KALOSPEED
prodotto
naturale per dimagrire in maniera naturale
perchè
funziona veramente e perchè è diviso
in due componenti ?

Domande e risposte
Come
funziona l'integratore naturale Kalospeed?
Forse qualcuno
si chiederà il perché Kalospeed viene
proposto in due confezioni . La risposta a questa
domanda sta nel fatto che, a tutt'oggi, le uniche
possibilità che possediamo di interagire
con il nostro corpo per quanto concerne la possibilità
di stimolarlo alla perdita di peso sono quelle di
intervenire sul processo termogenico e sul processo
glucidico.Per questo motivo, al fine di offrire ai
propri Clienti la possibilità di usufruire
di tutte e due le reali e provate possibilità
che il metabolismo umano offre nel campo del controllo
del peso, gli esperti di Naturdieta hanno formulato
due fitocomposti che, "lavorando" sinergicamente
stimolano il metabolismo a bruciare più energia
ed a incamerare meno glucidi.
Per
queste ragioni abbiamo creato : Kalospeed 1 e Kalospeed
2
per saperne
di più: clicca
qui per Kalospeed 1 e qui
per Kalospeed 2
Kalospeed
1
Il metabolismo è
il complesso delle reazioni chimiche che avvengono
nel nostro organismo e non è per tutti uguale;
questo dipende da molti fattori come l'età,
la costituzione e dal sesso.
METABOLISMO
BASALE
Definizione
di metabolismo basale
S'intende
per metabolismo basale il numero delle calorie
che un individuo a digiuno da almeno 12
ore, in riposo assoluto, e conveniente coperto,
in un ambiente alla temperatura costante
di 18 °C, è capace di liberare
nelle 24 ore. Il metabolismo basale si aggira,
per un uomo adulto, intorno alle 1640 calorie
e corrispondente al minimo di energia necessaria
per mantenersi in vita. Nell'individuo in
attività, è chiaro che alle
calorie del metabolismo basale si devono
aggiungere quelle spese per i processi digestivi,
per il lavoro muscolare, intellettuale,
ecc..Si arriva così ad un valore
medio - sempre per l'individuo adulto che
compie un lavoro moderato - di 3000 calorie,
fabbisogno energetico assicurato appunto
per la razione alimentare quotidiana.
|

|
La naturale fitoformula di Kalospeed 1 riesce a:
riequilibrare il metabolismo
favorendo una più regolare e stabile produzione
di energia
. 
Gli isolati proteici vegetali agiscono sui carboidrati;
il Citrus Aurantium presente nella formulazione
di Kalospeed favorisce l'azione termogenica,
inibendo la scissione degli amidi alimentari e quindi
la loro assimilazione da parte dell'organismo. Essi
risultano fondamentali per il controllo
del peso corporeo. Gli isolati proteici vegetali
consentono di risparmiare fino a 1000 calorie da carboidrati.
Per perdere 1 kg di peso corporeo è necessario
ridurre l'apporto calorico di 7.000-7.500 calorie.
La dieta mediterranea, prevalentemente amilacea, trova perciò in Kalospeed un coadiuvante naturale ed efficace.
Recenti
ricerche americane hanno dimostrato che in precisi
stadi di maturazione il frutto acerbo e disseccato
di Citrus aurantium (uno dei componenti naturali di
Kalospeed 1) diventa particolarmente
ricco di una rara composizione di sostanze naturali
ad azione esclusivamente termogenica. Citrus aurantium
è un fitocomlesso ricco di sostanze naturali
responsabili dei processi di lipolisi.
Ciò determina un aumento del metabotsmo basale
e conseguentemente delle calorie consumate. Stimola
la sintesi delle proteine aumentando la massa magra
e la performance fisica.
I principi attivi contenuti nell'estratto di Citrus
aurantium (Kalospeed 1) frutto immaturo
(in particolare la sinefrina) mostrano una ATTIVITA'
TERMOGENICA SELETTIVA e sono inoltre capaci
di migliorare la performance psico-fisica e migliorare
il rapporto fra massa magra e massa grassa. Il fitocomplesso
agisce STIMOLANDO LA TERMOGENESI grazie all'aumentata
beta-ossidazione dei grassi. La particolarità
d'azione e la sicurezza d'uso sono legati al fatto
che il fitocomplesso agisce selettivamente sui recettori
adrenergici beta-3, presenti principalmente nel tessuto
adiposo e nel fegato,responsabili dei processi di
demolizione dei grassi (lipolisi). Per termogenesi
si intende quel particolare processo metabolico che
consiste nella produzione di calore da parte dell'organismo,
soprattutto nel tessuto adiposo e muscolare. L'entità
della termogenesi dipende dal tipo di metabolismo
e può variare da individuo a individuo, è
infatti legata a fattori genetici. Tali fattori determinano
la quantità di "grasso bruno" (tessuto
bruno adiposo) che rappresenta il cosiddetto tessuto
metabolicamente attivo, capace cioè di produrre
calore ed energia "bruciando" i grassi e
i loro derivati in quantità maggiore di ogni
altro distretto dell'organismo. Poichè il peso
corporeo è determinato dal bilanciamento fra
calorie introdotte come alimenti e calorie consumate
con l'attività fisica e con i processi metabolici
vitali (digestione, respirazione, mantenimento della
temperatura corporea etc.) ne consegue che la stimolazione
della termogenesi rappresenta l'arma segreta che il
nostro organismo possiede per il controllo del peso.
Il fitocomplesso contenuto nell'estratto secco di
Citrus aurantium di Kalospeed 1 ha
una particolarità: mostra un'attività
termogenetica selettiva, stimola cioè soltanto
i recettori adrenergici beta-3, presenti principalmente
nel tessuto adiposo e nel fegato, i quali sono responsabili
dei processi di demolizione dei grassi ( lipolisi).
Poichè non agisce su altri tipi di recettori
delle catecolamine, quali alfa-1, alfa-2, beta-1 e
beta-2, ai dosaggi consigliati non provoca effetti
collaterali a livello del sistema cardiovascolare
nè del sistema nervoso centrale. Attraverso
dunque un'aumentata beta-ossidazione dei grassi l'estratto
secco di Citrus aiuta ad ottenere la riduzione del
peso corporeo , ma soprattutto a migliorare il rapporto
fra massa magra e massa grassa.L'estratto secco titolato
e standardizzato di Citrus aurantium è indicato
nelle diete dimagranti; inoltre aiuta a migliorare
la performance fisica
.
Un altro componente
naturale di Kalospeed 1 è
il Te verde Termogenico, incrementa la
produzione energetica e l'utilizzo dei grassi a scopo
energetico. Ha un forte potere antiossidante e contrasta
efficacemente l'azione nociva dei radicali liberi.
La contemporanea presenza di principi attivi ad azione
termogenica ed antiossidante è particolarmente
vantaggiosa per l'organismo che, in concomitanza di
un'incrementato consumo energetico, si trova a dover
fronteggiare anche un maggior numero di radicali liberi.
Il thè verde presente nella formulazione Kalospeed
1, aumenta la concentrazione mentale e riduce
il senso di affaticamento. Contiene i principi attivi
caffeina, teobromina (eccitanti), catechine, polifenoli
(antiossidanti) e teanina. La teanina (etilamide dell'acido
glutammico) agisce sui recettori dell'acido glutammico
nella corteccia cerebrale ed aumenta la reattività
cognitiva. Una delle principali catechine contenute
nel tè verde, la epigallocatechina gallato
(EGCG) in recenti studi ha dimostrato di incrementare
l'effetto termogenico della caffeina e di prevenire
l'accumulo di grassi. Sembra che le EGCG agiscano
sinergicamente con la caffeina promuovendo il rilascio
di noradrenalina amplificando gli effetti della caffeina.
Gli effetti stimolanti della caffeina sembrano dovuti
all'aumento della concentrazione di norepinefrina
a livello delle congiunzioni sinaptiche nelle cellule
nervose, e questo è il motivo per cui si sente
un incremento nella concentrazione mentale e dell'energia
dopo aver assunto caffenina. Però la interazione
della caffeina con i recettori adrenergici delle cellule
nervose è modulata negativamente attraverso
la degradazione enzimatica da parte dell'enzima Catecol
O-metiltrasferasi, l'enzima che degrada la noradrenalina
e diminuisce la spinta energetica. Alcune ricerche
dimostrano che la degradazione della noradrenalina
da parte dell'enzima Catecol O-metiltrasferasi può
essere inibita da alcune catechine (o polifenoli),
e la ECGC è la più efficace. Perciò
l'integrazione con ECGC può servire ad amplificare
e prolungare l'effetto della caffeina sul rilascio
di noradrenalina. Questo incrementa il livello di
cAMP (adenosina monofosfato ciclico) che migliora
il metabolismo energetico e amplifica la termogenesi.
La ECGC è perciò il nutriente ideale
da abbinare a caffeina e teobromina, per potenziarne
e prolungarne gli effetti energetici e termogenici.

