VIRUS
INFLUENZALI
* Nella natura esistono tipi
e ceppi di virus influenzali:
ognuno di essi colpisce esclusivamente
particolari specie animali.
Quelli che infettano l'uomo sono
responsabili dell'influenza stagionale, mentre quelli che colpiscono i
volatili (uccelli selvatici e pollame d'allevamento) provocano l'influenza
aviaria.
Tutti i virus influenzali, umani
e animali, presentano una grande variabilità: uno stesso ceppo
subisce frequenti modificazioni del proprio patrimonio genetico, cosicchè
è come se si generassero nuovi tipi di virus. Ecco il motivo per
il quale ogni autunno ci si deve vaccinare utilizzando preparati che vengono
adeguati ai ceppi in circolazione, anche se le modifiche subite dai virus
influenzali negli ultimi decenni sono state limitate e una minima protezione
si è dunque mantenuta di anno in anno.
COME POSSIAMO DIFENDERCI
Influenza
umana
I virus influenzali che colpiscono
gli esseri umani si diffondono quasi sempre per via aerea e pertanto il
contagio può avvenire abbastanza facilmente da persona a persona
e questo anche quando la malattia è ancora in fase di incubazione.
Esistono alcune regole di comportamento
che possono limitare le possibilità di contagio
Evitare i luoghi troppo affollati
lavarsi spesso le mani
Vaccinarsi
Preparare il proprio fisico alla
stagione invernale assumando privi di controindicazioni e che innalzano le nostre difese
immunitarie aiutandoci a combattere i virus opponendo un fisico forte.
Influenza
aviaria
L'influenza aviaria è una
infezione dei volatili causata da virus influenzali del tipo A; essa può
interessare tanto uccelli selvatici quanto volatili domestici come polli,
tacchini, anatre, causando molto spesso una malattia in forma grave e
anche la morte dell'animale colpito. L'uomo può infettarsi con
virus dell'influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali
infetti, e/o con le loro deiezioni, mentre non c'è alcuna evidenza
di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo la
cottura Dal 1997 si sono verificati alcuni episodi documentati di influenza
da virus aviario nell'uomo.
Cos'é
l'influenza aviaria
L'influenza aviaria è un'infezione
dei volatili causata da virus influenzali del tipo A. Può interessare
sia gli uccelli uccelli selvatici sia quelli domestici (per esempio polli,
tacchini, anatre), causando molto spesso una malattia grave e perfino
la morte dell'animale colpito. I virus influenzali appartenenti al tipo
A possono infettare anche altri animali (maiali, cavalli, delfini e balene)
nonché l'uomo
La maggior parte dei virus influenzali aviari non provoca sintomi o provoca
sintomi attenuati negli uccelli selvatici, in particolare uccelli acquatici
migratori, che costituiscono pertanto il serbatoio naturale dell'infezione.
L'infezione viene mantenuta da alcuni uccelli acquatici che fungono da
serbatoi del virus, ospitandolo nell'intestino anche senza mostrare una
sintomatologia evidente ed eliminandolo con le feci.
Gli uccelli infetti, anche se non visibilmente malati, eliminano il virus
con la saliva, con le secrezioni respiratorie e con le feci; il contatto
di uccelli suscettibili con questi materiali, o con acqua contaminata
da questi, determina la trasmissione dell'infezione; la trasmissione fecale-orale
è la modalità di trasmissione più comune.
Il virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di animali infetti
per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a
22° e più di 30 giorni a 0°) e può restare vitale
indefinitamente in materiale congelato. Al contrario, è sensibile
all'azione del calore (almeno 70°) e viene completamente distrutto
durante le procedure di cottura degli alimenti.
Dove si
sviluppa l'influenza avaria
Il virus dell'influenza aviaria si è sviluppato inizialmente nei
Paesi del Sud-Est asiatico, a metà del 2003. Ma con il passare
del tempo, a partire dalla fine di luglio 2005, i rapporti ufficiali dell'Oie
(l'Organizzazione mondiale per la sanità animale) indicano che
il virus H5N1 ha esteso la sua diffusione geografica. Sia la Russia che
il Kazakhistan hanno segnalato casi di influenza aviaria nel pollame e
mortalità negli uccelli migratori infettati dal virus. Focolai
epidemici (in animali) sono stati attribuiti al contatto tra volatili
e uccelli selvatici attraverso la condivisione di fonti idriche. Si è
trattato dei primi focolai epidemici di virus influenzale aviario H5N1
ad alta patogenicità in questi due Paesi, entrambi considerati
in precedenza liberi dal virus. A ottobre 2005, la Fao segnala che il
virus continua a essere segnalato in molte parti del Vietnam e dell'Indonesia,
in alcune parti di Cambogia, Cina, Thailandia e forse anche del Laos.
Per quanto riguarda l'Europa, casi di animali infetti sono stati individuati
anche in Romania e Turchia nell'ottobre del 2005.
