrariamente
alla somministrazione di insulina, la quale essendo
un trattamento sostitutivo non può guarire la
malattia. È stato dimostrato che solamente la
corteccia della radice principale, e non la radice intera,
contiene i principi attivi responsabili dell'azione
ipoglicemizzante ed è priva di effetti collaterali.
Al fine di poter raccogliere la scorza della radice
principale (la sola parte che possiede le proprietà
medicinali) l'arbusto deve essere completamente sradicato
e utilizzato subito. Ciò comporta purtroppo un
enorme spreco di piante.
In Italia, la tintura di radici di Poterium spinosum
venne utilizzata con successo per la prima volta nella
cura del diabete mellito, dalla Scuola di Medicina Integrata
del dott. Luigi Oreste Speciani.
Poiché la tintura era preparata da piante provenienti
dal Libano, con l'inizio dei conflitti bellici non fu
più possibile la sua utilizzazione.
Il decotto viene preparato facendo bollire dieci grammi
di radici di Poterium spinosum in 300 ml. d'acqua per
dieci minuti, da bere alla mattina, oppure cinque grammi
tre volte al giorno di corteccia essiccata, precedentemente
bollita.
Proprietà del Poterium Spinosum
:
Azione principale: ipoglicemizzante
di tipo ILA: Insulin - like - activity.
Si suppone che la pianta, analogamente agli antidiabetici
orali (sulfonilurati) regoli la produzione endogena
di insulina da parte delle isole di Langherans del pancreas.
Azioni
secondarie del Poterium Spinosum:
a. vasodilatatrice periferica (da eptaidrossiflavani)
b. vasodilatatore coronarico (da flavonoidi polimerizzati)
c. antiipertensiva (da eptaidrossiflavani)
d. antiaritmica (da eptaidrossiflavani polimerizzati)
antidrotica, antisudorale (adiaforetico) astringente
(da tannini) antineuritica?
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