Garcina
cambogia:
presente
nella formula di Kalospeed 1 Apporta
acido idrossicitrico (HCA). L'acido idrossicitrico
attiva l'ossidazione a scopo energetico degli acidi
grassi nel fegato, favorendo una più efficace
sintesi di glucosio per la costituzione delle riserve
di glicogeno. Ciò conduce ad una parallela
diminuzione del senso di fame. L' HCA, inibendo la
sintesi degli acidi grassi, riduce l'assemblamento
dei trigliceridi ed il loro conseguente deposito nei
tessuti adiposi. In sintesi, gli effetti principali
dell'HCA sono l' inibizione della trasformazione dell'eccesso
di carboidrati (zuccheri e amidi) ingeriti in grasso
e l’ incremento della disponibilità di
glicogeno nel fegato, con conseguente aumento della
disponibilità energetica e della sensazione
di 'sazietà'.

Il Guaranà di
Kalospeed 1 favorisce la fuoriuscita
dei grassi stoccati negli adipociti (responsabili
della cellulite). Questo potere è dovuto dalla
presenza di Xantine (Caffeina) che aumenta la disponibilità
di adrenalina che a sua volta stimola la combustione
dei grassi di riserva (attiva la lipolisi) favorendone
l'eliminazione.Il Guarana è di grande interesse
nelle cure dimagranti. Nei semi è
contenuta la guaranina, un principio attivo identico
alla caffeina, in forma legata ad altre sostanze,
come tannini e cellulosa. Dopo l'ingestione, il rilascio
modulato della guaranina consente all'organismo di
assorbirla in maniera ottimale ed in modo costante
nel tempo, mantenendo le proprietà stimolanti
della caffeina senza gli effetti spiacevoli, quali:
tremori, ipereccitabilità e palpitazioni.
Il
Guaranà tonifica l'organismo aumentando il
rendimento fisico ed esercitando un effetto anti-fatica.
Inoltre, per
il suo effetto stimolante sul sistema nervoso,
è particolarmente indicato nelle attività
sportive che richiedono attenzione, come
per esempio il tennis.
Il Guaranà, il cui nome botanico è Paulinia
Cupana, è una pianta rampicante originaria
dell'Amazzonia. In fitoterapia, di questa pianta si
utilizzano i semi dopo averli sottoposti ad un particolare
processo di essiccazione.
I componenti principali del guaranà:
-
Caffeina (denominata Guaranina), circa
il 5%
-
-
-
-
In virtù dell'alta concentrazione di caffeina, questo rimedio viene utilizzato da secoli, soprattutto come stimolante del sistema nervoso centrale e tonico generale in grado di aumentare il rendimento fisico e la resistenza dell'organismo. Il Guaranà viene impiegato anche per le sue proprietà astringenti, analgesiche e diuretiche, oltre che per controllare l'appetito.
torna
a inizio pagina
vai
a Kalospeed 2
vai a Kalospeed 1
KaloSpeed
2
(
Introduzione all'uso)
Grazie ai
suoi componenti naturali Kalospeed 2 può
controllare la risposta glicemica del nostro organismo.
Alcune piante possiedono una particolare
capacità ipoglicemizzante, altre favoriscono
la produzione di insulina; certune inibiscono reversibilmente
il recettore per il glucosio a livello enterico;altre
procurano una desaccarificazione del glucosio per
la presenza di alte concentrazioni di tannini; altre
ancora inibiscono l'aldoso- reduttasi, composto proteico
che favorisce la modificazione del glucosio a sorbitolo,
maggior responsabile delle complicanze oculari e neurologiche
del diabete.
In Kalospeed 2 i ricercatori di Naturdieta
hanno usato il Poterium Spinosum.
Profilo Botanico - Fitochimico
e Farmacologico del Pterium Spinosum