Pericoli
per l'uomo
L'uomo può infettarsi con il virus dell'influenza aviaria solo
in seguito a contatti diretti con animali infetti (malati o morti per
influenza aviaria) e/o con le loro deiezioni. Non c'è infatti ancora
alcuna evidenza di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole
o uova dopo la cottura e non ci sono ancora prove di un'efficiente trasmissione
del virus da persona a persona.
Dal 1997 all'ottobre 2005 si sono verificati alcuni episodi documentati
di influenza da virus aviario nell'uomo; in tutti i casi si è trattato
di trasmissione da volatili domestici.
Ma come si manifesta il virus nell'uomo? I primi sintomi compaiono dopo
un periodo di incubazione variabile (da 1 a 7 giorni): di solito sono
gli stessi dell'influenza tradizionale, vale a dire febbre, tosse, mal
di gola e dolori muscolari.
Ma possono arrivare anche a infezioni oculari, polmonite e sindrome da
distress respiratorio acuto. Nei casi finora documentati di infezione
aviaria da ceppi H5N1, la mortalità nell'uomo varia dal 30 al 70-80%.
Nell'epidemia di infezioni da virus aviario H7N7 osservata nei Paesi Bassi
nella primavera 2003, le manifestazioni sono state, per lo più,
a livello congiuntivale, con alcuni casi di manifestazioni di tipo influenzale
ed un decesso per sindrome da distress respiratorio.
La trasmissione da persona a persona di ceppi di influenza aviaria è
stata osservata soltanto in occasioni limitate, in quanto i virus aviari
non sono adattati all'uomo: un caso di trasmissione da persona a persona
è stato osservato ad Hong Kong nel 1997 (virus H5N1); nei Paesi
Bassi si è osservata trasmissione interumana limitatamente alle
forme oculari (Virus H7N7); recenti studi, effettuati sia in Thailandia
che in Vietnam, i due Paesi in cui si sono manifestati focolai di influenza
aviaria nel 2004, hanno messo l'accento sulla probabilità che alcuni
casi si siano generati attraverso contatti stretti e prolungati fra persone
dello stesso nucleo familiare. L'ipotesi è scaturita dall'analisi
di alcuni fattori: per esempio, la comparsa di più casi nella stessa
famiglia, un periodo di incubazione compatibile con trasmissione interumana,
la mancanza di contatto con animali malati per alcuni soggetti.
Prevenzione
dell'influenza aviaria
Provvedimenti
Con l'obiettivo di impedire che la malattia si introduca nel territorio
dell'Unione europea, la Commissione europea ha adottato alcune misure:
il divieto di importazione dalla Thailandia di carne di pollame e prodotti
derivati (la Thailandia era l'unico Paese, tra quelli interessati dall'epidemia,
autorizzato ad esportare carne di pollame verso la Comunità europea)
il divieto di importazione di uccelli ornamentali e da voliera da tutti
i Paesi interessati dall'epidemia. Da ricordare come nessuno dei Paesi
asiatici interessato dall'epidemia sia stato mai autorizzato ad esportare
pollame vivo di interesse zootecnico nell'Unione europea divieto assoluto
di esportazione di pollame e derivati per gli altri Paesi in cui è
stato individuato il virus dell'influenza aviaria H5N1 l'obbligo che sulle
carcasse di volatili da cortile venga apposta una specifica etichetta
che indichi l'allevamento di provenienza degli animali.
Per quanto riguarda le carni di volatili sezionate (per esempio, i petti
di pollo), oltre alla sigla o al nome del Paese di origine se straniere,
dovrà essere indicata anche la data o il lotto di sezionamento.
Quanto infine alle preparazioni e ai prodotti a base di carne, sull'etichettà
si dovrà leggere l'origine della materia prima.
NON sono al momento necessarie
misure specifiche contro l'influenza aviaria, poichè ad oggi trattasi
di un virus che NON è in grado di diffondersi da uomo a uomo.
Non dimentichiamoci mai di contattare
il proprio medico quando ci sentiamo particolarmente debilitati o accusiamo
stati febbrili, tosse, raffreddore ecct.
In definitiva prima dell'arrivo
della stagione fredda è bene porre in essere comportamenti tali
da limitare il contagio con il virus del momento responsabile poi dell'influenza
ma non va assoluatamente dimenticata la possibilità di prevenire
i malanni legati alla stagione invernale assumendo per tempo prodotti
naturali specificatamente studiati per aiutare a prevenire l'influenz
aed altri malanni di stagione.
Ricorda:
un fisico debilitato e con un
abbassamento delle difese immunitarie è sicuramente più
debole è più esposto ai rischi dei malanni invernali.
un fisico preparato a dovere,
utilizzando quello che la ci
offre, è sicuramente più pronto ad affrontare le insidie
che vengono dalla stagione invernale.
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