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ANDROPAUSA
La veridicità sull’andropausa è stata lungamente messa in disamina. Secondo certi sanitari l'andropausa non è un problema tangibile mentre per cert’altri sussiste una visione possibilista. Altri studiosi ammettono la possibilità in essere ma la ritengono un evento inusuale.
La parola “ Andropausa” è stato creata in un periodo abbastanza vicino per individuare l’ “età critica” maschile. Anche se non si deve prospettare per l'uomo una condizione simile a quella che si riscontra con la menopausa femminile, é oggettivamente riscontrabile nell'uomo una diminuzione della capacità produttiva di ormoni sessuali (testosterone) e ciò al compimento di età che variano dai 55 ai i 65 anni. Si è riscontrato che, diversamente dalla donna,l'uomo conserva la sua capacità riproduttiva, poiché resta attiva la produzione degli spermatozoi da parte delle ghiandole sessuali ,anche se limitatamente. P.A.D.A.M. è l’ abbreviazione derivata dall’inglese "Partial Androgen Deficiency in Aging Male" ovvero sindrome da parziale carenza di androgeni nella terza età.
LE CAUSE DELL' ANDROPAUSA
Negli uomini che abbiano raggiunto e superato i settanta anni, le ghiandole genitali sono più piccole se confrontate con quelle di uomini più giovani e si individuano anche chiare modificazioni delle possibilità riproduttive. La fecondità, con il trascorrere degli anni,seppur mantenuta diminuisce perché con l’aumento dell’età si va incontro ad una diminuzione graduale del volume dei tubuli seminiferi e delle cellule di Sertoli site nei testicoli, con conseguente aumento nella fase eiaculativa di forme statiche o mutate nell’ efficienza ed impossibilitate alla fecondazione. Nell’uomo, con il passare degli anni, si evidenziano anche modificazioni ormonali a volte importanti come, ad esempio , la diminuzione della quantità di testosterone disponibile. Il ritmo circadiano ( un ritmo circadiano è all'incirca un ciclo di 24 ore nei processi fisiologici degli esseri viventi) del testosterone, che è più consistente la mattina e più basso alla sera, tende a diminuire. Sempre nell’uomo in età senile, si può notare nel sangue un graduale aumento dell'estradiolo, che rappresenta l'ormone femmineo generato dal testicolo. Nel maschio di età avanzata, in aggiunta a queste modificazioni degli ormoni sessuali, si possono anche riscontrare alcune degenerazioni della capacità produttiva delle gonadotropine (FSH ed LH), che sono due ormoni molto importanti generati dall'ipofisi (ghiandola del cervello) e che stimolano e controllano il testicolo. Nell’uomo anziano tendono ad aumentare pur non raggiungendo stadi elevati come nella donna in menopausa. Patologie generali vascolari e metaboliche,spesso presenti nella terza età, sono in grado di accavallarsi dilatandone le conseguenze e nuocendo alla qualità della sfera sessuale. Sovente si riscontra anche una limitata efficienza tiroidea (ipotiroidismo sub-clinico) troppo spesso trascurata nelle terza età. Una ridotta disponibilità del testosterone totale è la conseguenza di questi cambiamenti, soprattutto della quota libera, che rappresenta quella frazione distinta dalle proteine di trasporto rappresentante proprio il principio attivo dell'ormone. L’ abbassamento della percentuale di testosterone non ricade esclusivamente sull’attività sessuale ma anche su ciascun organo bersaglio dell'ormone maschile e più precisamente
sul cervello dove causa diminuzione dell'aggressività, della soglia di attenzione; predispone all'insonnia, alla depressione,alla diminuzione o calo della libido con riduzione della frequenza delle erezioni mattutine.La carenza di testosterone può essere anche la causa di lesioni dei nervi che secondo alcuni studiosi potrebbero
aiutare l'insorgenza della morbo di Parkinson o di Alzheimer.
L’insufficienza testosteronica sui muscoli ha per conseguenza la diminuzione del loro
volume con successivo affaticamento fisico e spossatezza generalizzata.
Sulle ossa causa carenza di calcio (osteoporosi maschile)e possibilità di fratture; sul sangue determina diminuzione della ematopoiesi nel midollo osseo con conseguente minor generazione di globuli rossi e derivante anemia.
Il deficit da testosterone comporta diminuzione dei linfociti T e delle difese immunitarie
di fronte a infezioni ed alle neoplasie; mentre secondo gli ultimi studi l'impoverimento di testosterone nella terza età sarebbe capace di accrescere il pericolo di disturbi cardiaci sul sistema cardiovascolare di carattere ischemico (infarto). Anche la pelle perde di spessore diventando più delicata, poco consistente, più secca e rugosa, con riduzione della villosità. Sui caratteri relativi al sesso si ha come effetto la diminuzione delle dimensioni e della consistenza dei testicoli e perdita di elasticità dei tessuti del membro e diminuita efficienza vasale dei corpi cavernosi (denominata impotenza); ridotta capacità della prostata e delle vescicole di secernere, con conseguenti modificazioni dell'eiaculazione; estensione delle dimensioni delle petto (ginecomastia) e perdita del pelo pubico.
SINTOMI DELL' ANDROPAUSA
I segnali della nuova condizione sessuale, prima di giungere a condizioni manifeste
similari a quelli della donna in menopausa, appaiono o possono divenire un trasformato comportamento verso il sesso;una propulsione meno forte e spesso anche meno insistente verso la ricerca di esso e umore oscillante. E' possibile considerare una limitata capacità di adattamento e di reagire a condizioni solitamente interessanti, come potrebbero essere una nuova partner o un incontro casuale. Negli individui di età avanzata in andropausa si evidenzia,anche se in quantità inferiore se confrontati alle donne, una diminuzione del complesso osseo e più alta facilità alle fratture.Il derma diviene più sottile e si interrompe la crescita dei peli;diminuisce la massa muscolare a svantaggio della massa adiposa. Le caratteristiche del cambiamento dal periodo della fertilità sessuale all'andropausa sono sicuramente diverse;certe volte la loro comparsa è improvvisa e l'uomo pare che passi inaspettatamente da una situazione di efficienza ad una limitazione di tipo astenico senza essere in grado di rendersene conto, tendendo ad attribuire ad un momento particolare la palese effettiva ed attinente inattività sessuale. In simili situazioni,il peggioramento si è andato stabilendo in modo graduale, ma il soggetto non è stato messo nelle condizioni per potersene rendere conto e tende ad affibbiare il momento di manifesta difficoltà sessuale ad un evento preciso per la causa della crisi. Attorno all’episodio si creano, spesso lestamente, automatismi psicologici di consolidamento, che possono solamente accentuare le problematiche sessuali. Solitamente, l’avanzare dell’andropausa è più lento e graduale. L'individuo si evolve con gradualità da una condizione all'altra senza grandi problematiche o traumi.
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