Divisione: Spermatophyta
Sottodivisione: Angiospermae
Classe: Magnoliopsida (Dicotyledones)
Sottoclasse: Rosidae (Choripetalae)
Gruppo di Ordini:
Dialypetalae
Ordine: Rosales
Famiglia: Rosaceae
Sottofamiglia: Rosoideae
Genere: Poterium
Specie: Poterium spinosum (L.)
Sinonimi: Sarcopoterium
spinosum (L.) Spach
Nomevolgare: Spinaporci
(Toscana)
Francese: Pimprenelle èpineuse
Il decotto della radice di Poterium
è molto conosciuto tra i beduini come antidiabetico
ed è per questo motivo che le popolazioni beduine
della Siria sono difficilmente affette da diabete
mellito nonostante abbiano una dieta molto ricca di
carboidrati. Il motivo di questa refrattarietà
a contrarre il diabete è dovuto alla tradizione
di bere un decotto di radici di un arbusto che cresce
nel deserto. I beduini cuociono la radice al mattino
e continuano a farla cuocere a fuoco lento nell'arco
della giornata in modo che sia pronta per essere bevuta
alla sera prima di sera. Gli arabi chiamano questa
pianta Schic o Netesh;
i turchi Abdest bozan otu; mentre in ebraico
la pianta si chiama Sira kotzanith. In Sapgna,
ad Alicante è tradizione uare le parti aeree
di Poterium ancistroides Desf. Come cura
popolare contro il diabete. Le prime indicazioni
dell'attività antidiabetica del Poterium
Spinosum compaiono in una pubblicazione sul
periodico “ Selecta” N° 1, 1962 (Selecta-Verlag,
Planegg bei munchen) dove viene riportato che un gruppo
di ricercatori che cercavano piante medicinali nel
deserto a nord-est della Siria, aveva individuato
una pianta ricca di principi attivi che poteva essere
utilizzata nella cura del diabete mellito.Il gruppo
formato da chimici e farmacologi sotto la direzione
del dottor Aiman Kuzbari, aveva constatato che presso
le popolazioni beduine, coloro i quali era stato diagnosticato
con certezza il diabete, assumevano un decotto a base
di radici di un arbusto che cresceva nelle località
desertiche. L'assunzione del prodotto, che si protraeva
per diversi mesi, eliminava tutti i sintomi della
malattia, anche se i malati non osservavano uno stretto
regime dietetico, essendo la loro alimentazione particolarmente
provvista di carboidrati. I controlli clinici compiuti
dopo il trattamento durati un anno, non mostrarono
nessun riacutizzarsi della malattia. Il chimico tedesco
del gruppo, che era giunto ad accertare alcuni principi
attivi della pianta, morì in seguito ad un
incidente nei pressi della frontiera turco-siriana
e dato che aveva scritto la maggior parte della sua
documentazione in codice cifrato, questi furono conseguentemente
inutilizzabili. Il dottor Kuzbari riteneva che l'effetto
ipoglicemizzante del Poterium Spinosum
fosse probabilmente dovuto ad una o più
sostanze capaci di stimolare le isole pancreatiche
del Langerhans a riprendere la loro normale funzione,
contrariamente alla somministrazione di insulina che
essendo un trattamento sostitutivo non può
guarire la malattia. I particolari relativi
alla ricerca di questa missione furono presentati
alla Seconda Assemblea Farmacologia Internazionale
tenutasi a Praga e riepilogati un anno dopo. E' stato
dimostrato che solamente la corteccia della radice
principale contiene i principi attivi responsabili
dell'azione ipoglicemizzante ed è priva
di effetti collaterali. In Italia la tintura di radici
di Poterium Spinosum venne usata
per la prima volta con successo dalla Scuola di medicina
Integrata del Dottor luigi Oreste Speciani. Dato che
la tintura veniva preparata con piante provenienti
dal Libano, con l'avvento dei conflitti non fu più
possibile la sua importazione ed il suo utilizzo.

Composizione e principi
attivi del Poterium Spinosum
Nel Poterium Spinosum sono stati
isolati tannini catechici ed ellagici,
eptaidrossiflavani polimerizzati,
una sostanza insulinosimile e glucosidi
triterpenici quali tormentoside
e tormentillina.
Dalla scorza della radice è stato isolato l'Acido
tormentino ed i suoi derivati (glucosidi
esteri) quali il 23-acidossitormentico-28-0-beta-D-glucopiramoside
; il 23-acido idrossitormentico e
l'Acido tormentino-28-0-beta-D-glucopiranoside
= rosamultina. Negli estratti della corteccia
essiccata sono stati isolati glucosidi estere
dell'acido 23-idrossitormentico
ed estere di acido tormentino
glucoside. La radice contiene anche tracce
di Cromo. Nelle radici e nella corteccia
dei rami i tannini raggiungono una concentrazione
pari al 6%.
Il triterpene acido tormentino
è stato isolato anche nelle parti
aeree della specie Poterium
ancistroides Desf , uguale pianta medicinale
usata in Spagna per abbassare i tassi glicemici e
pure nella Potentilla tormentilla Neck. Esperimenti
su animali hanno dimostrato l'attività ipoglicemizzante
di questa sostanza, stabilendone contemporaneamente
l'attività ipoglicemizzante in confronto a
quella del glibenclamide (effetti del tutto simili).
Un altro componente di Kalospeed
2 è il Tarassaco
Il tarassaco o dente di leone è
una pianta amara molto diffusa in tutta Europa; viene
usata dai gastronomi per l'ottima insalata che si
ottiene con le sue foglie.
Dal punto di vista farmacologico, le sue proprietà
sono da attribuirsi essenzialmente ad una sostanza
amara: la tarassicina ed all'inulina. Nella pianta
si possono isolare: colina, acido p-ossifenilacetico,
acido 3-4 diossicinamico, acidi grassi liberi ed esterificati,
aminoacidi levulina, ecc.
L'impiego officinale del tarassaco sfrutta le
sue proprietà amaro-toniche, diuretiche ed
ipocolesterolizzanti.
L'azione colagoga (la capacità di aumentare
la secrezione di bile) e l'effetto sulle membrane
cellulari degli epatociti, rendono il prodotto particolarmente
adatto per la terapia dei dismetabolismi epatici.
La somministrazione del tarassaco tende a normalizzare
anche l'alterazione delle transaminasi seriche. È
una pianta coleretica, diuretica, blandamente lassativa,
essenzialmente impiegata nella cura del fegato pigro,
nella stitichezza nella insufficienza epatica e biliare,
nella intossicazione alimentare, nell'ipercolesterolemia.
E una pianta con importante attività depurativa
e di drenaggio; stimola l'eliminazione delle tossine
nell'organismo attraverso gli emuntori naturali come
il fegato, i reni, l'intestino e la pelle; regola
la secrezione sebacea ed aumenta il transito
intestinale. Si usa con successo nel trattamento
dell' obesità, ipoacidità, turbe digestive
e flatulenza, inappetenza, reumatismi, gotta. Previene
la colecistopatia ed aumenta la secrezione biliare.
I principi amari della pianta attivano la contrazione
della cistifellea. Il tarassaco possiede proprietà
preventive anche se non dissolve i calcoli
già presenti. È indicato per chi soffre
di artrosi, nelle diete dimagranti e nella ipertrofia
prostatica (insieme all'uva ursìna).
PRINCIPI ATTIVI DEL TARASSACO
Alcoli triterpenici betamirina, tarasserolo, tarassasterolo,
beta-tarassasterolo, steroli-beta-sitosterina, stigmasterina,
cluitianolo, vitamine A, C, D, tiamina, acido nicotinico,
inulina, acido palmitico, oleico, linoleico, levulosio,
acido caffeico, flavonoidi, principi amari, tarassicina,
triterpeni, pentaciclici, steroli, stigmasterolo,
caroteni, xantofille, aspigenina, 7-glucoside, zucchero,
fruttosio.
Le foglie di tarassaco costituiscono una popolare
insalata primaverile. Hanno un gradevolissimo sapore
amaro aromatico e si mangiano sia da sole che insieme
con crescione e altre erbe primaverili da tempi immemorabili.
Fino a tempi recentissimi non si sapeva su che cosa
si basasse il loro effetto e perciò si consideravano
ormai obsolete. In seguito , con l'introduzione della
ricerca sulle vitamine, si sono trovate in queste
piante primaverili abbondanti vitamine, in particolare
vitamina C
e
si è quindi ritenuta più fondata la
loro azione terapeutica. Ultimamente si è
scoperto che queste vitamine forniscono solo una parte
degli effetti positivi. Proprio il tarassaco è
un esempio tipico di come una pianta officinale non
possa essere caratterizzata solo da un principio attivo
ma solo la somma di un grande numero di principi diversi
determina la vera e propria azione specifica. Così
nel tarassaco si sono trovate, accanto alle già
note sostanze amare e vitaminiche, anche delle sostanze
ad azione enzimatica che stimolano l'attività
delle grandi ghiandole, soprattutto fegato e reni.
La loro azione va ancora oltre; sono considerate
capaci di stimolare il metabolismo cellulare
complessivo.
Questa azione è osservabile con particolare
intensità nelle grandi ghiandole corporee;
tuttavia questo effetto è presente anche in
altri distretti dell'organismo. Attualmente possiamo
attribuire al tarassaco anche un tropismo connettivale
e su questo si fonda l'azione del tarassaco
nelle artrosi.. Il Tarassaco favorisce la secrezione
renale agendo anche come diuretico, incrementando
anche la secrezione epatica esplicando la sua
funzionalità di colagogo. Viene così
confermata l'esperienza del passato, che considerava
il tarassaco un buon rimedio per i disturbi biliari.
Ma c'è anche un altro campo di impiego specifico
che alla luce degli studi odierni si presenta come
sufficientemente fondato; Il Tarassaco non è
in grado di influire sul calcolo già formato,
bensì sulla predisposizione alla formazione
di calcoli, quindi sulla diatesi. Di ciò è
probabilmente responsabile in primo luogo la succitata
azione sul metabolismo e sulla cellula. La difficoltà
di riuscire a obiettivare l'azione di un simile trattamento
è nella natura di queste patologie, ma rimane
il fatto che i malati, dopo una cura di tarassaco,
si sentono più leggeri; i disturbi alla regione
superiore destra dell'addome spariscono e la tendenza
alle ricadute scompare o almeno diviene chiaramente
più rara. Sembra dunque possibile arrivare
in questo modo, meglio e più rapidamente, a
una fase di latenza della patologia. Poiché
finora si è riconosciuto nell'acido chenodesossicolico
un medicamento attivo solo nella disgregazione dei
calcoli di colesterolo, ma non di calcoli di altra
natura, si dovrebbe fare uso delle potenzialità
del tarassaco in questo campo. E ciò tanto
più in quanto il tarassaco è del tutto
atossico, anche se somministrato a lungo ed inoltre
presenta un'azione positiva sui sintomi soggettivi
e tonificante generale.
i fitoterapeuti prediligono le radici del
Tarassaco le quali, in autunno, contengono una maggiore
concentrazione di: inulina

fitosteroli, vitamine del gruppo B e un alcool triterpenico
del gruppo della beta-amirina, il taraxasterolo (che
pare sia il responsabile degli effetti benefici sul
fegato).La medicina moderna ha approfondito gli studi
sul tarassaco dopo gli esperimenti di Rutherford e
Vignal (1875) i quali, attraverso prove sui cani,
osservarono che l’estratto di tarassaco agiva
provocando la contrazione della cistifellea. Successivamente
Chabrol e collaboratori (1931) confermarono una sua
azione colagoga e coleretica (facilita la produzione
di bile ed il suo passaggio dalla cistifellea al duodeno,
favorendo una buona funzione epatica ed una migliore
digestione). Recenti studi hanno inoltre dimostrato
che il Tarassacopossiede una blanda azione cardiocinetica
e ciò sarebbe avvalorato da esperimenti effettuati
su cuore isolato di rana. Altre prove eseguite su
conigli hanno fatto ipotizzare anche una sua azione
antidiabetica.
Il Mirtillo nella formulazione di Kalospeed2

Proprietà del Mirtillo
I frutti del mirtillo contengono molti acidi organici
(malico, citrico ecc.) tonificanti dell'apparato digerente,
zuccheri, tannini, pectina, mirtillina (glucoside
colorante), antocianine, le vitamine A e C ed in quantità
minore la vitamina B. Oltre alle loro proprietà
alimentari e rinfrescanti, i mirtilli sono astringenti,
antidiarroici, antisettici e vermifughi e sono consigliati
nei seguenti casi:
1-Alterazioni circolatorie del sistema venoso, come
pesantezza delle gambe, varici, flebiti, ulcere varicose
ed emorroidi. Le antocianine del mirtillo agiscono
proteggendo e rinforzando la parete dei vasi capillari
e venosi: impediscono così la fuoriuscita di
proteine e di liquido nei tessuti e favoriscono la
riduzione di edema e di congestione; inoltre i mirtilli
agiscono sul cuore aumentando la resistenza del muscolo
cardiaco (miocardio).
Le antocianine del mirtillo agiscono sui capillari
della retina migliorando l'irrorazione delle cellule
sensibili alla luce e sono molto utili per migliorare
l'adattamento all'oscurità. L'uso del mirtillo
è particolarmente indicato nei casi di retinopatia
diabetica, di miopia e nei casi di degenerazione della
retina dovuti a ipertensione, ad arteriosclerosi o
ad altre cause come, per esempio, la retinite pigmentaria.
Il mirtillo decongestiona e normalizza il funzionamento
dell'intestino, soprattutto del colon.
Si è verificato sperimentalmente che sia le
bacche sia le foglie del mirtillo rallentano lo sviluppo
eccessivo dei colibacilli, responsabili delle flora
intestinale e di altre infezioni urinarie.
Il mirtillo esercita un'azione antisettica sugli organismi
urinari come la vescica e l'uretra. Alle donne che
soffrono di cistite recidiva si consiglia l'assunzione
continuativa di mirtilli per un tempo che va da uno
a tre mesi al fine di prevenire la ricaduta.
Le foglie del mirtillo meritano una menzione speciale;
contengono tannino, glucosidi flavonoidi e glucochina,
sostanza che abbassa il contenuto di glucosio (zuccheri)
nel sangue. Esse possiedono gli effetti astringenti
e antidiarroici dei frutti ma sono anche ipoglicemizzanti;
vengono quindi consigliate ai diabetici in quanto
consentono di ridurre le dosi di farmaci per via orale
o quelle di insulina.
I pigmenti antocianici del mirtillo (antocianosidi)
svolgono le seguenti attività farmacologiche:
rigenerazione della porpora visiva; protezione della
tunica vasale arteriosa e venosa; aumento della resistenza
capillare; protezione della permeabilità capillare;
antinfiammatoria; antiulcera; antiaggregante piastrinica;
antiaterosclerotica.
L'azione
vasoprotettiva ritenuta vitamino P-simile, si esplica
specialmente a livello della microcircolazione ed
è, per diversi aspetti, confrontabile con quella
dei bioflavonoidi (che costituiscono
appunto il compleso vitaminico P).
L'insieme delle azioni sopraelencate è difficilmente
imputabile ad un unico meccanismo d'azione: senz'altro
il mirtillo è capace di influenzare le strutture
e le funzioni delle membrane cellulari mediante interazione
con enzimi, con le pompe ioniche; di stimolare le
sintesi dei mucopolisaccaridi; di controllare la sintesi
endoteliale di sostanze prostaciclinosimili.
Recentemente sono stati indagati altri specifici meccanismi
d'azione, spesso in comune con altri derivati polifenolici
quali i tannini, dei quali è ricco il mirtillo
e tra questi vanno sottolineati lo ione superossido,
ritenuto responsabile di diversi processi patologici
(in particolare danni da ischemia, diabete e cataratta).
Tale attività viene espletata dai derivati
flavonici antocianici e tannici.
L'attività inibitrice dell'aldoso reduttasi,
che catalizza principalmente la riduzione da glucosio
a sorbitolo causando nei soggetti iperglicemici un
accumulo di sorbitolo nel cristallino, nei nervi,
nella retina e nei reni e che è responsabile
di una serie di complicazioni in tali distretti.
Gli antocianosidi del mirtillo hanno
dimostrato una notevole capacità di inibire
tale enzima e la notevole sicurezza d'uso ne permette
l'impiego a tempo indeterminato.
Antocianosidi da mirtillo

Il mirtillo, oggi utilizzato nella
moderna fitoterapia come estratto secco, é
utile come antiossidante aiutando a prevenire patologie
dovute all'invecchiamento.
Il frutto del mirtillo contiene dei pigmenti coloranti
blu di tipo antociano, noti come mirtillina. Il potere
dei coloranti antocianosidi é assodato; essi
penetrano le cellule fino ai batteri riducendone o
danneggiandone la vitalità.
Per la presenza dei pigmenti anticianosidi , il mirtillo
é utile per la protezione dei vasi sanguigni.
Questi indurrebbero una riduzione dell'aggregazione
piastrinica da ADP, PAF e acido arachidonico.
Secondo uno studio effettato in Sud Africa al dipartimento
di Medicina dell'Università di Città
del Capo, gli estratti mirtillo sembrerebbero prevenire
i calcoli. In questo studio randomizzato in doppio
cieco, sono stati conivolti uomini con nessun precedente
di calcoli renali.
Nelle settimane del trattamento l'alimentazione degli
intervenuti è stata tenuta sotto controllo
per valutare gli "apporti di cibo e liquidi".
Le urine raccolte agli intervenuti sono state poi
utilizzate per verificare il grado di "saturazione
urinaria relativa a ossalato di calcio".
Da quesi studi si é potuto stimare che l'estratto
di mirtillo é in grado di alterare l'escrezione
dell’ossalato dicalcio e di aumentare l'escrezione
di citrato. Inoltre è stata registrata
una diminuzione della saturazione di ossalato di calcio.
Mediante questi risultati i ricercatori hanno suggerito
che l'utilizzo di estratti di mirtillo può
essere una valida alternativa naturale per il trattamento
dell'urolitiasi da ossalato di calcio.
L'assunzione quotidiana di mirtillo aiuterebbe ad
aumentare il livello di colesterolo buono nel sangue.
E'
quanto é risultato da una ricerca effettuata
dai ricercatori dell' Università di Laval,
in canada. La ricerca é stata effettuata su
30 uomini con elevato tasso di colesterolo cattivo.
Un' altro studio sembrerebbe dimostrare la stessa
proprietà di controllo del colesterolo. Lo
studio effettuato al Department of Agricolture, diretto
da Agnes Rimando, dimostrerebbe che gli antiossidanti
contenuti nel mirtillo sarebbero in grado di ridurre
i livelli di colesterolo cattivo senza effetti collaterali.
Il mirtillo potrebbe aiutare a ridurre il
colesterolo e senza effetti collaterali.
E' quanto dimostrato su cellule di
topo da Agnes Rimando, del dipartimento dell'Agricoltura
statunitense, in collaborazione con esperti della
Scuola di Farmacologia dell'Università del
Mississippi.
Il segreto di questo frutto di bosco sarebbe in un
antiossidante, il pterostilbene
che attiva una molecola brucia grassi,
ha spiegato lì'sperta nel congresso della Società
americana di Chimica. La Rimando l'ha trovata nei
mirtilli per la prima volta in questo studio, avvalorando
con prove scientifiche le conoscenze aneddotiche circa
gli effetti benefici dei mirtilli.
Il pterostilbene è una molecola scoperta per
la prima volta nell'uva e, in precedenti studi, indicata
dallo stesso gruppo della Rimando come un possibile
anticancerogeno. Dal punto di vista chimico, somiglia
ad un altro prodotto nutri-farmaceutico, come sono
stati battezzati i composti con azione curativa derivanti
da cibi.
Il pterostilbene ha un'azione simile a quella del
ciprofibrato, un principio attivo di sintesi presente
nei farmaci anti-colesterolo che abbassa la concentrazione
di LDL, il colesterolo cattivo. Ma il ciprofibrato
non è efficace su tutti i pazienti e, poichè
ha un meccanismo d'azione poco mirato, produce effetti
collaterali quali nausea e dolore muscolare.
Dopo averne scoperto la presenza nel mirtillo, i ricercatori
hanno testato il pterostilbene su cellule di fegato
di topolini, insieme ad altri tre composti presenti
nel frutto. Tra tutti, il pterostilbene è quello
più efficace nel diminuire i tassi di LDL.
Inoltre, poichè lo fa in maniera mirata, bersagliando
e attivando il recettore cellulare per la proteina
brucia-grassi PPAR-alpha, è meno tossico del
ciprofibrato.

Nella formulazione di Kalospeed2
sono presenti le Foglie di Noce
(vedi immagine)

perché favoriscono il
riequilibrio delle funzioni pancreatiche esocrine
ed endocrine ed aumentano le difese immunitarie.
Nel diabete sono indispensabili per la loro azione
di sostegno al pancreas nella sua globalità
per la prevenzione delle infezioni cutanee.Hanno una
azione sulle lievi iperglicemie in pazienti
affetti da dermatosi.
Antimicotico in uso esterno. L'estratto di foglie
era anche impiegato nel trattamento del diabete.
Molto apprezzato in passato in medicina nel
trattamento degli eczemi cronici, dell'artrite urica,
e addirittura ritenuto efficace nel trattamento della
tubercolosi.
Amaricanti, depurative, ipogligemizzanti. Ricche di
vitamineA,PP (vedi immagine)

e gruppo B, oli e tannino soprattutto.
Si usano inoltre nel trattamento delle gastroenteriti
catarrali e delle artriti uriche. Studi recenti hanno
dimostrato che le foglie sono ipoglicemizzanti.
Principi attivi : tannini, juglone, olio essenziale.
Le foglie di Noce hanno propietà amarotoniche;
regolarizzanti della pressione sanguigna e hanno propietà
sedative.
La VITAMINA PP
Partecipa come coenzima alla catena respiratoria,
e agisce inoltre da cofattore nell'ossidazione degli
acidi grassi ed in un gran numero di reazioni di ossidoriduzione
con la funzione di cedere o acquistare ioni idrogeno.
Con il termine vitamina PP (Niacina) vengono indicati
l'acido nicotinico e la nicotinamide. La niacina,
introdotta nella dieta sotto forma di coenzimi NAD
e NADP (sigla di Nicotinamide-Adenine-Dinucleotide
Phosphate) coenzima piridinico che si forma dal NAD
per addizione di una molecola di acido fosforico a
opera dell’ATP. Interviene
con meccanismo analogo a quello del NAD in numerosi
processi ossidoriduttivi cellulari che riguardano
il metabolismo dei carboidrati, la
fotosintesi, la sintesi del DNA e
la formazione degli acidi grassi,
del colesterolo e degli steroidi.)
partecipa a numerose reazioni di ossidoriduzione,
nella sintesi di acidi grassi e di aminoacidi
La vitamina PP è presente negli alimenti
di origine animale (muscolo, pesce, fegato), nei legumi,
nella frutta e nel lievito.
La sintesi endogena di Vitamina PP (niacina), a partire
dal triptofano, un aminoacido essenziale assimilabile
con la dieta , è sufficiente al fabbisogno
normale. In un adulto che segue una dieta da 2000
Kcal il livello di niacina assunta è di 13
mg, che salgono a 20 mg con una dieta da 3000 Kcal.
Le foglie del noce sono ricche di composti fenolici
come naftochinoni e tannini. I naftochinoni rappresentati
essenzialmente da juglone sembrano responsabili della
stimolazione dell’attività pancreatica
coinvolta nella produzione di insulina.
Un altro componente di Kalospeed2
è il Ginepro (vedi immagine)
II ginepro, Juniperus communis,
appartiene alla famiglia delle Cupressaceae.
Molto ramificato fin dalla base, può raggiungere
anche l'altezza di due metri. Le foglie, raccolte
in gruppetti di tre, sono lunghe un centimetro circa,
appuntite e pungenti. Fiorisce in marzo e i suoi frutti
usati nella fitoterapia
si raccolgono in autunno (impiegano due anni a maturare).
Le bacche,
grosse
quanto un pisello, di colore nero-azzurro, hanno un
sapore acidulo; contengono gineprina (un olio volatile
che depone la canfora di ginepro), zucchero, resina,
acetato di potassio e di calcio. Poiché facilitano
l'eliminazione dell'acido urico, hanno dato ottimi
risultati nella cura della calcolosi urinaria, dei
reumatismi, della gotta, della albuminuria e di molte
altre diffuse patologie. L’acido urico è
una sostanza presente nel nostro sangue ; quando aumenta
troppo si deposita su articolazioni e reni provocando
la cosiddetta malattia gottosa.
Conosciuta in passato come la malattia dei ricchi
o dei grandi mangiatori, la gotta era pressoché
scomparsa nel periodo della prima e seconda guerra
mondiale. Oggi, invece, in un'epoca di sedentarietà
ed eccesso di peso, l'aumento dell'acido urico è
di nuovo argomento di attualità e non a caso
infatti, molte fra le malattie metaboliche più
diffuse, come l'obesità e il diabete, si accompagnano
spesso anche ad un incremento dell'acido urico.
nel nostro sangue l'acido urico (vedi immagine)
può aumentare per i seguenti
motivi:
Cause esogene - Sono dovute ad un'eccessiva introduzione
mediante l'alimentazione di purine (che sono i precursori
dell'acido urico), dovuta ad un eccesso di cibi a
base di carne.
Cause endogene - Sono dovute ad un'eccessiva produzione
di acido urico partendo da una via metabolica nuova
che viene attivata non da un eccesso di proteine della
carne, bensì da un eccesso di alimenti dolci
di cui il saccarosio e soprattutto il fruttosio sono
i più importanti
.
Il Ginepro (vedi immagine)
era gia' noto agli Egizi che
lo usavano come diuretico e sudorifero. Per queste
proprieta' e per altre che gli venivano attribuite,
il Ginepro era molto apprezzato come pianta medicinale
dai piu' famosi medici dell'antichita' classica, medievale
e rinascimentale. In fitoterapia si usano le bacche
che si raccolgono in autunno e tra l'altro quelle
raccolte nell'Italia del Nord sono considerate di
qualita' superiore per la qualita' dell'olio essenziale
e della juniperina , sostanza alla quale e' dovuta
la piu' importante proprieta' del Ginepro di aumentare
la diuresi. Le bacche di Ginepro sono inoltre un valido
stimolante della digestione
un antifermentativo intestinale, un espettorante e
calmante della tosse.
Obesità: minaccia
per la salute globale.
Gli specialisti di tutto il mondo
affermano che l'obesità sia una minaccia per
la salute.
Nell' 80% circa degli adulti obesi si riscontra diabete,
alti tassi di colesterolo, pressione alta, malattie
che interessano le coronarie ed osteoartrite.
Purtroppo la cifra delle persone in soprappeso ha
superato il miliardo in tutto il mondo e questo numero
tende ad espandersi velocemente.
propensione ad aumentare
di peso? perchè?
La causa principale dell'aumento
ponderale è l'assimilazione di un quantitativo
di calorie in eccesso rispetto al fabbisogno.
La grande maggioranza delle persone è dinamica
da giovane ma con il passare degli anni le attività
diminuiscono. Le comodità, i lavori sedentari
ed il mancato interesse per le attività fisiche
contribuiscono concorrono alla presentazione di questo
quadro.
Di norma,il metabolismo rallenta con il progredire
dell'età e solitamente anche l'attività
fisica si riduce.
Un altro artefice che favorisce l'aumento di peso
è l' accessibilità al cibo. La grande
distribuzione mette in mostra una miriade di
alimenti ma la carenza di tempo a disposizione spinge
le persone a scegliere cibi preconfezionati, ricchi
di grassi, sodio e zuccheri che sono sovente dannosi
per una buona nutrizione e per la salute.A tutto ciò
si deve associare anche l'attrattiva delle grandi
porzioni offerte dai fast food ed i tempi limitati
che sovente fanno indirizzare la preferenza sui cibi
da asporto o sulla pizza ed ecco servita la ricetta
per la catastrofe.
Gravi pericoli
per il benessere
L’eccesso di peso favorisce
diversi rischi per la salute del fisico e della psiche.
A prescindere che si “metta su” qualche
chilo con il trascorrere degli anni o che si sia combattuto
con i chili in eccesso per tutta la vita, l’aumento
ponderale è associato a molteplici pericoli
per la salute sotto forma di scompensi pressori, malattie
cardiovascolari, tumori, colpi apoplettici, artrite,
diabete e morti premature.
Stress Mentale

Oltre a implicare pericoli
per la salute, il peso influisce notevolmente sulla
visione che si percepisce di se stessi , facendo si
che le persone in soprappeso risentano frequentemente
di limitata autostima nei confronti delle persone
il cui peso rientri nella norma. E’ difficoltoso
star bene con se stessi se il nostro aspetto non ci
soddisfa ed è gravoso fare le attività
che si devono fare se non si possiede il vigore necessario.
COMPRENDERE IL
PROPRIO FISICO
Il peso riesce ad introdursi
con il passare del tempo perché si assumono
più calorie di quante se ne brucino. Effettivamente
la maggior parte delle persone conduce una vita piuttosto
pacifica che fa prendere al nostro corpo 5 kg o più
ogni dieci anni. Oltre a ciò, in molti casi,
il corpo è stato preparato per anni a mangiare
in un determinato modo ed ha sviluppato abitudini
che favoriscono l'aumento ponderale senza preavvisi.
Scegliendo certi alimenti che potrebbero essere considerati
anche relativamente sani ma che sono ricchi di zuccheri
ed amidi (carboidrati), il corpo si predispone automaticamente
all'effetto "montagne russe" di una risposta
glicemica incontrollata, con la glicemia che continua
ad alzarsi e ad abbassarsi nel corso della giornata.
IL GLUCOSIO E'
UN'ARMA A DOPPIO TAGLIO ?
Il fulcro di un buon risultato
per perdere peso risiede nella comprensione di come
il nostro corpo generi, si serva e controlli
il glucosio. L'organismo identifica il glucosio nel
sangue sia come insostituibile alleato per la produzione
di energia, sia come antagonista potenzialmente nocivo.
La ragione sta nel fatto che il glucosio è
l'unità energetica basilare dei carboidrati
che transita nel sangue e perviene alle nostre cellule.
Il glucosio possiede anche la capacità di recare
danno al sistema circolatorio se i tassi rimangono
troppo elevati per troppo tempo; conseguentemente,
quando i valori superano determinate soglie prestabilite,
il corpo deve necessariamente diminuirli e per realizzare
questa operazione genera l'insulina che entrando in
circolo elimina l'eccesso di glucosio.

La risposta glicemica
ed il benessere generale
Oggi possediamo migliori conoscenze
sulle reazioni del corpo ai carboidrati. Importanti
scienziati nutrizionisti ritengono che tenedo sotto
controllo la risposta glicemica del nostro organismo,
possiamo ottenere concreti vantaggi. Unalimentazione
che causi una moderata risposta glicemica ha come
esito un aumento limitato e meno immediato dei tassi
di glucosio nel sangue; questo agire permette una
produzione di insulina più contenuta.
La risposta glicemica
e la salute generale
Possedendo oggi migliori cognizioni
sulla reazione del fisico nei riguardi dei carboidrati
, diversi scienziati nutrizionalisti sono giunti
ad attestare che, mantenendo il più possibile
sotto controllo la risposta glicemica, sia fattibile
procurarsi concreti vantaggi. Una alimentazione che
provochi una minore risposta glicemica ha come conseguenza
un inferiore tasso di livelli di glucosio nel sangue.
Questo fatto implica, a sua volta, una minor produzione
di insulina.
Una minor produzione di insulina fa ridurre
anche il pericolo di andare incontro al diabete dato
che i meccanismi che fanno produrre l'insulina non
si sovraccaricano di lavoro. Oltre a tutto ciò,
questo aiuta il salutare bilanciamento di grassi nel
sangue e particolarmente per quello che concerne i
trigliceridi e l'HDL o " colesterolo buono".
Anche in questo modo risulta ridotto il rischio di
contrarre malattie cardiovascolari.
La risposta glicemica
e il calo ponderale

Uno dei fattori da sottolineare riguardo
ai cibi che inducono il nostro corpo ad una bassa
soluzione glicemica è quello inerente al fatto
che essi vengono modificati in glucosio ed entrano
in circolo meno velocemente rilasciando gli zuccheri
e conseguentemente energia in modo più regolare
e stabile. Dato che questi cibi stimolano una
minor quantità di insulina, i tassi di glucosio
nel sangue rimangono entro livelli di sicurezza, diminuendo
lentamente e in un periodo di tempo più lungo.
Ciò comporta un accresciuto periodo di
sazietà prima che il pungolo della fame si
ripresenti. Più a lungo si resta sazi, meno
nutrimento si assume nell'insieme. Per molti
questo andamento si svolge diverse volte nell'arco
di una giornata, ogni mese e tutti gli anni.
Il controllo della risposta
glicemica
.
Il controllo della risposta glicemica
dell'alimentazione fornisce una opportunità
di grande interesse quando si vuol perdere peso. Il
discorso si collega agli esiti aggiuntivi derivati
dalla risposta glicemica. Ogni volta che si riscontra
una importante risposta glicemica, i tassi di glucosio
nel sangue sovrastano la zona di risposta glicemica
controllata dai posti di verifica biochimica del corpo.
Quando il glucosio supera il limite massimo riscontrabile,
il corpo si oppone emettendo insulina. Questo comportamento
causa veri e propri picchi e ricadute glicemiche,
con il glucosio che giunge a livelli altissimi o bassissimi.
Per diverse persone questa dinamica si ripete molte
volte nell'arco di una giornata, mese dopo mese, anno
dopo anno. Oltre a richiedere una domanda quasi costante
di insulina, vengono segnalati importanti impulsi
secondari come, per esempio , l' invito per
il corpo di accumulare grassi. La produzione
di insulina causa il calo di glucosio nel sangue ma
non del tutto ed il corpo è obbligato ad
utilizzarlo. L'unica opportunità che il fisico
possiede è quella di cambiare il glucosio in
grasso e conservarlo. Un secondo segnale permette
la diminuzione dell'utilizzo dei grassi per la generazione
di energia. Quando i tassi di glucosio nel sangue
superano la soglia consentita e viene inviato il segnale
di immagazzinamento dei grassi, il corpo capisce che
no deve produrre una più rilevante quantità
di energia e dunque impedisce l'utilizzo dei grassi
a questo fine. Per meglio comprendere questa funzione,
dobbiamo pensare ad un magazzino dove i prodotti arrivino
più celermente di quanto non escano. Poiché
questo andamento non può essere fermato, il
magazzino può solo ingrandirsi. In altri termini,
il "magazzino corpo umano" può solo
ingrandirsi a cagione del grasso raccolto. Il
fisico viene quindi preordinato ad ingrassare non
possedendo altre alternative.
Controllo dei
carboidrati
Gli alimenti più gustosi e
stuzzicanti appartengono alla categoria dei carboidrati
e quindi spingono il nostro corpo alla produzione
di insulina. Finanche molti alimenti valutati come
assolutamente sani come le patate,
la pasta, il riso bianco e la maggior parte delle
qualità di pane, possono causare un'importante
processo glicemico. Di contro, i carboidrati che non
abbisognano di una risoluzione
insulinica favoriscono la stabilità del livello
degli zuccheri nel sangue non impegnandolo ad importanti
risposte glicemiche.
La corretta quantità
dei carboidrati
Il
cervello, il sistema nervoso
ed
i
muscoli
hanno
necessità di glucosio per l'energia. Il corpo
preleva la quantità più consistente
dai carboidrati con il cibo ma potrebbe anche produrlo
in proprio. La parte più ragguardevole delle
persone assimila più carboidrati del necessario
per ottenere un tasso normale di glucosio nel sangue.
In un adulto sano , la quantità di glucosio
nel sangue dovrebbe essere pari a 5 grammi.
torna
a inizio pagina
vai
a Kalospeed 1
vai a Kalospeed 2